Armored Kill: le novità e la mappa più grande per Battlefield 3

Armored Kill: le novità e la mappa più grande per Battlefield 3

Lo abbiamo aspettato con ansia, sebbene faccia parte dei “cattivi”, in quanto DLC. Lasciamo da parte ogni commento al riguardo e godiamoci invece le caratteristiche che l'espansione ci propone. Per chi non segue assiduamente il mondo Battlefield, Amored Kill è la terza espansione della software house Dice per Battlefield 3.

di Gioacchino Visciola pubblicato il nel canale Videogames
Battlefield
 

Un tramonto perfetto, per fare la guerra

La modalità che più di tutte mi è piaciuta in quest'espansione è il death match a squadre.

Finalmente le mappe inserite nel contesto sono di ampio respiro, non forzano più il giocatore a rimanere in una zona sola e gli spawn point sembrano molto migliorati rispetto alla versione base del gioco.

Particolarmente bella è la mappa del Deserto di Bandar, dove si potrà combattere in una cittadina fatta e finita, con conseguenti possibilità tattiche. Le molte case daranno modo di creare efficaci punti di difesa per il proprio team, senza però finire nel camperaggio; in Battlefield 3 un muro è tale finché non viene distrutto. Unica pecca è l'impossibilità di demolire le sopracitate abitazioni, neanche dopo ore di bombardamento.

Che dire, questo è il TDM che molti speravano, e funziona alla grande.

Graficamente parlando, Armored Kill non delude. Sembra che i programmatori Dice abbiano voluto giocare un po' di più con le possibilità offerte dal Frostbite 2. Ci ritroveremo a combattere sotto un tramonto bellissimo in Bandar Desert, ed a scalare infinite montagne in Alborz mountains; quest'ultima, tra l'altro, si accosta molto allo stile di montagna già visto in Skyrim.

La più anonima rimane Armored Shield, forse troppo simile ad una versione “pompata” di Caspian Border.

L'ultima mappa, Death Valley, al contrario delle altre, non mi ha convinto. Lodevole la voglia da parte di Dice di creare una mappa notturna; ma l'intenzione, a mio avviso, non è riuscita. Il filtro bluastro, più che mettere il giocatore in una situazione di oscurità, lo invoglia a credere di essere sotto stupefacenti. Peccato, perché con Battlefield 2 Special Forces, la software house ha saputo dimostrare di essere all'avanguardia nel gioco notturno.

 
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