Guild Wars 2: è il momento del verdetto

Guild Wars 2: è il momento del verdetto

La nuova Tyria è finalmente arrivata. Guild Wars 2, il Mmorpg di Arenanet che ha polarizzato l’attenzione degli appassionati in questi ultimi anni, e soprattutto in questi ultimi mesi, ha aperto le porte a tutti il 28 agosto. E’ stata una lunga attesa, specialmente per chi ha dedicato molto tempo al primo Guild Wars e sognava di vedere sotto una nuova luce Ascalon e tutte le altre aree del vastissimo mondo esplorato nel corso delle tante espansioni del primo gioco.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Cuori ed eventi dinamici: il leveling di Guild Wars 2

Il primo aspetto di cui parlare per questo nuovo Gw è il leveling, cioè la fase che ci porterà dai primi istanti di giochi fino all’ultimo livello di progressione, l’ottantesimo. Per la precisione, in Gw2 quasi tutte le azioni disponibili permettono di accumulare punti esperienza e quindi livellare: fare le classiche “quest”, missioni, è il modo standard, ma si fa esperienza anche raccogliendo oggetti per il crafting e usandoli, esplorando la mappa alla ricerca dei vari punti di interesse disseminati dappertutto e persino facendo WvW. L’unica opzione che non dà esperienza è l’sPvp, cioè i battleground, perché in quel caso si ricevono punti onore che servono appunto per la progressione nel ramo Pvp del gioco.

Tornando al cosiddetto leveling Pve, Guild Wars 2 riserva qualche novità importante. Il primo impatto con il gioco può risultare molto spaesante: non ci sono infatti i classici quest hub dei comuni mmorpg, quelle zone cioè dove si fa il pieno di missioni per andare poi a svolgerle con calma nelle aree circostanti. La parola chiave per il leveling di Gw2 è: esplorazione. Le missioni sono suddivise nei cosiddetti “cuori” (così chiamati perché sulla mappa sono indicati proprio da dei cuoricini neri) e dagli eventi dinamici.

I primi sono missioni abbastanza standard: avvicinandoci a un personaggio “cuore”, sullo schermo ci verrà indicato il nome della missione corrispondente e il modo per completarla, sempre con vari obiettivi complementari tra loro. Ad esempio: “Aiuta il comandante a tenere alta la difesa contro i centauri: raccogli le armi abbandonate sul campo, cura i feriti e sconfiggi i nemici nelle vicinanze”. Per completare la quest basterà fare le cose indicate dal testo, vedremo così la barra del progresso riempirsi pian piano. Non c’è alcun pericolo che altri giocatori nelle vicinanze ci “rubino” i bersagli o gli oggetti necessari: i primi danno credito a tutti se vengono anche solo danneggiati, i secondi sono personalizzati per ciascun personaggio. E’ importante notare che i vari “cuori” si trovano esplorando la mappa, non sono, come dicevamo, raggruppati tutti in un un’unica città per volta.

Spostandoci da un posto all’altro avremo modo anche di imbatterci negli eventi dinamici, eventi cioè che prendono il via indipendentemente dalle azioni dei giocatori. Passando per un ponte, ad esempio, sarà possibile ricevere la notizia che un gruppo di Ettin lo sta per attaccare e potremo decidere di fermarci per prepararci a difenderlo. Gli eventi sono aperti a tutti i giocatori, e scalano con il numero di presenti per essere sempre in qualche modo una sfida (anche se in base a certe esperienze non mi sembra che il meccanismo funzioni poi così bene); inoltre, in molti casi, gli eventi sono strutturati in modo che il risultato ottenuto dai giocatori comporti delle conseguenze. Se il ponte viene difeso, potrebbe esserci un nuovo step dell’evento che comporta l’assalto al campo degli Ettin; se il ponte viene invece distrutto, lo step successivo potrebbe richiedere di scortare dei lavoratori dal vicino accampamento che vengano a ripararlo.

A tutto questo, come già detto, vanno aggiunte le altre fonti di esperienza: crafting, esplorazione e WvW. L’esplorazione in particolare è molto importante e non va trascurata: la mappa di gioco è disseminata di “punti di interesse”, “punti panoramici”, e altri luoghi da visitare. In molti casi trovare la strada per raggiungere questi punti rappresenta una piccola sfida, altre volte è tutto più evidente, ma in ogni caso si riceve una più che discreta quantità di punti esperienza per ogni obiettivo. In più, esplorando al 100% ogni area di gioco, si ricevono premi in termini di equipaggiamento. Questo tipo di esplorazione, ripetiamo ancora, non è affatto secondario: per poter proseguire nella progressione Pve è necessario dedicargli del tempo, altrimenti si corre il rischio di rimanere piuttosto indietro con i livelli.

Questo approccio al leveling è una novità che può spaesare molto i giocatori che arrivano da altri mmorpg. Si riceve esperienza da quasi ogni azione disponibile, ma è comunque necessario fare un po’ di tutto per progredire a buon ritmo. Concentrarsi solo sui “cuori” e sugli eventi dinamici significa senz’altro rimanere bloccati e con qualche difficoltà ad andare avanti, come è capitato a tanti in questi primi giorni di esperienza con Guild Wars 2 (incluso il sottoscritto!).

Basta comunque entrare un po’ nell’ottica del gioco e i problemi si risolvono in fretta, anche se ho comunque avuto la netta impressione le aree iniziali potessero essere fatte molto meglio per assicurare un inserimento più semplice nel gioco, senza imbattersi in pause nel livellamento causato dal numero piuttosto limitato di missioni da fare.

 
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