Transformers La Caduta di Cybertron recensione, l'apoteosi di metallo giunge al termine

Transformers La Caduta di Cybertron recensione, l'apoteosi di metallo giunge al termine

Abbiamo provato le componenti single player e multiplayer della versione Xbox 360 di Transformers La Caduta di Cybertron, il nuovo sparatutto tattico di High Moon Studios. Rimossa la campagna co-operativa in favore di maggiore varietà e innovazione nel gameplay. Avrà funzionato?

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
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Il meno probabile può essere il più pericoloso

Nelle battute avanzate ci si rende conto di come il gameplay sia effettivamente variegato, visto che CdC consente di utilizzare jet, auto e anche poderosi tirannosauri metallici. Con Vortex, che fa parte del gruppo di veicoli conosciuti come Combacticon, ci si può ad esempio trasformare in elicottero e in jet. Ovviamente in questo capitolo si passa alla prospettiva dei Decepticon, visto che Vortex viene guidato durante la sua missione da Starscream, il luogotenente di Megatron.

In questi casi il gioco si trasforma sostanzialmente in un arcade di volo. Se si gioca con il gamepad di Xbox 360, puntando verso l'alto con lo stick analogico destro si sale in quota, mentre puntando verso il basso si scende. Con l'altro stick, poi, si regola il volo. Come dicevamo, tutto è molto immediato, anche perché il livello di gioco è stato studiato per esaltare questo sistema di controllo. Meno contenti si può essere del tipo di adattamento fatto da High Moon per i jet nel multiplayer in cui, come vedremo, le mappe sono sempre molto piccole per questo tipo di trasformazione.

Ma dopo la trasformazione, ecco che ci si ritrova immediatamente in un action in terza persona in cui c'è l'uso delle abilità. L'azione è veloce, e presenta un ritmo sostenuto anche nell'alternarsi delle modalità di interazione regolate dalle trasformazioni. Nei livelli di gioco, poi, ci sono delle sequenze di intermezzo renderizzate da Unreal Engine che si intervallano al gameplay vero e proprio. High Moon si è poi assicurata di amalgamare le sequenze di narrazione con quelle di gameplay, in modo da avere un flusso quanto più possibile unico, come ci hanno abituato altri giochi di questa generazione.

Dopo si giocherà anche come Bruticus, ovvero la forma combinata dei Combacticon. Questi possono unirsi nello stesso schema e formare un robot dalle grandissimi dimensioni e dai poteri sconfinati. La grandezza di questa macchina è ben sottolineata anche dalla grafica de La Caduta di Cybertron, visto che il personaggio interpretato dal giocatore sovrasta in questo caso in maniera netta le forme degli altri robot coinvolti nel conflitto.

Giocare con Bruticus, quindi, cambia completamente l'esperienza di gioco, perché è in grado di travolgere e distruggere gli scenari, di calpestare i nemici e di usare un laser devastante, oltre che un'abilità che produce una grossa onda d'urto in cui vengono coinvolti gli avversari della fazione avversaria.

Ma la trasformazione più spettacolare di tutte probabilmente è la forma Dinobot sputafuoco di Grimlock. Questi è in grado di afferrare i nemici gestiti dall'intelligenza artificiale e di scagliarli via. Può combattere anche con la spada e proteggersi con lo scudo, con cui può anche colpire i nemici.

Il livello con Grimlock segue una sequenza di narrazione collocata alla fine della parte che si gioca con Starscream. Questi segue di soppiatto degli Insecticon che, insieme a Shockwave, stanno compiendo degli esperimenti su un Autobot rapito. Starscrem aspetta fino a quando i robot nemici vanno via, poi entra in scena, libera l'Autobot rapito, appunto Grimlock, che può finalmente sfogare tutta la sua irruenza.

 
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