Transformers La Caduta di Cybertron recensione, l'apoteosi di metallo giunge al termine

Transformers La Caduta di Cybertron recensione, l'apoteosi di metallo giunge al termine

Abbiamo provato le componenti single player e multiplayer della versione Xbox 360 di Transformers La Caduta di Cybertron, il nuovo sparatutto tattico di High Moon Studios. Rimossa la campagna co-operativa in favore di maggiore varietà e innovazione nel gameplay. Avrà funzionato?

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
XboxMicrosoft
 

Nessun sacrificio è troppo grande in nome della libertà

La campagna single player de La Caduta di Cybertron presenta una narrazione superiore rispetto ai precedenti capitoli di Transformers (parliamo dei videogiochi ovviamente), con una componente cinematografica più epica e spettacolare, che esalta lo sforzo degli Autobot per raggiungere il loro obiettivo, ovvero salvare l'Ark e fuggire da Cybertron. Il tutto è condito da inquadrature cinematografiche, mentre una buona colonna sonora esalta i momenti più eroici e le gesta dei vari robottoni che sono protagonisti della campagna.

Ciascuno di loro, come dicevamo, è poi caratterizzato da una precisa trasformazione e da un'abilità speciale unica. Optimus Prime si trasforma in carroarmato, che gli consente di sfrecciare velocemente e di incunearsi tra le fila dell'esercito dei Decepticon. Può anche richiamare un poderoso attacco di artiglieria, distruggendo in pochi istanti i posti di blocco organizzati dalla fazione nemica. Tutto questo nel secondo capitolo, mentre nel terzo High Moon ha deciso di mettere ancora più spettacolo e di fare incrinare ancor più le carcasse metalliche dei soldati dei Decepticon.

Ecco, quindi, che Prime può prendere il controllo di Metroplex, l'enorme stazione di battaglia che si trasforma in robot gigante. Le ingenti dimensioni di Metroplex richiedono una grande quantità di Energon e, una volta esauriti questi ultimi, non sarà più possibile utilizzarlo. Gli Energon, che regolano il funzionamento di tutte le abilità speciali, però si ricaricano con il tempo, e anzi la loro ricarica può essere ulteriormente accelerata con un bonus.

Prime e Metroplex devono distruggere dei cannoni distorcenti sparsi nell'enorme mappa di gioco, e lo fanno all'interno di un'azione convulsa e caotica, che mostra tutta la spettacolarità che può venire fuori dalle trasformazioni e dal fuoco dirompente prodotto dalle potenti armi di cui sono dotati Autobot e Decepticon.

Risulta differente anche il design dei vari robot. Ad esempio, Optimus Prime riporta aggiormente alla mente la classe del guerriero, con una mole maggiore e armi più potenti. High Moon ha fatto un ottimo lavoro in termini di animazioni e di dettaglio per i modelli poligonali. Le trasformazioni risultano, così, esaltate, oltre che accompagnate da suoni azzeccati che rimandano al metallo che si contrae su sé stesso e acquisisce nuova forma, senza dimenticare la tradizione Transformers anche in fatto di suoni. Inoltre, ognuno dei robot presenta un numero estremamente sostenuto di dettagli, come corazza, ruote, ali, decalcolmanie, teste, e molto altro ancora, per cui sembra quasi che sia possibile prenderli con mano tanto sono fedeli alle controparti originali e ai modellini che possono essere acquistati nei negozi a tema.

Ma passiamo al capitolo successivo, quando si prende il controllo di Cliffjumper. Si passa dall'azione frenetica regolata da Prime a un gameplay più stealth, visto che Cliffjumper dispone dell'abilità speciale Occultamento. Quando attivata, Occultamento consente al giocatore di avvicinarsi, praticamente senza possibilità di venire riconosciuto, ai soldati gestiti dall'intelligenza artificiale, e metterli fuori combattimento con una stealth kill. Il tutto è molto gratificante, anche grazie a un sistema di controllo, lo ripetiamo, assolutamente immediato. Cliffjumper può anche trasformarsi in una piccola macchinina, in grado di infilarsi nei cunicoli e di sparare potenti colpi.

I livelli di gioco, notiamo, sono strutturati in modo da esaltare trasformazioni e abilità speciali sempre diverse. Con Cliffjumper, quindi, ci sono molte più coperture che possono essere sfruttate per nascondersi e una struttura degli ambienti che consente l'avvicinamento, non visti, alle spalle dei soldati Decepticon.

I nemici gestiti dall'intelligenza artificiale pattugliano aiutandosi con un raggio laser. Anche il comportamento degli avversari è molto variabile e, in fin dei conti, credibile, anche perché riescono a collaborare e ad aiutarsi tra di loro. Tutto questo rende la campagna, comunque, godibile, riuscendo a cogliere l'obiettivo che gli sviluppatori di High Moon si sono prefissati, ovvero ottenere la varietà nel gameplay.

Cliffjumper riesce a sfruttare le coperture anche perché si può decidere di trasformare, premendo il tasto B, il braccio destro o sinistro del robot in arma. Questa operazione, che può essere eseguita con tutti i robot e nel multiplayer come nel single player, cambia completamente la prospettiva nei combattimenti, e consente di riparare la sagoma metallica in funzione del tipo di copertura che si trova dinnanzi al giocatore. Come nei precedenti giochi su Transformers, non è invece possibile agganciarsi alle coperture.

Unitamente alle trasformazioni e alle altre modalità di azione di cui sono dotati i robot, come lo scatto in aria (si preme A per saltare e poi il dorsale sinistro per scattare una volta che ci si trova in posizione sopraelevata), tutto ciò può essere utilizzato strategicamente: muovere in maniera opportuna il robot sul campo di battaglia diventa fondamentale, soprattutto in multiplayer come vedremo tra qualche pagina.

 
^