Guild Wars 2: di nuovo a Tyria, sempre senza canone mensile

Guild Wars 2: di nuovo a Tyria, sempre senza canone mensile

L'annuncio della data di uscita di Guild Wars ha colto molti fan di sorpresa. Il titolo di Arenanet può essere a ragion veduta considerato come una sorta di messia videoludico: dopo tanti anni, è probabilmente l'ultima speranza per il genere mmorpg di affermare qualcosa di diverso dall'ormai vetusto, ma sempre fortemente in sella, World of Warcraft.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
World of Warcraft
 

Tyria, 250 anni dopo

Chi ha giocato a Guild Wars 1 fino alla sua ultima espansione, Eye of the North, sarà al corrente del fatto che pur trattandosi all'epoca di un gioco quasi completamente incentrato sul Pvp (cioè sul combattimento tra giocatori) non era assolutamente carente dal punto di vista della trama e dell'ambientazione.

Nonostante anche Guild Wars 2 ponga nettamente l'accento su questo elemento piuttosto che su quello del Pve (il combattimento, cioè, con il “mondo”, gli npc), l'attenzione per tutto il contorno è rimastata immutata e anzi è aumentata rispetto al passato. Il secondo capitolo della saga è ambientato duecentocinquanta anni dopo la fine di Eye of the North e mette in gioco una serie di grandi novità per il brand.

La prima cosa da sapere è che in Guild Wars 2 avremo finalmente la possibilità di scegliere fin dall'inizio tra diverse razze, non solo quella umana. Gli umani, dopo gli eventi narrati nel primo gioco, sono una razza in declino: la guerra contro i charr, gli uomini-gatto che facevano da antagonisti durante Gw1, hanno infatti riconquistato le loro antiche terre sul continente di Ascalon e in questo nuovo titolo saranno finalmente una razza giocabile. A umani e Charr si aggiungono anche i già intravisti Norn e Asura. I Norn sono una razza dal sapore vichingo, abitanti delle terre del nord e fortemente dediti alla caccia e alla guerra mentre gli Asura sono una razza di piccole creature, un incrocio tra gnomi e folletti, tecnologicamente avanzati e costretti ad abbandonare le loro abitazioni sotterranee per risalire in superficie. Infine, sarà giocabile anche la misteriosa razza dei Sylvari, creature dei boschi simili concettualmente agli elfi, apparsi su Tyria solo di recente. Tutte queste razze hanno un ostacolo in comune: la rinascita degli Antichi Draghi, creature terribili come da tipico cliché fantasy, che stanno mettendo a soqquadro le varie regioni di Tyria.

La possibilità di giocare con un personaggio di ciascuna razza è già il primo dettaglio che mostra come Guild Wars 2 sarà dotato di una capacità di immersione immensa rispetto al suo predecessore. Ogni razza, infatti, ha una propria cultura ben determinata e giocando per arrivare al massimo dei livelli consenstiti (ottanta) avremo la possibilità di scoprire sempre più dettagli e caratteristiche uniche di ciascuna razza. I Charr, ad esempio, ripongono un valore immenso nella forza e nella capacità militare, cose già immediatamente ovvie fin dai primi dialoghi di gioco se sceglieremo di giocare con un gattone. Tutti i dialoghi sono doppiati, un po' come avveniva in Star Wars The Old Republic, dettaglio che a sua volta fa molto nell'aumentare l'immersività.

Queste cose, per quanto possano sembrare di secondo piano, è bene sottolinearle perché Guild Wars 1 all'epoca soffrì proprio di un confronto impari con World of Warcraft su elementi simili: laddova Wow permetteva di giocare in un mondo enorme, esplorabile e vivibile, Guild Wars sembrava invece solo una grande lobby (per quanto ben fatta) per accedere ai combattimenti Pvp. Persino alcuni dettagli minori, come il semplice fatto che il movimento era via mouse (in stile hack'n'slash) e non si poteva saltare, avevano in qualche modo minato l'immagine del gioco, tanto che oggi a metà tra il serio e il faceto per promuovere Guild Wars 2 in tanti sottolineano la novità che “finalmente si può saltare!”. E' bene quindi sgomberare subito il campo da qualunque dubbio: Gw2 è un mmorpg dai capelli alla punta dei piedi, e il mondo di Tyria non è mai stato così vivo e dettagliato, sotto ogni singolo aspetto.

 
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