Il sarcasmo di South Park anche in un videogioco

Il sarcasmo di South Park anche in un videogioco

Abbiamo assistito alla prima demo di South Park The Stick of Truth. Il nuovo promettente gioco di ruolo, realizzato da Obsidian Entertainment con la collaborazione degli autori della serie originale Trey Parker e Matt Stone, offre tutto il sarcasmo tipico di South Park all'interno di una struttura di gioco che, in parte, si rifà a Final Fantasy.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Non toccate il cadavere delle vecchiette

Tutto prende le mosse con semplicità: il giocatore (‘You’) impersona un nuovo arrivato a South Park (il cui look è abbondantemente personalizzabile). Dopo aver completato il trasloco, i genitori del protagonista, diranno al piccolo di andarsene in città per farsi qualche amico. Loro, infatti, dovranno andare in camera per dedicarsi a del sano wrestling. Qualora decidessimo di entrare in casa, non appena toccata la maniglia della porta, verremo bloccati da nostro padre che – affacciatosi alla finestra, inequivocabilmente poco vestito – ci intimerà di andare fuori dalle scatole.

A questo punto vi sarete già fatti un’idea del clima assurdo, volgare e delirante di South Park. E sarà chiaro che esso, dalla tv, si riproporrà nel videogioco.

Sta di fatto che ‘You’ si aggirerà per le vie costantemente innevate del paesino delle Montagne Rocciose in cerca di amichetti. I ragazzi di South Park parranno da subito alle prese con una nuova ‘moda’ quella del fantasy. Ecco allora che risulteranno essere divisi in fazioni rivali, dedite a un grande gioco di ruolo tra bande. I primi bambini incontrati da ‘You’ lo manderanno ‘a quel paese’ senza troppi complimenti. Per sua fortuna, però, incontrerà presto Butters, che si rivelerà molto più amichevole degli altri ragazzi. Il timido e biondo ragazzino porterà ‘You’ nel campo (un giardino) del Mago: nientemeno che Eric Cartman.

Dopo un rapido tour dell’accampamento in cui potremo scoprire le stalle – una vasca di sabbia con un gatto -, la Torre del Re (un osservatorio panoramico in legno), lo Stagno delle visioni (una piscinetta in gomma) e la Roccia della Follia (un sasso che, nonostante non sia nulla di speciale, rapisce inspiegabilmente l’attenzione di chi lo guarda), verremo ammessi al cospetto del Mago.

Cartman ci chiedere il nostro nome: finalmente potremo ribattezzare il nostro alter-ego, anche se il perfido Eric ci imporrà il nomignolo di Douchebag (cretino, imbecille). Subito dopo, dovremo scegliere la nostra classe – in puro stile rpg -. Solo a quel punto il Mago ci affiderà la nostra prima missione. Prima di poter partire, però, il campo verrà attaccato da una banda rivale, e starà a noi difenderlo, per guadagnarci l’ammirazione del nostro leader.

Ed è qui che si sperimenta il cuore ludico di Stick of Truth, che si rivela essere un Rpg con combattimenti a turni e quick time event. Quasi ogni attacco (effettuato o subito), infatti, ci richiederà la pressione di un tasto – col giusto tempismo - per rendere più efficace la nostra offesa o limare il danno inflittoci dal nemico. Per intendersi: un sistema molto simile a quello visto, per esempio, in Mario & Luigi Superstar Saga per Nintendo DS.

Nella demo che abbiamo potuto visionare, quello che ha colpito maggiormente durante i due combattimenti mostratici, è la quantità di attacchi effettuabili. Tutti in perfetto – e assurdo – stile South Park. Si va dalle “F***ing Ninja Stars”, a una “Vibroblade” vietata ai minori, passando per un gigantesco peto infiammato prodotto da Cartman e l’attacco sessuale – censurato – di Mr. Slave. Insomma, una pletora di idee che ripropongono in tutto e per tutto il clima folle del toon.

Ben presto la faccenda si complicherà: da un gioco di ragazzini, il ‘viaggio fantasy’ degli abitanti di South Park diverrà un’epica lotta tra bene e male. E Cartman cercherà un leader, un salvatore per la cittadina del Colorado. Scartando Kyle (perché “Non si sono mai visti Salvatori ebrei”), la scelta cadrà proprio sull’ultimo arrivato, il giocatore.

 
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