Metro Last Light: di nuovo soli nella metro di Mosca

Metro Last Light: di nuovo soli nella metro di Mosca

Metro Last Light è uno dei più interessanti titoli del line-up di THQ per il prossimo anno. Vediamo quali sono i miglioramenti rispetto al precedente capitolo e le caratteristiche di gioco completamente nuove, come il multiplayer. THQ ha realizzato un video playthrough di 13 minuti che mostra gli elementi salienti del nuovo shooter di 4A Games.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Playthrough

La demo finora mostrata da THQ a proposito di Metro Last Light (che potete vedere anche in calce a questo articolo) vede Artyom e un altro dei rifugiati impegnati a superare una vasta area in superficie per raggiungere una stazione che è rimasta scollegata dal resto della struttura della metropolitana. Il collega di Artyom parla in inglese ma con un forte accento russo, esattamente come personaggi del gioco precedente. I due montano delle maschere antigas in modo da superare l'area aperta intrisa dalle radiazioni. Artyom raccoglie la maschera e inizia a montare le varie parti: ancora una volta si nota una grande attenzione per i particolari, mentre le azioni del protagonista vengono seguite nei minimi dettagli.

Il compagno di Artyom si muove in maniera accorta, senza far rumore e con animazioni precise. Come nel primo Metro, bisogna sostanzialmente interagire con sequenze di animazioni scriptate dei vari personaggi con cui si ha a che fare. Il fatto che tutto sia pre-determinato rende i movimenti degli altri personaggi realistici e fluidi come in pochi altri videogiochi di questa generazione.

I due escono all'aperto e Artyom rimane abbagliato, perché non più abituato alla luce naturale. Si nota uno splendido skyline di ciò che rimane di Mosca, mentre il ghiaccio si sta sciogliendo lasciando spazio alla vecchia città. Da una parte c'è il sole, mentre dall'altra nuvole e tuoni fino a piovere. Si nota un interessante e realistico contrasto tra parti dell'ambiente raggiunte da comunque deboli raggi di sole e altre parti coperte dalle nuvole.

È uno spazio di grandi dimensioni che è inedito rispetto al primo capitolo. Il motore di 4A Games dimostra di essere efficiente anche sui grandi spazi aperti, oltre che garantire un elevatissimo livello di dettaglio negli spazi chiusi, insieme a un'accurata gestione delle illuminazioni.

Poi inizia a piovere sulla maschera antigas e si possono vedere le gocce cadere sulla maschera stessa. I due si avventurano nella pianura e devono attraversare dei relitti metallici che fanno parte di una grossa carcassa di un aereo andato distrutto proprio sulla pianura tra le due stazioni della metropolitana. Artyom e il suo collega si addentrano in una stanza di servizio che si trova nel percorso: all'interno ci sono diversi cadaveri infestati da insetti che escono fuori dalle budella. Chiaramente rimane la connotazione horror già ben evidente anche nel precedente capitolo.

Artyom attiva una torcia montata sull'arma che emette un preciso raggio di luce che modifica le illuminazioni ambientali dei luoghi esplorati. All'interno della stanza accende una lampada a olio e prende un fucile a pompa. A quel punto viene improvvisamente attaccato da una delle creature non umane. Si notano più dettagli visivi rispetto alle creature del precedente capitolo e le animazioni risultano nettamente migliorate. Si tratta della solita sequenza scriptata in cui Artyom tenta di divincolarsi dalla morsa della bestia fino a sparare contro di essa con lo shotgun.

Fuori dalla stanza di servizio, nel frattempo, una tempesta spaventa un folto gruppo di creature non umane che scappano verso la direzione opposta a quella in cui si stanno dirigendo Artyom e l'altro rifugiato. I due si avventurano dentro la plancia principale dell'aereo precipitato. I sedili sono divelti e cadaveri scheletrici sono ancora seduti su questi. Artyom ha delle allucinazioni e sente delle grida, come se potesse percepire il dolore e il terrore delle persone che si trovavano sull'aereo nel momento dell'impatto.

Con un accendino distrugge una ragnatela ed entra nella cabina di pilotaggio. Qui, sempre attraverso un'allucinazione, rivede il momento dell'esplosione nucleare dalla prospettiva del pilota e del suo vice. L'ambiente si distrugge progressivamente colpito dalle radiazioni, così come la scocca dell'aereo. È un momento di grande spettacolarità che consente al giocatore di rivivere il momento topico della serie di Metro, anche se viene spezzata l'atmosfera per il resto sempre realistica tipica dei due giochi.

Nel frattempo il compagno di Artyom perde la maschera e, ancora una volta, si deve interagire con delle sequenze scriptate. Escono fuori dall'aereo e si ritrovano a combattere con un Dark One alato che aggancia Artyom e lo trascina su vari ambienti della città, evidenziando la grandezza dell'ambiente di gioco. È stavolta l'alto rifugiato a salvare Artyom, mentre la bestia lo lascia rovinosamente cadere a terra.

I due ora esplorano la città mentre altre creature iniziano a circondarli, appollaiandosi sui tetti e scrutando minacciosamente i movimenti dei due essere umani. A questo punto le bestie attaccano e l'azione diventa rapida e convulsa, mentre il giocatore deve essere preciso per usare le poche risorse a dispozione per uccidere le creature.

Nel momento più critico, dentro un edificio, una squadra salva i due utilizzando dei potenti lanciafiamme per annientare definitivamente l'esercito di mostri.

 
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