Primi minuti su Darksiders II, un hack and slash impegnativo

Primi minuti su Darksiders II, un hack and slash impegnativo

In occasione dell'evento organizzato da THQ per presentare in Italia il suo line-up per la stagione natalizia e per il 2013, abbiamo avuto modo di giocare direttamente per la prima volta Darksiders II. L'incrocio tra God of War e un gioco di ruolo è estremanete promettente, anche per la rinnovata profondità rispetto al primo capitolo in termini di personalizzazione e longevità.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Hands-on

Nell'evento di presentazione italiano del gioco c'era la possibilità di provare un livello di Darksiders II su Xbox 360, in cui Morte assalta una fortezza ghiacciata. Notiamo come il sistema di combattimento, effettivamente molto simile a quello del predecessore, ponga enfasi principalmente su schivate e combinazioni di attacchi realizzabili con le due armi impugnate dal personaggio. Con il grilletto sinistro si fa in modo che il personaggio mantenga il suo focus verso l'avversario più vicino, mentre con il dorsale destro si schivano gli attacchi.

Utilizzare questi due pulsanti è molto importante soprattutto nei combattimenti contro i boss, in cui è doveroso fare il dodge nel momento in cui l'avversario sta per sferrare il suo potente attacco, proprio perché quest'ultimo è in grado di sottrarre una quantità notevole di risorse vitali a Morte. Si tratta di un sistema di combattimento piuttosto tecnico, in cui il giocatore deve interpretare l'atteggiamento dell'avversario scrutando con attenzione le sue animazioni, oltre che utilizzare proficuamente le combinazioni di attacchi a sua disposizione e ridurre il più possibile il numero di colpi incassati.

Mentre Morte si avvicina alla fortezza deve affrontare una serie di scheletri ghiacciati. Questi lasciano cadere armi e altri oggetti, che vanno raccolti e inseriti nell'inventario o equipaggiati immediatamente. Per ogni arma infatti si vede subito il confronto con quella equipaggiata, in modo che il giocatore possa fare la scelta anche senza entrare necessariamente nell'inventario. Con la croce direzionale inoltre può richiamare il menu rapido in cui si trovano le pozioni per ripristinare la salute e in cui si può evocare il fido destriero Despair che accompagnerà Morte nei momenti in cui dovrà coprire i percorsi più lunghi.

In questa demo possiamo, inoltre, vedere come la componente platforming sia ampiamente presente. Si salta tra piattaforme all'interno di un ampio ambiente di gioco che presenta una palette cromatica tendente al blu, principalmente per l'insistita presenza del ghiaccio. Dal punto di vista del platforming, Darksiders II ricorda da vicino i giochi della serie moderna di Prince of Persia.

Ci sono pilastri verticali che è possibile scalare per poi catapultarsi verso un'altra parte del livello di gioco, ma anche la possibilità di correre sui muri o di saltare fra due pareti parallele tra di loro. Non c'è un livello di sfida particolarmente alto in questa parte del gioco, anche perché diverse agevolazioni vengono in soccorso del giocatore, che spesso deve semplicemente tenere premuto il tasto A per proseguire. Quando si salta tra un pilastro e l'altro, invece, basta tenere premuto il grilletto sinistro per orientare automaticamente Morte verso il pilastro e il salto successivo.

Con Y si agisce sull'arma secondaria, che solitamente è più lenta ma più potente dell'arma principale. Combinando Y e X si è in grado di realizzare le combo, comunque visionabili all'interno di una lista presente nel menu di gioco. L'attacco secondario, essendo più lento, può essere praticato con efficacia solo verso un certo tipo di avversari, primariamente i boss dotati di molte risorse vitali. Ma bisogna sempre stare attenti a schivare i colpi del nemico, oltre che considerare che le serie di combo prolungate, da realizzare in velocità, tendenzialmente sottraggono più risorse vitali agli avversari.

Durante la demo si affronta, circa a metà, un enorme gigante di ghaccio. Provo a farlo fuori una prima volta e non ci riesco, proprio perché riesce a sottrarmi troppe vite. Vicino a me, Stefano Carnevali inizia a imprecare e ad accusarmi di incapacità in questo tipo di giochi. Frastornato inizio un secondo tentativo, muoio di nuovo. Aveva fretta Stefano, e quindi mi toglie il gamepad e prova a terminare il gigante. Ci riesce al secondo tentativo, proprio quando la console va in freeze: le immagini sullo sfondo rimangono in movimento ma Morte non accenna a fare altri movimenti. Riavviamo l'Xbox e ritento nell'impresa. Troppo difficile per me. Entro nel menu e, tra insulti di ogni tipo da parte di Stefano, abbasso il livello di difficoltà da medio a facile. Due tentativi ed ecco che il mostro è andato. Finalmente riesco a realizzare serie di combo che hanno senso e a schivare e mantenere il focus nella maniera opportuna. Ma Darksiders II non è sicuramente un gioco facile.

Dopo questo combattimento e un'ulteriore fase da platforming bisogna affrontare quello che sembra il boss di fine livello. Si tratta di Padre Corvo, il custode dei segreti. Questi si trasforma in Guerra, contro il quale saremo dunque chiamati a combattere. Guerra si muove come nel gioco precedente ed è dotato delle stesse abilità. È un combattimento serrato e furioso (forse più facile del precedente), che non sembra avere un vincitore. Durante la battaglia alcune sequenze di intermezzo evidenziano l'impossibilità per i due fratelli a sconfiggere l'altro mentre le due spade si incrociano senza riuscire a penetrare le difese dell'avversario. Ma non è Guerra, è semplicemente Padre Corvo, che alla fine della battaglia alzerà bandiera bianca.

 
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