Test Drive Ferrari: la storia del Cavallino Rampante, secondo gli sviluppatori di Shift

Test Drive Ferrari: la storia del Cavallino Rampante, secondo gli sviluppatori di Shift

Slightly Mad Studios ripropone la stessa filosofia che è stata alla base di Need for Speed Shift, ma questa volta a monopolizzare la scena è l’amata Rossa di Maranello, vista da varie prospettive appartenenti al passato, senza per questo dimenticare l’attualità.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
 

Introduzione

Sembra proprio che Slightly Mad Studios apprezzi una determinata interpretazione dei titoli di guida e un approccio che metta il giocatore il più possibile a contatto con le sensazioni del pilota, con i feedback che gli vengono indicati dal proprio abitacolo, dalle sollecitazioni dei cordoli e dalla sensazione di estrema velocità.

Il team londinese – fondato nel 2008 da Michael Mann (ex EA Black Box) e Patrick Soderlund (ex DICE) - ci ha già abituato a tutto questo con la reinterpretazione del brand di Need for Speed, che ha portato alla nascita di Shift e Shift 2 Unleashed. Due titoli non privi di difetti ma che si sono fatti apprezzare per il connubio tra un’impostazione moderatamente simulativa, una grande adrenalina e velocità, e un universo di gioco concentrato sulla progressione del pilota.

In questo caso il marchio impiegato è quello di Test Drive, un franchise che ormai vanta 25 anni di storia alle spalle, ma che ultimamente non ha attraversto un momento molto brillante, basti pensare al fallimentare Test Drive Unlimited 2, pubblicato lo scorso anno e deludente sotto molti punti di vista. Test Drive Ferrari Racing Legends si propone di offrire agli appassionati dell’universo Ferrari un catalogo di tutte le vetture da corsa e non solo, prodotte dalla casa di Maranello dal 1947 ad oggi. L’idea portante è quindi rappresentata dalla brillante progressione che ha condotto la scuderia dai suoi esordi fino all’attualità.

Come già molti di voi sapranno, Slightly Mad Studios ha impiegato una nuova tecnologia proprietaria, nota come Madness Engine, per consentire un inedito approccio sia dal punto di vista grafico che da quello fisico. A detta degli sviluppatori tutti gli ‘asset’ che sono stati impiegati nella realizzazione del gioco sono stati appositamente ricreati, senza quindi ricorrere in alcun modo al lavoro già svolto in precedenza sui capitoli di NFS: Shift.

A confermarcelo in fase di preview era stato il creative director Andy Tudor, il quale ci aveva fatto presente che “per ogni gioco che sviluppiamo ci assicuriamo di evolvere ulteriormente il motore grafico e tutta l'infrastruttura tecnologica. Ci sono parti del motore che vengono riscritte e introduciamo nuove accortezze per migliorare le prestazioni e l'accuratezza della fisica. Ci sono sicuramente delle somiglianze tra Shift e Ferrari, ma bisogna anche dire che abbiamo imparato diverse cose da Shift e questo bagaglio di conoscenze ci ha consentito di creare un gioco migliore con Ferrari Racing Legends. Ogni gioco che abbiamo creato è basato sul nostro Madness Engine, e quindi ci sono delle somiglianze tra Ferrari, Shift e Project Cars, ma per ogni gioco che sviluppiamo ci assicuriamo di evolvere ulteriormente il motore grafico e tutta l'infrastruttura tecnologica”.

Test Drive Ferrari Racing Legends recupera quindi tutto il bagaglio d’esperienza già accumulato dai suoi creatori grazie ai progetti del recente passato, rimanendo peraltro indipendente sotto molti punti di vista, e non potrebbe essere altrimenti dal momento che il titolo in questione non appartiene al portfolio di Electronic Arts.

 
^