Test Drive Ferrari: la storia del Cavallino Rampante, secondo gli sviluppatori di Shift

Test Drive Ferrari: la storia del Cavallino Rampante, secondo gli sviluppatori di Shift

Slightly Mad Studios ripropone la stessa filosofia che è stata alla base di Need for Speed Shift, ma questa volta a monopolizzare la scena è l’amata Rossa di Maranello, vista da varie prospettive appartenenti al passato, senza per questo dimenticare l’attualità.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
 

Esperienza dall’abitacolo, ma non solo

Ferrari Racing Legends riprende in modo particolarmente fedele il modello di guida proposto da Need for Speed Shift, anche se non mancano alcuni particolari che lo discostano da quest’ultimo. Partendo dai punti di contatto, abbiamo riscontrato anche in questo caso la presenza dell’effetto ‘tilt’, che offre ai giocatori la percezione dei movimenti e delle sollecitazioni che il pilota subisce quando ci si trova all’interno dell’abitacolo, nel momento in cui si passa sopra ai cordoli o si effettua una staccata a velocità molto sostenuta.

Abbiamo inoltre verificato che i miglioramenti apportati in Shift 2 Unleashed, per quanto riguarda la stabilità del veicolo anche a velocità molto sostenute, sono stati tenuti nuovamente in considerazione, pertanto è difficile sbandare o perdere il controllo della vettura quando si esce dalle curve e si passa alla fase di accelerazione, oppure quando si affrontano lunghi curvoni a velocità particolarmente elevate.

Non mancano, come detto, anche alcune varianti piuttosto evidenti. In primis non è possibile selezionare la visuale dal casco, che in Shift 2 consentiva di avere una prospettiva ancora più personale e soggettiva rispetto a quella tradizionale; questo escamotage contribuiva a intensificare la sensazione di frenesia e le sollecitazioni derivate al pilota dalla guida, non senza alcune problematiche di visibilità che avevamo avuto modo di evidenziare in sede di recensione. Mancano inoltre l’effetto blur e gli effetti grafici e sonori che in Shift determinavano un momentaneo ma deciso annebbiamento della visuale in seguito agli incidenti. Lo stesso dicasi per l’effetto ‘fischio’ che si avvertiva successivamente all’impatto con una barriera o un’altra vettura.

Persiste peraltro, seppur in questo caso meno accentuato, l’interpretazione che Slightly Mad Studios predilige per i propri titoli di guida, ovvero un approccio a metà strada tra il tentativo di simulazione e il mantenimento di dinamiche più spiccatamente arcade, che esaltino però il coinvolgimento dell’utente. Se Shift 2 Unleashed aveva compiuto un passo un po’ più deciso verso il primo aspetto (pur non trattandosi di simulazione vera e propria, lo ribadiamo), Ferrari Racing Legends sembra strizzare maggiormente l’occhio al secondo profilo. L’effetto derapata che era stato parzialmente risolto in Shift 2 appare nuovamente accentuato in FRL, soprattutto per determinate categorie di veicoli e a maggior ragione se si considera i modelli più datati.

L’ulteriore conferma di questa interpretazione è fornita dall’impianto di settaggi e modifiche che possono essere apportate, sia per quanto riguarda gli aiuti alla guida sia per quanto concerne la competitività degli avversari. Mentre in Shift era disponibile una vasto spettro di impostazioni e opportunità, che consentiva di offrire approcci radicalmente diversi alla propria guida e alla risposta stessa del veicolo, in questo caso è possibile scegliere unicamente fra tre differenti livelli di difficoltà, con la possibilità poi di optare per la disattivazione dell’ormai abituale linea che indica le traiettorie e le tempistiche per le staccate.

Un’altra nota dolente spetta agli avversari controllati dalla CPU. Non è una novità che molti titoli di guida presentino un’IA per lo più inadeguata o eccessivamente lineare, ma in questo caso si poteva certamente fare di meglio. I piloti controllati dal computer non solo dimostrano di non saper prendere alcuna iniziativa (i sorpassi… una chimera!), ma in certi frangenti riescono addirittura ad essere dannosi per il giocatore, provocando tamponamenti, “sportellate”, cambi repentini di traiettoria. Poco incisivo anche il sistema che determina gli incidenti tra i piloti controllati dall’IA. In Shift probabilmente era fin troppo permissivo, offrendo spettacolari e inaspettate uscite di pista, ma con una frequenza particolarmente elevata. Al contrario, in Ferrari Racing Legends assistere al proverbiale “botto” sarà un fatto più unico che raro. Chiudono il cerchio i danni alle vetture, praticamente assenti in questa produzione, ad eccezione del vetro frantumato e di limitatissimi graffi alla carrozzeria.

 
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