Test Drive Ferrari: la storia del Cavallino Rampante, secondo gli sviluppatori di Shift

Test Drive Ferrari: la storia del Cavallino Rampante, secondo gli sviluppatori di Shift

Slightly Mad Studios ripropone la stessa filosofia che è stata alla base di Need for Speed Shift, ma questa volta a monopolizzare la scena è l’amata Rossa di Maranello, vista da varie prospettive appartenenti al passato, senza per questo dimenticare l’attualità.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
 

Circuiti e automobili che sono entrati nella leggenda

L’intepretazione in chiave ‘storica’ di Ferrari Racing Legends riguarda anche i circuiti e la loro suddivisione all’interno delle varie epoche. I tracciati sui quali gareggiare sono complessivamente 39, molti dei quali particolarmente noti a chiunque sia in minima parte appassionato di automobilismo. La nota d’interesse in questo caso è rivestita dalle trasformazioni che si possono ammirare in alcuni dei celebri percorsi proposti durante la campagna singolo giocatore. Attraversando le tre Epoche di riferimento capiterà infatti di apprezzare le aggiunte e le modifiche eseguite negli anni, la presenza di nuove curve e l’eliminazione di parti del percorso, così come l’introduzione di nuovi spalti o di rinnovati spazi per gli sponsor.

Si può quindi apprezzare Monza nella sua versione originaria del 1958, oppure in quella attuale, arricchita dalla Variante della Roggia, dal Rettifilo e dalla Variante Ascari. Il medesimo discorso vale anche per il tracciato di Imola, per Hockenheim, Silverstone e Spa Francochamps. Esistono inoltre varianti tra il percorso destinato alle competizioni internazionali e quello impiegato in quelle nazionali, come accade ad esempio con Donington Park, il Mugello o il Circuito di Catalunya. Le proposte inedite (per così dire) sono il circuito di Rouen, la Motorsport Arena di Oschersleben, e l’immancabile pista dei test in quel di Fiorano. E’ presente anche un’edizione non ufficiale del Circuito di Montecarlo, analogo alla controparte reale solamente in alcune sezioni. Per l’introduzione degli scenari d’epoca è inoltre stato adottato un suggestivo effetto seppia, che propone un’immagine vintage, del tutto simile ai vecchi filmati di un tempo. L’effetto svanisce in pochi istanti e ai colori sbiaditi si sostituiscono i toni cromatici tradizionali.

Anche sul fronte tracciati le considerazioni sono le stesse già operate in precedenza per gli eventi e la loro originalità. Le piste disponibili, per quanto interessanti, soprattutto nelle variazioni d’epoca, non ci sono parse adeguate sul piano quantitativo, o per lo meno non sufficienti a sostenere una campagna che propone oltre 200 gare. Se da un lato è possibile acquisire un’elevata familiarità con i percorsi – e viene da chiedersi se possa rappresentare un vantaggio per circuiti che qualunque appassionato ormai conosce a memoria – dall’altro è davvero ripetitivo replicare i medesimi obiettivi, sugli stessi circuiti, cambiando semplicemente automobile.

Un’ulteriore nota a margine, che conferma una tendenziale piattezza dell’esperienza, è costituita dall’assenza di gare in notturna o sotto la pioggia, contrariamente a quanto avveniva in Shift. Sono invece presenti alcune differenziate fasi della giornata, che tuttavia non determinano approcci di gara diametralmente in antitesi.

Al di fuori della Campagna le altre modalità di cui si avvale Ferrari Racing Legends non contribuiscono a migliorarne la longevità complessiva. La modalità a tempo consente di impiegare le automobili e i circuiti già sbloccati nel corso degli eventi principali, proponendo come alternativa alla CPU i ghost di altri piloti in carne e ossa. Il multiplayer – nota dolente dei titolo firmati Slighlty Mad Studios - è pressoché inesistente e permette soltanto di selezionare la gara veloce o di creare match privati in compagnia degli amici.

 
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