Lollipop Chainsaw: alla San Romero c'è solo Juliet

Lollipop Chainsaw: alla San Romero c'è solo Juliet

L’Hack ‘n’ slash a base di lecca-lecca, cheerleader e zombi si rivela dotato di tanta apparenza e poca sostanza. Ciononostante, lo giocherete fino in fondo. Motivo? La protagonista, completamente fuori di testa

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Il diciottesimo compleanno di Juliet: indimenticabile

In effetti, l’avvio del gioco è davvero sopra le righe: nella mattina del proprio diciottesimo compleanno, Juliet si reca a scuola, dove ha appuntamento con Nick. Ma che si tratterà di un compleanno indimenticabile, a Juliet apparirà evidente anche solo durante il suo tragitto in bicicletta. La bionda, infatti, si troverà presto circondata da zombi.

Lungi dall’essere impaurita, Juliet sfodererà un’enorme motosega e si dedicherà alla colorata distruzione di quelli che, fino a poche ore prima, erano i suoi compagni di istituto.

Prestissimo, allora, verremo a conoscenza dell’oscuro segreto della famiglia Starling che, da generazioni, si diletta proprio nello zombi e monster-hunting.

Sta di fatto che – grazie alla propria agilità e alla sua potente arma – la nostra protagonista arriverà abbastanza agevolmente al luogo dell’appuntamento con Nick.

Lì, però, si consumerà la tragedia: per salvare la propria fidanzata – di cui non conosce le risorse combattive – Nick si farà mordere da uno zombi.

E la ‘logica’ soluzione che Juliet praticherà, per evitare che il fidanzato diventi a sua volta un non-morto, sarà tagliarli la testa – rendendola senziente tramite la magia -, e agganciarsela alla cintura, per trasportarla.

Come dire: in cinque minuti, LC ha osato tanto quanto stuoli di videogiochi riescono a malapena a fare nel loro intero svolgimento. E se teniamo conto che le evoluzioni acrobatiche, tipiche dei combattimenti, vengono compiute da una bella ragazza, molto poco coperta, ma che pretende di essere pudica, capiamo subito come LC sia un prodotto davvero singolare.

Ed è proprio in questi aspetti che si devono cercare le motivazioni per cui il titolo di Grasshopper si fa giocare tutto d’un fiato.

Juliet è un personaggio ‘enorme’. Catalizza completamente tutta l’attenzione del giocatore e raccoglie in sé tutto il meglio che i produttori hanno saputo dare. Dal punto di vista tecnico, gode della realizzazione maggiormente convincente. Tanto nelle animazioni, quanto nella mimica facciale. Lo stile è quello ‘sporco’ tipico dei B-movie americani e – sotto sotto – di Suda 51. Ma il tutto, visto il contesto, funziona.

Per quanto riguarda la caratterizzazione, siamo di nuovo ad alti livelli. Juliet è un ammasso di luoghi comuni, eccentricità e assurdità che, forzatamente, strapperà sorrisi in serie. Totalmente scostante, è la ‘classica’ bionda superficiale, fintamente insicura e timida. Monotematica, non ha testa che per Nick, la sua famiglia e l’uccisione degli zombi. Avere a che fare con lei – a dispetto delle notevolissime apparenze – è una vera fatica, perché è come ‘giocare’ con una bambina dotata di un corpo mozzafiato e armi letali.

Al suo fianco, si muove un cast di nemici e alleati che, per quanto descritto in modo molto meno approfondito, risulta, tra cliché e intuizioni, decisamente memorabile.

La famiglia Starling è un tripudio di personaggi assurdi: il papà di Juliet è il prototipo dell’uomo che non deve chiedere mai. A metà strada tra uno Yakuza e un motociclista anni ’50. La madre della nostra protagonista è una sexy-casalinga che sembra l’unica in grado di tenere a freno la deriva della famiglia. Cordelia – sorella maggiore di Juliet – è un cecchino anti-zombi dal capello corto e il tacco alto, che cercherà di fornire supporto alla protagonista. Rosalind, infine, è la sorellina di Juliet. Ed un personaggio completamente scostante, se non del tutto pazzo. Che distrugge ogni cosa guida e si caccia in un guaio dietro l’altro.

A supporto della nostra eroina, poi, ci sono Nick e il Maestro Morikawa. Il primo, ridotto all’impotenza, in quanto testa senziente agganciata alla cintura di Juliet, fungerà da disperato commentatore sarcastico di tutto quanto di allucinante avviene durante l’avventura (cose che Juliet, invece, gradisce divertita).

Morikawa, invece, è il maestro di Juliet. E, da stereotipo, è il ‘classico’ anziano giapponese attempato e depravato: per ogni utile consiglio, infatti, infilerà una richiesta di vedere la Starling fare la ruota… mentre indossa le mutandine con gli orsetti…

Per quanto riguarda le forze del male, la caratterizzazione è di rilievo anche qui.

Swan è il cospiratore dietro tutta l’invasione di non morti: è colui che ha evocato il Re Zombi. Colui che ha messo in contatto il mondo terreno con il corrotto mondo putrefatto delle forze del male. Si tratta di un compagno di Juliet, decisamente dark e completamente emarginato dalla vita sociale della San Romero High School. E per questo bramoso di vendetta.

I leader degli zombie – per quanto non tutti allo stesso livello qualitativo – sono rivali caratterizzatissimi, legati a un genere musicale di riferimento che si riverbera nel loro stile, nella loro tipologia di lotta e in tutto il livello a essi dedicato. Zed il punk, Vikkie il metal, Josey che si rifà al funk degli anni ’80, Mariska prodotto dei figli dei fiori e Lewis dedito al rock duro, sono figure carismatiche che sarà un piacere scoprire. Per non parlare dell’enorme e mitico Re dello zombie rock.

Il pacchetto ‘di supporto’ offerto da LC, quindi, è di assoluto livello. Ed è il vero motore del gioco: il motivo per cui si andrà avanti nell’avventura.

 
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