Battlefield 3 Close Quarters: l'occhio vuole la sua parte

Battlefield 3 Close Quarters: l'occhio vuole la sua parte

A distanza di più di una settimana è tempo di trarre conclusioni sulla nuova fatica targata Dice. L'espansione ci porta in una dimensione di guerra nuova e sconosciuta a tutti i giocatori della serie: scontri ravvicinati e senza mezzi. Il paragone con Call of Duty non è campato per aria, anzi, in alcuni frangenti la formula magica di Activision ben si adatta al gameplay più “ricercato” di Battlefield.

di Gioacchino Visciola pubblicato il nel canale Videogames
ActivisionCall of DutyBattlefield
 

Restyling visivo

La prima cosa che si nota è la bontà delle 4 nuove mappe pensate per Close Quarters: Operation 925, Scrap metal, Donya fortress e Ziba tower. Un ambiente di gioco più piccolo ha permesso al Team Dice di sbizzarrirsi con i dettagli e la potenza del motore Frostbite 2.0, regalandoci mappe di gioco con un dettaglio grafico di altissimo livello. Dai riflessi mozzafiato ad una “distruttibilità” maggiore dello scenario, tutto concorre a regalarci un esperienza visiva mai vista prima in un multiplayer – escludendo la modalità coop.

Oltre ad un completo restyling visivo, gli sviluppatori si sono concentrati molto sulla verticalità delle mappe, regalandoci una continua sensazione adrenalinica di imboscata, che non viene certo smussata dall'infinito dedalo di corridoi e porte ingegnosamente piazzate su tutta la mappa; intenzione voluta e ben riuscita a mio parere, molto diversa da quella offerta in operation metrò, dove i giocatori sono forzati ad un continuo stallo alla messicana.

Non proprio perfetta è la mini mappa, rivisitata dal gioco base per segnalarci soltanto i nemici e gli alleati sul nostro stesso piano di gioco, rivelandosi molto scomoda per tenere d'occhio tutti i punti strategici. Certo, il tempo a disposizione per gingillarvi con la mappa è davvero poco, tranne se siete intenzionati a prendervi una coltellata alla spalle, naturalmente.

Le due nuove modalità, Conquest Domination e Gun Master, sono pensate appositamente per il nuovo tipo di gameplay offerto: la prima ci offre un simil conquest con alcune differenze, quali area di “controllo” più piccola ed una velocità di conquista della bandiera molto più alta rispetto alla sua controparte del gioco base. Gun Master ci riporta indietro, ai tempi di Counter-Strike: inizieremo con una Mp443, pistola d'ordinanza russa, per poi scalare la classifica tramite uccisioni, sbloccando man mano armi sempre più letali – facendo attenzione a non subire accoltellamenti, pena la retrocessione di un blocco.

Non proprio perfetta la scelta delle armi a disposizione del giocatore: da un Mk3 con cartucce esplosive al lancia granate a scoppio ritardato “LMG30”, entrambi vi faranno perdere minuti preziosi per la conquista del podio. Non ci resta che sperare in un eventuale cambio di opinioni da parte di Dice.

 
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