Battlefield 3 Close Quarters: l'occhio vuole la sua parte

Battlefield 3 Close Quarters: l'occhio vuole la sua parte

A distanza di più di una settimana è tempo di trarre conclusioni sulla nuova fatica targata Dice. L'espansione ci porta in una dimensione di guerra nuova e sconosciuta a tutti i giocatori della serie: scontri ravvicinati e senza mezzi. Il paragone con Call of Duty non è campato per aria, anzi, in alcuni frangenti la formula magica di Activision ben si adatta al gameplay più “ricercato” di Battlefield.

di Gioacchino Visciola pubblicato il nel canale Videogames
ActivisionCall of DutyBattlefield
 

Le nuove armi

Se la scelta delle mappe si è rivelata quella vincente, da meno non sono le armi messe a disposizione dal team di sviluppatori: 10 nuovi “assignments” per altrettante armi. Particolarmente felice la scelta di non fornire armamenti utili solo ed esclusivamente al nuovo gameplay offerto da Close Quarters; la parola magica è bilanciamento, e di questo non possiamo che esserne felici!

Le nuove armi sono studiate per riempire il vuoto sofferto da ciascuna classe; molto interessante il cambio di direzione optato dagli sviluppatori nel pensarle: piacevoli sorprese come l'ACW-r e l'M417 non fanno altro che rendere il gioco più piacevole e vario. Tra le tante e belle armi del DLC vi è però una pecora nera: l'arma da difesa personale M5K sembra esser stata trascurata durante la fase di “beta testing”, con punteggi alla carta decisamente inferiori ad ogni sua controparte.

Al momento di scrivere non vi è nessuna informazione sui futuri aggiornamenti, ma non temete, i famosi “fix&tweaks” della Dice non mancheranno di certo!

 
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