Ghost Recon Future Soldier: un letale manipolo di eroi

Ghost Recon Future Soldier: un letale manipolo di eroi

Quanti videogiochi a sfondo militare ci hanno fatto vestire i panni di corpi speciali, impegnati in missioni suicide – pochi contro milioni -, con in palio la salvezza del mondo? Numerosissimi. Quanti di questi prodotti hanno saputo regalarci esperienze realistiche, ma al contempo profonde, innovative e strategiche? Pochi, molto pochi.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Multiplayer

Replicare quanto fatto con la IA nella campagna, assieme a tre amici, è esperienza del tutto da consigliare. Certo, le cose si complicano un po’, visto che il giocatore umano non è perfetto come i Ghost gestiti dalla IA e visto che il gioco richiede molta pianificazione in ogni missione. Ma le soddisfazioni che scaturiscono sono davvero grandi. Addirittura, si ha la sensazione che certi livelli differiscano completamente – sia per difficoltà, sia per approccio necessario – rispetto a quanto vissuto in singolo.

Interessante anche il multiplayer competitivo. Se affrontato senza cautele, come se fosse uno shooter ‘qualsiasi’, porterebbe rapidamente a massacro e sconfitta. La chiave, una volta ancora, è l’azione coordinata con la propria squadra, sfruttando al massimo le caratteristiche delle classi utilizzate e la tecnologia amica. Come prevedibile, però, l’equipaggiamento del multiplayer è decisamente meno performante di quello disponibile durante la campagna. Altrimenti le partite avrebbero un corso brevissimo (per esempio: la mimetica ottica è disponibile solo per gli scout, la classe armata meno pesantemente. Ed è necessario, perché si attivi, restare del tutto fermi).

Modalità: Conflitto è un team deathmatch caratterizzato dalla fondamentale conquista di obiettivi dinamici che vengono rivelati durante la partita. Sabotaggio ci impone la distruzione di un installazione nemica, dopo aver recuperato una bomba posta al centro della mappa. Assedio: obiettivi generati casualmente, verranno contesi tra attaccanti e difensori. Senza respawn. Gli attaccanti avranno i loro punti di partenza fissati in modo casuale sulla mappa. I difensori saranno generati in prossimità degli obiettivi da difender. Esca: Simile a conflitto, ma caratterizzata dalla presenza di tre obiettivi nel livello. Due finti, uno vero.

A conti fatti, il multiplayer di FS, si rivela un ricco e corposo add-on alla già notevole modalità in singolo. Da riportare, però, una certa tendenza al lag nelle partite competitive.

Quello che FS mette in scena è un glorioso affresco bellico a spasso per il mondo. Bello, dettagliato e colorato. Non tutte le texture sono dello stesso livello, però la qualità media è di assoluto rispetto. Tutti gli ambienti sono ricreati in modo credibile e ricco di dettagli, dalle gelide lande dell’artico, al deserto africano. Ubisoft non ha lesinato nell’implementazione di condizioni atmosferiche estreme, dando sfoggio di grandi capacità realizzative. Tutto questo si riverbera direttamente sul gameplay, mettendoci nella necessità di usare la tecnologia per ovviare alle situazioni più difficili, soprattutto per quanto riguarda la visibilità.

Dal punto di vista del sonoro, si deve spezzare una lancia a favore degli effetti ambientali. In primis quelli delle armi, il cui comportamento – anche audio – lascia positivamente sorpresi. Buone anche le animazioni dei personaggi: i Ghost hanno davvero un sacco di possibilità motorie e ciascuna di esse è molto convincente.

 
^