E3 2012: come cambia l'industria dei videogiochi

E3 2012: come cambia l'industria dei videogiochi

Nuove console, nuove tecnologie, nuovi giochi. L'E3, come ogni anno, è un momento di vitale importanza per l'industria dei videogiochi: chi vuole essere protagonista deve esserci. Vediamo come è andata l'edizione di quest'anno, che si colloca in un momento di grande cambiamento per l'industria, ovvero quello del passaggio alla generazione successiva.

di Stefano Carnevali, Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Introduzione

Un'edizione dell'E3 piuttosto complicata quella che si è appena conclusa. Complicata perché, volenti o nolenti, segna il passaggio generazionale, ignorato da alcuni e fortemente caldeggiato da altri. Ignorato principalmente da Microsoft e da Sony, che nei loro media briefing hanno fatto finta che niente sta succedendo, come se volessero lasciare intendere che le loro console sono sul mercato solo da pochi mesi. I due produttori di console, che hanno da poco inserito sul mercato sistemi di interfacciamento innovativi come Kinect e Move, hanno tutto l'interesse a continuare a promuovere questa generazione, posticipando il più in là possibile l'arrivo della prossima.

[HWUVIDEO="1160"]Microsoft Xbox Media Briefing E3 2012[/HWUVIDEO]

Xbox 360 e PlayStation 3 hanno ormai una base installata notevole: una delle due console è, infatti, nelle case di praticamente tutti gli utenti che comprano abitualmente videogiochi. Resettare completamente questa base installata introducendo una nuova console e produrre videogiochi solo per quest'ultima è mossa complicata, e al momento né Microsoft né Sony sono pronte a farlo. I due media briefing si sono quindi fortemente concentrati sull'attuale generazione, senza alcun accenno alla prossima.

Ma se il media briefing di Sony ha evidenziato comunque novità notevoli, e mi riferisco principalmente a Beyond Two Souls e a The Last of Us, in quello di Microsoft le cose sconvolgenti si sono contate sulle punte delle dita di una mano. Solo giochi di terze parti, fatta eccezione per qualche raro caso come Gears of War Judgement e Forza Horizon, comunque degli spin-off di serie già esistenti. Beyond Two Souls e The Last of Us sono invece proprietà intellettuali inedite, basate su tecnologie rilevanti, e soprattutto sono titoli in esclusiva per PlayStation 3. In entrambi i casi, poi, sono considerati tra i best of show dalla maggior parte degli addetti ai lavori.

Chi non ha fatto finta che l'attuale generazione duri in eterno è invece Nintendo, che ha confermato la presentazione del Wii U, la console che è innovativa perché è innovativo il suo controller. Però anche il media briefing Nintendo ha fatto storcere il naso a qualcuno. Sostanzialmente il produttore nipponico ha ripetuto lo spettacolo dell'anno scorso, dimenticandosi di fornire dettagli su specifiche hardware, su data di disponibilità e su prezzo.

[HWUVIDEO="1161"]Electronic Arts Media Briefing E3 2012[/HWUVIDEO]

Tutto quello che abbiamo tra le mani è un nuovo controller. Ne parleremo diffusamente nel corso dello speciale, soprattutto quando parleremo di Ninja Gaiden 3 Razor's Edge e di Batman Arkham City Armoured Edition, quindi nelle pagine dedicate ai giochi Tecmo Koei e Warner. Per il momento ci limitiamo a dire che, a differenza di quanto si poteva pensare prima di prendere in mano la nuova periferica, il controller di Wii U si rivela versatile, maneggevole e leggero. È un'esperienza di gioco interessante con un sistema che non è più ingombrante dei controller di Xbox 360 e PlayStation 3. Il display della periferica offre un flusso di immagini alternativo rispetto a quello centrale, ma questo flusso deve essere accuratamente previsto dallo sviluppatore.

Ottimizzare per Wii U richiede dunque uno sforzo supplementare agli sviluppatori. Si ha la possibilità di creare qualcosa di innovativo solamente nel momento in cui si sviluppa quello che è sostanzialmente un gioco alternativo a quello principale; mentre, nel caso dei giochi mostrati a questo E3, si è trattato soprattutto di sfruttare il nuovo display come mappatura supplementare di funzioni. Si possono lanciare magie o selezionare nuove opzioni attraverso l'interfaccia touch del display, quasi come se fosse una piccola tastiera per la console. Ma ne varrà la pena se si tratterà semplicemente di tasti e funzioni supplementari? Ci sarà la possibilità di avere un'esperienza di gioco veramente originale e alternativa a quella principale?

L'E3 è poi un evento rumoroso, fino a diventare quasi fastidioso. Coinvolge oltre 45 mila addetti ai lavori, tra giornalisti ed espositori, oltretutto all'interno di un edificio, il Los Angeles Convention Center, che non è sufficientemente grande per accogliere una così ampia quantità di persone. C'è musica, belle ragazze in abbigliamento striminzito, luci stroboscopiche, grandi personalità del mondo dello spettacolo come Snoop Dog o dello sport come Joe Montana, sembra un luna park. Ma il mondo dei videogiochi è così tanto in salute per potersi continuare a permettere uno spettacolo di queste dimensioni?

Sembra, insomma, crearsi una frattura tra il mondo colorato e positivo proposto dall'E3 e quello che effettivamente sta succedendo nell'industria. Politiche sempre più aggressive sull'usato e sui DRM, l'incapacità di aggiornarsi delle tecnologie grafiche limitate dall'hardware stantìo delle console, la mancanza di reali innovazioni al gameplay dei videogiochi, stanno d'altronde allontanando sempre più utenti dal mondo dei videogiochi. Serve una ventata d'aria fresca, e questa necessità non sembra cogliersi sullo showfloor dell'E3.

[HWUVIDEO="1162"]Sony PlayStation Media Briefing E3 2012[/HWUVIDEO]

Qualcuno però ci prova. Abbiamo parlato nei giorni scorsi delle dimostrazioni tecnologiche di Epic Games e di Square Enix, rispettivamente con Unreal Engine 4 e con il cosiddetto Final Fantasy Agni's Philosophy. Sarà questa la grafica della next-gen? Non possiamo che augurarcelo e augurarci che Microsoft e Sony decidano di dotare le nuove console dell'hardware necessario per rendere tutto ciò possibile.

Venendo ai giochi veri e propri, che poi sono i protagonisti indiscussi dell'E3, la kermesse losangelina evidenzia un filo conduttore che riguarda ancora una volta il passaggio tra giocato a esperienza di intrattenimento a 360 gradi. I videogiochi insomma sono sempre meno videogiochi e sempre più intrattenimento rivolto a tutta la famiglia, costituendo un incrocio tra quello che era il mondo videoludico negli anni '90 e nei primi anni 2000 e il mondo del cinema. L'E3 è soprattutto la fiera dedicata ai videogiochi intesi in questo modo, una fiera appunto sull'intrattenimento e una fiera che si concentra fortemente sul business e quindi sulla famiglia.

Ecco che assurgono a protagonisti i vari Wii U, DS, Kinect, mentre i produttori profondamente legati al mondo PC, penso a Blizzard e Valve, hanno un ruolo secondario a Los Angeles. E quest'anno anche i prodotti destinati al pubblico tipicamente hardcore sono stati veramente pochi. Se penso che l'anno scorso uno dei protagonisti dell'E3 era stato Battlefield 3, quest'anno stento a trovare un prodotto che possa essere in grado di rilevare quello scettro.

[HWUVIDEO="1163"]Nintendo Media Briefing E3 2012[/HWUVIDEO]

I giochi migliori della fiera a mio modo di vedere le cose? Ve ne dico quattro. Il mio pallino rimane Tomb Raider, perché, come vedremo nella pagina dedicata ai giochi Square Enix, è un gioco sì cinematografico e prevedibile in molti aspetti, ma rimane anche artistico, offre un buon livello di libertà al giocatore e soprattutto sembra essere molto psicologico. Fanno parte della lista i già citati Beyond Two Souls e The Last of Us, mentre il quarto è Watch Dogs, riproposizione in chiave futuristica di Assassin's Creed che, si spera, ha le potenzialità per liberarsi dei limiti di quest'ultimo e per essere un'esperienza di gioco totalmente libera come da premesse per il gioco ad ambientazione medievale di Ubisoft.

Ma in tutti questi casi, e torniamo al discorso dell'intrattenimento, si tratta di esperienze di gioco in cui il ruolo del giocatore risulta ampiamente ridotto. Scordatevi la difficoltà pazzesca dei primi Tomb Raider e scordatevi di poter personalizzare liberamente l'esperienza di gioco. Questi titoli sono coinvolgenti, epici ed emozionali perché in molti punti l'autore sottrae alcuni diritti al videogiocatore e gli toglie la possibilità di poter influire veramente sulle cose. Lo guida attraverso un percorso che è brillante e scintillante come lo può essere un film, cogliendo il meglio del cinema e del videogioco. Magari si può interagire in un modo innovativo, per esempio cambiando la storia in Beyond, ma sempre cedendo buona parte del controllo del timone che sembrava scontata nella precedente generazione di videogiochi.

 
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