Max Payne 3: un ritorno atteso undici anni

Max Payne 3: un ritorno atteso undici anni

Recensione della versione Xbox 360 del videogioco di Rockstar sul popolare personaggio che ha l'abilità di rallentare il tempo. A seguire arriverà un articolo di approfondimento sul motore grafico e sulla versione PC di Max Payne 3.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
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Aspetto tecnico

Max Payne 3 gode di un comparto tecnico di tutto rispetto, pur senza risultare una pietra miliare. La grafica funziona bene nel corso del gioco, ma lascia a desiderare nelle scene di intermezzo, specialmente sul fronte delle animazioni (che sono invece più che buone nelle fasi di gioco e di combattimento). Anche i dettagli dei personaggi, quando la telecamera si avvicina nel corso delle scene più cinematografiche, risultano poco convincenti.

Questi problemi però non vanno a inficiare né l’aspetto generale del gioco, né il senso di immedesimazione, anche perché tolte le scene di intermezzo, il resto della grafica fa il suo lavoro più che egregiamente, in particolare per quanto riguarda l’ambientazione. A questo proposito ho solo trovato fastidiosi i vari strumenti grafici attraverso cui gli autori hanno cercato di rendere lo stato di perenne stordimento alcolico di Max: dopo un po’ i continui flash sullo schermo, uniti ai colori sgargianti che caratterizzano gran parte di Sao Paulo, mi sono sembrati davvero fastidiosi, oltre che superflui e dozzinali.

Ciononostante, il lavoro svolto per disegnare e dettagliare le varie aree di gioco è molto positivo: è particolarmente piacevole notare come cambiano le ambientazioni con l’avanzare della storia, dai grattacieli e gli yacht dei ricconi per cui Max lavora, fino ad arrivare a paludi e favelas. Per i più cruenti, c’è anche un buon lavoro svolto nel dettagliare la morte dei nemici, con una sorta di killcam che ci mostrerà nel dettaglio i danni causati dalle nostre pallottole su alcune vittime specifiche (solitamente sull’ultimo nemico rimasto, in modo da non interrompere il flusso di gioco).

Un particolare plauso lo merita non solo la fluidità generale del gioco, ma anche e soprattutto la quasi totale assenza di caricamenti, soprattutto quando veniamo uccisi nel corso del gioco. E’ gradevole, e per nulla scontato specialmente su console, poter tornare immediatamente nel bel mezzo dell’azione senza doversi sorbire ogni volta trenta e passa secondi di caricamento… specialmente considerando che in Max Payne 3 si tende a morire davvero un sacco di volte.

Ottimo, infine, il lavoro svolto sul sonoro: manca un po’, come tanti fan hanno fatto notare, la presenza della colonna sonora tipica della saga, ma il lavoro di doppiaggio è di altissimo livello – parlando perlomeno della versione in lingua originale. Max, come già ripetuto tante volte, è proprio Max, sia nella scrittura dei dialoghi sia nella voce con cui essi vengono interpretati. Lo stesso vale per i tanti personaggi che popolano questa sua terza avventura.

 
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