DiRT Showdown: il ritorno del Destruction Derby!

DiRT Showdown: il ritorno del Destruction Derby!

Dopo diverse ore passate sulla versione PC del nuovo racing game di Codemasters possiamo dire di essere rimasti estasiati dall'immediatezza e dal coinvolgimento che contraddistinguono il nuovo Dirt (scordatevi qualsiasi parvenza di realismo) ma...

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Duke Coupe Dalik Fodda

Come negli ultimi giochi di guida di Codemasters la modalità carriera chiede al giocatore di affrontare diverse serie di gare, complessivamente quattro, di difficoltà crescente. Per ogni serie di gare il giocatore sbloccherà nuove vetture e nuovi scenari di gioco, oltre che modalità in cui non ha corso prima. A seconda del piazzamento conseguito per ogni gara si ottiene una certa quantità di soldi, che sono poi spendibili nell'acquisto di nuove auto e di potenziamenti per queste ultime.

Procedere nella carriera, inoltre, consente di sbloccare nuove auto, che però vanno poi acquistate per essere definitivamente disponibili in pista. Una volta che si seleziona l'auto con cui vogliamo affrontare la gara si viene trasportati nella schermata di selezione della skin. Anche qui la tamarraggine degli artisti di Codemasters ha avuto la meglio: aspettatevi le combinazioni di colori e di disegni più improbabili!

Le auto possono essere migliorate, spendendo parte dei soldi guadagnati, in tre voci: potenza, forza e guidabilità. Con questi miglioramenti effettivamente cambiano le prestazioni in gara, ma non aspettatevi differenze sconvolgenti nel modello di guida tra le varie vetture. Le auto di Dirt Showdown sono frutto della fantasia degli sviluppatori di Codemasters quasi in tutti i casi: ci sono alcune Ford, Subaru, Mitsubishi, Mini Cooper e la mitica Ford Mustang 500 GT, ma principalmente si guida con vetture che si possono definire solamente con il termine "malate".

Le gare vedono quindi fronteggiarsi contemporaneamente vetture più o meno tradizionali a ruote coperte, ma anche veicoli a vuote scoperte con carrozzerie portate al limite, oltre che camion, utilitarie potenziate e veicoli che riportano alla memoria vagamente il mondo del rally. La mia preferita? Sicuramente la Duke Coupe con la skin Dalik Fodda. Uno strumento di distruzione più che un'auto!

Dirt Showdown, inoltre, ha un gusto vagamente americaneggiante, nel senso che la maggior parte degli scenari sono contestualizzati negli Usa, mentre le forme delle auto ricordano in molti casi le tipiche vetture statunitensi. Ecco che ci capiterà di sgommare sotto il Golden Gate, piuttosto che a Miami, nel Los Angeles Memorial Sports Arena o in Colorado. Ci sono comunque anche altri tipi di scenari, come Yokohama e Tokyo. Molti di questi scenari, così come alcuni tracciati, sono comunque riproposizioni di quanto abbiamo visto in Dirt 3.

Oltre alla campagna principale c'è poi il cosiddetto Joyride, visto anche in Dirt 3. Si tratta della modalità free roaming in cui i giocatori possono liberamente andare in giro e completare le sfide acrobatiche più assurde. Il sistema consegna al giocatore una lista di missioni da affrontare e poi spetta al giocatore stesso stabilire l'ordine degli ostacoli che vuole ingaggiare. Ci sono due scenari in Joyride ma sostanzialmente bisogna fare sempre le stesse cose: come per Dirt 3, dunque, questa modalità risulta terribilmente piatta.

 
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