DiRT Showdown: il ritorno del Destruction Derby!

DiRT Showdown: il ritorno del Destruction Derby!

Dopo diverse ore passate sulla versione PC del nuovo racing game di Codemasters possiamo dire di essere rimasti estasiati dall'immediatezza e dal coinvolgimento che contraddistinguono il nuovo Dirt (scordatevi qualsiasi parvenza di realismo) ma...

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Honigan

Codemasters con il nuovo capitolo di Dirt, da intendersi come uno spin-off di Dirt 3 piuttosto che come un gioco completamente nuovo, ha inteso principalmente creare una campagna single player sempre variegata, accattivante e coinvolgente. Ecco che il giocatore viene trascinato da un turbine di colori, tendenti all'arancione, di musica, di frastuono e dal rumore delle lamiere delle auto ammaccate. Dirt Showdown è una progressione di modalità di gioco sempre differenti, in cui ciò che viene richiesto al giocatore è quasi sempre assurdo e sopra le righe.

Nel corso della campagna si affrontano infatti tre tipologie di competizioni differenti: gare tradizionali, Honigan e Demolizione. Le gare tradizionali spesso prevedono la canonica competizione contro altre vetture, in cui bisogna arrivare semplicemente tra i primi tre per progredire nella carriera. Ci sono alcune varianti interessanti, come le gare a eliminazione: in questo caso occorre evitare di essere in ultima posizione al passaggio sul traguardo, pena l'esclusione dalla gara. In Domination, invece, bisogna segnare il miglior tempo per ogni tratto del circuito per ottenere più punti ed essere davanti a tutti.

Honigan invece racchiude le prove acrobatiche, al cui interno bisogna compiere qualsiasi tipo di evoluzione. Ci sono, innanzitutto le prove miste in cui si sfida un altro pilota nel completare un circuito che presenta diversi spunti per le evoluzioni. Si tratta di meccaniche di gioco perlopiù già viste in Dirt 3, come la distruzione dei blocchi, i salti, le derapate e le cosiddette ciambelle. Dirt Showdown, come abbiamo visto e come diremo meglio più avanti, è una pesante semplificazione del gioco precedente di Codemasters, e ciò è evidente anche in queste prove, oltre che nel modello di guida di base.

Ad esempio compiere le evoluzioni di tipo ciambella è adesso molto più facile. La macchina si aggancia automaticamente all'oggetto intorno al quale deve girare e basta sostanzialmente accelerare per girarvi intorno in maniera sì adralinica, ma anche un po' folle. Il giocatore, dunque, deve semplicemente frenare quando si trova in prossimità della ciambella e azzeccare il raggio giusto in cui posizionare la macchina, per poi farla girare intorno all'ostacolo con tanto di stridio dei pneumatici e enormi nuvole di fumo che vengono fuori.

La semplificazione e il livello di automazione inserito da Codemasters, però, contribuiscono a rendere l tutto ancora più adrenalinico. Il giocatore si sente coinvolto nel ritmo a dir poco frenetico di queste competizioni e ha la sensazione di poter far compiere veramente qualsiasi tipo di manovra alla sua auto impazzita. Il divertimento è alle stelle, per cui non mi sento di criticare a tutto tondo la scelta della semplificazione fatta da Codemasters: fare questo tipo di manovre all'interno di un gioco di simulazione può essere troppo ostico e frustrante.

C'è poi la modalità Smash Hunter, in cui bisogna distruggere dei blocchi, attaccando prima quelli suggeriti dal commentatore/voce narrante/guida. In realtà i blocchi sono distribuiti in modo da formare una sorta di circuito, che il giocatore scoprirà solamente seguendo i suggerimenti della voce. In questa modalità si può usufruire della funzione di rallentamento del tempo e quindi della modalità replay, spettacolare e altisonante come sempre nei giochi di guida di Codemasters.

 
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