Diablo III. L’ora è finalmente giunta

Diablo III. L’ora è finalmente giunta

Undici anni di attesa dall’ultimo capitolo, quattro anni di attesa dal primo annuncio, indiscrezioni prima, rivelazioni poi, beta e BlizzCon… ma la risposta di Blizzard era sempre la stessa: “sarà pronto quando sarà pronto”. Ma la data del 15 maggio è stata rispettata e Diablo III è finalmente tra noi. Le immagini sparse per l'articolo provengono dal produttore, mentre quelle nella gallery le abbiamo catturate durante i nostri test.

di Andrea Bai, Antonio Rauccio pubblicato il nel canale Videogames
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Le trame di Diablo

Le guerre del peccato tra angeli e demoni rappresentano la genesi dell’universo di Diablo, e in occasione di questo nuovo capitolo, Blizzard ha prodotto il cortometraggio animato Diablo III: Wrath [www.youtube.com/watch?v=LEAPxgMCEA8], che mostra appunto la lotta tra gli arcangeli della luce e le armate infernali capitanate da Diablo.

Ma i Grandi Demoni erano sette: i tre Primi Maligni (Baal, signore della distruzione, Mephisto, signore dell'odio e Diablo, signore del terrore), e i quattro Demoni Maggiori (Duriel, signore del dolore, Andariel, signora dell'angoscia, Belial, signore della menzogna e Azmodan, signore del peccato). In Diablo II avevamo sconfitto Diablo, Mephisto, Duriel e Andariel, mentre nell’espansione Lord of Destruction, era stato Baal a perire per mano nostra. In Diablo III affronteremo quindi i due Demoni Maggiori rimasti, Belial e Azmodan, ma non vogliamo però spoilerare la trama, e a tal proposito, se intendete godervi la storia e le entrate in scena dei personaggi e dei nemici principali, leggete bene l’avviso sul primo screenshot della gallery in prima pagina e non lasciatevi vincere dalla curiosità di guardare per intero la nostra gallery, che ripercorre visivamente le principali location e scontri di tutto il gioco.

Dal punto di vista narrativo, Diablo III è forse il titolo meglio strutturato della serie. Innanzitutto c'è una vera e propria canonizzazione della mitologia che sta alla base della saga: la trama di questo terzo capitolo è intessuta di continue citazioni e rimandi narrativi ai prequel. Durante le missioni dei quattro atti, ritroveremo luoghi, personaggi e approfondiremo i retroscena degli eventi storici, le cui conseguenze si ripercuotono sul presente di Sanctuarium. Numerose perle narrative, che esemplificano bene questo mood, sono disseminate in giro per i giocatori più attenti, che esploreranno ogni angolo delle mappe e leggeranno tutti i diari e le note trovate: ad esempio, in una delle location di gioco, troveremo una carovana distrutta e il cadavere di un uomo, e leggendo il suo diario scopriremo che si tratta di Warriv, capo carovana conosciuto nel precedente capitolo della serie.

Le vicende narrate in questo terzo capitolo sono avvincenti, i colpi di scena e le sorprese non mancano, e il coinvolgimento raggiunge degli apici inconsueti: ad esempio, l’assedio di Rocca Bastione nel terzo atto rappresenta forse uno dei momenti più epici della serie, in cui l’immedesimazione con l’eroe dalle cui gesta dipendono le sorti del mondo intero è molto forte. L’impianto narrativo messo in piedi è corposo, non è costituito solo dalla trama dipanata dalle missioni principali, ma si approfondisce grazie a numerose variabili.

I dialoghi alcune e sequenze animate dipendono dalla classe del nostro personaggio e gli eventi casuali forniranno missioni e spunti narrativi secondari differenti ad ogni partita. I topic presenti nei dialoghi con gli altri personaggi del gioco sono più numerosi ed interessanti e le nostre azioni potranno sbloccare di volta in volta nuovi argomenti di discussione. I dialoghi non sono mai sterili, o puramente informativi, ma diversamente dal passato, quasi sempre seguono un proprio filo narrativo, e verremo a conoscenze di storie parallele che caratterizzano marcatamente i personaggi con cui interagiremo.

 
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