Recensione Prototype 2, un virus contagioso. Ma non è epidemia

Recensione Prototype 2, un virus contagioso. Ma non è epidemia

Quattordici mesi dopo la triste epopea di Alex Mercer – caratterizzata dalla contaminazione devastante di New York -, la ‘Grande Mela’ torna in quarantena. Il virus sviluppato da Gentech è di nuovo in circolo. Solo che questa volta è stato ribattezzato Virus Mercer, visto che la multinazionale scientifica – ancora una volta ‘protetta e controllata’ dalla milizia Blackwatch – ha addossato tutte le colpe della nuova epidemia, al “terrorista biologico”, protagonista del primo titolo della saga.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Tecnicismi

Altra dinamica centrale di P2, è quella stealth. Come detto, assorbendo gli esseri umani, Heller ne assume ricordi e - soprattutto - sembianze. Ecco allora mille occasioni di camuffamento. Tanto elusive, quanto d'infiltramento. Il sistema è certamente interessante. Ma davvero troppo troppo semplice e 'assistito'.

La colpa di tutto ciò sta nella bassissima reattività dei militari, che é decisamente minore anche a quella offerta nel primo gioco della serie.

Potremo camminare sui muri davanti a una guardia o precipitargli in faccia dal cielo, oppure potremo spostare dei veicoli semplicemente sfiorandoli: tutto quello che otterremo, sarà farli entrare in allerta. Per cui ci terranno d'occhio per qualche secondo. In questo breve lasso di tempo, basterà starsene tranquilli, per far calmare le guardie ed evitare che scatti l'allarme.

Da ciò discende una banalizzazione delle dinamiche stealth, ulteriormente mortificate dal pedante assistenzialismo del gioco. Per intendersi: quando si vuole compiere un'uccisione nascosta, si può usare l'istinto da caccia. Esso ci mostrerà, per qualche istante, i nemici avvolti in una sagoma colorata. Se sarà rossa, vorrà dire che qualcuno li sta guardando, e l'uccisione stealth non sarà possibile. Se sarà bianca, via libera. Sistema utile e preciso. Me il gioco si spinge oltre: se - per errore o arroganza - cercheremo di effettuare un'uccisione nascosta su una guardia osservata, non verremo in alcun modo puniti! Il gioco, infatti, ci bloccherà, awertendoci che potremmo essere visti. E la nostra vittima non si insospettirà, nonostante il nostro approccio ‘aggressivo’ e frustrato.

Peccato, perché tutte questi elementi banalizzano eccessivamente un sistema di gioco che sarebbe potuto essere molto più intrigante.

Detto questo, l’azione frenetica dei continui combattimenti è a tratti esaltante, ma richiede parecchia attenzione per tenere tutto sotto controllo. Fortunatamente, nonostante i problemi di camera, va riconosciuta un discreta mappatura dei comandi, che consente in modo piuttosto intuitivo di far muovere Heller nel modo più proficuo possibile. L’appunto principale riguarda la possibilità di tenere equipaggiati solo due poteri d’attacco. Per quanto la shortcut con cui cambiarli sia decisamente migliore di quanto visto in Prototype, è facile ‘intestardirsi’ e specializzarsi nell’uso di solo due abilità, per non interrompere l’azione (anche perché risulterà presto chiaro che alcune mutazioni sono di gran lunga più versatili delle altre).

Menzione a parte per i veicoli: guidare carri armati, blindati ed elicotteri, vista la potenza straordinaria di Heller, è più uno sfizio che una necessità. Anche perché i comandi dei veicoli sono piuttosto macchinosi. Il movimento è eccessivamente nervoso, mentre il puntamento troppo cervellotico.

Lo sforzo visivo di P2 è notevole. I modelli militari e quelli degli infetti, seppur non molto vari, sono davvero convincenti. Stesso discorso per le location e i mezzi in circolo. Buono l’affollamento nelle strade e il traffico. Nessuna incertezza di rilievo nella gestione di grandi numeri di personaggi sullo schermo. Qualche perplessità per i modelli dei civili (sono pochi e tutti ‘brutti’). Sonoro d’ambiente assolutamente all’altezza, doppiaggio – come detto – di rilievo. Colonna sonora adatta, ma non particolarmente rimarchevole.

 
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