Videogiochi, semplificazione infinita: sarà sempre così?

Videogiochi, semplificazione infinita: sarà sempre così?

Il mercato dei videogiochi cambia in maniera radicale ogni volta che ci si trova nella parte conclusiva del ciclo vitale delle console. Ma nel caso che stiamo vivendo oggi sembra ci siano più fattori di criticità, anche per via della crisi economica internazionale.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Prendo spunto da un articolo pubblicato su Appunti Digitali per aggiungere qualche considerazione personale sul processo di semplificazione dei videogiochi a cui stiamo assistendo, apparentemente dovuto all'allargamento del bacino di utenza del media. Se i videogiochi fino a qualche anno fa erano un tipo di intrattenimento indirizzato principalmente a una nicchia, con una precisa connotazione in termini di età e di sesso, adesso stanno diventando media di intrattenimento rivolti a qualsiasi tipo di giocatore, il che ha creato nuove opportunità di business ai produttori e relegato in posizione secondaria alcune strategie commerciali che prima avevano ottenuto grande successo.

A mio modo di vedere le cose, sono principalmente due i macro-cambiamenti occorsi al media videoludico negli ultimi anni: maggiore cinematograficità e, appunto, semplificazione. Nel primo caso inquadro il fenomeno, anche se non gradito dalla totalità del pubblico videoludico, in senso positivo: utilizzare alcuni stilemi tipici del mondo del cinema, e penso alle inquadrature ma anche all'uso della musica e al senso della storia, hanno fatto in modo che alcuni prodotti videoludici acquisissero spessore e significato anche per un pubblico più adulto. Se penso a Metal Gear Solid 4, Mass Effect 3, BioShock, ma sto citando alcuni titoli in ordine sparso, vedo delle storie e dei contenuti che difficilmente si trovano in altri media, perlomeno con questo tipo di narrazione.

D'altronde, l'apertura ad altri tipi di utenti ha comportato un certo livello di semplificazione. La semplificazione, purtroppo, riguarda quasi tutti i giochi commerciali, sia che si tratti di giochi venduti nel tradizionale formato scatolato, che di quelli, a maggior ragione, distribuiti in formato digitale. In questi ultimi giorni mi è capitato ad esempio di spendere qualche ora con The Settlers Online, la versione web browser free-to-play di uno dei gestionali che hanno fatto la storia dei videogiochi, e che è disponibile in ben sette capitoli.

The Settlers Online consegna solamente in minima parte il fascino del passato, tutto è più guidato e soprattutto è diluito all'interno delle tempistiche di gioco imposte da alcuni prodotti come quelli di Zynga. Vediamo, quindi, a questo punto che la semplificazione è necessaria perché maggiormente compatibile con modelli di business che hanno decretato il successo di alcuni produttori, principalmente di Zynga, che è ormai da considerarsi come la seconda potenza assoluta di tutto il mondo dei videogiochi, avendo una capitalizzazione inferiore solamente a quella di Activision Blizzard tra i produttori che non commercializzano hardware.

Zynga è riuscita a convincere la gente a pagare adottando un meccanismo che potremmo definire del "bastone e della carota": insomma, ottieni risultati gratificanti nel gioco solamente se paghi, anche se inizialmente hai avuto accesso libero, senza spendere alcunché.

Ma l'intera criticità è legata, a mio modo di vedere le cose, al declino del business delle console dell'attuale generazione. Lanciate con un forte sostegno in termini di marketing, questo hardware avrebbe dovuto rivoluzionare l'intero modo di concepire i videogiochi, portando una nuova generazione in fatto di grafica, in fatto di modalità di fruizione dei contenuti e in fatto di gameplay. Probabilmente la nuova generazione ha portato a compimento, come abbiamo detto, principalmente il secondo degli obiettivi, mentre il primo e il terzo punto sono stati sfiorati solo marginalmente.

Già nel ciclo vitale delle precedenti generazioni di console si erano manifestati dei grandi cambiamenti, che avevano riguardato non solamente le console stesse ma tutto il modo di fruizione dei videogiochi, anche nel caso degli altri formati. Sul finire del ciclo vitale di PlayStation 2, il sistema che ha letteralmente dominato la precedente generazione surclassando ogni tentativo di avvicinamento di Xbox e GameCube, il PC riuscì a ritagliarsi uno spazio importante. In quegli anni i produttori di videogiochi per PC intendevano lo sviluppo in maniera sensibilmente differente a come è diventato oggi, in una maniera che potremmo definire quasi anti-economica.

Ritengo che gli ultimi due grandi progetti per PC, pensati esclusivamente per sfruttare il meglio di questa piattaforma e non portati sugli altri formati, siano stati DooM 3 e Half-Life 2. Questi due giochi sono stati sviluppati in maniera anti-economica perché gli sviluppatori non hanno ricevuto pressioni dagli sviluppatori, e hanno impiegato 5-6 anni per portare a termine i loro progetti. In quella fase non erano chiare alcune modalità di sfruttamento del business videoludico, legate principalmente alla riduzione del fenomeno della pirateria. A DooM 3 e Half-Life 2 poi si aggiungerà Crysis, che probabilmente, anche se è ormai uscito da diversi anni, è ancora il videogioco con la migliore grafica, perlomeno uno dei migliori.

Ma se nel caso della fine del ciclo vitale della precedente generazione di console, gli spazi lasciati liberi erano diventati appannaggio del gaming PC, nel caso di questa generazione di console questo fenomeno non si sta ripetendo nelle stesse forme, anzi sembra che questi spazi vengano conquistati dal gaming su dispositivo mobile. Basti pensare che sviluppatori che storicamente si sono occupati di videogiochi per PC come Epic Games, Crytek, Bungie e Splash Damage sono ormai fortemente impegnati sul settore mobile con i vari Infinity Blade, Fibble, Crimson Steam Pirates e RAD Soldiers.

Ciò è dovuto principalmente a un cambiamento riguardante il business dell'hardware. Se negli anni 2000 i sistemi desktop occupavano ancora la quasi totalità del mercato, le nuove esigenze delle persone, fenomeni sociali e il giusto marketing da parte dei produttori di hardware hanno spostato le attenzioni proprio sul mobile.

Il punto è che avere il gioco su dispositivo mobile comporta due tipi di limiti principali in fatto di gameplay. Si può, infatti, sviluppare con l'idea di sfruttare al meglio il sistema di interfacciamento di queste soluzioni oppure si può cercare di adattare la complessità dei videogiochi pre-esistenti. Nel primo caso, però, a causa delle limitazioni imposte dal touchscreen si possono avere pochi stilemi di gioco diversi, che possiamo identificare nei titoli di riferimento di ognuno di questi generi: Angry Birds, Cut the Rope, Tiny Wings, Tiny Tower. Basta, il gaming su mobile si ferma qui, con il proliferare di cloni basati sulle meccaniche di base imposte da questi titoli di grande successo.

Se già il gaming su console aveva portato una certa semplificazione, nel tentativo di coinvolgere nuove tipologie di utenza, il gaming su mobile porta con sé un ulteriore strato di semplificazione, dovuto al tipo di interfacciamento legato al touchscreen. D'altronde, i titoli tradizionali, con meccaniche di gioco stratificate e complesse, su mobile attirano molte meno persone, e penso ai comunque buoni Grand Theft Auto III e Max Payne. Interagire con questi giochi risulta ostico, e alla fine si torna a preferire le versioni tradizionali nelle quali sono stati originalmente pensati.

Ma a questo punto la domanda che dobbiamo farci è se tutto questo è destinato a rimanere così o se, nel momento dell'introduzione delle console di futura generazione (stagione natalizia 2013), gli sviluppatori torneranno a concentrarsi sull'avanzamento tecnologico, con motori grafici più competitivi e fisica a un nuovo livello di realismo. Se i produttori individueranno altri modelli di business, più congeniali alla maggior parte dell'utenza, potrebbero decidere di continuare sulla strada della semplificazione, relegando a una nicchia il gaming hardcore.

Due fatti accaduti di recente possono far pensare che la strada della semplificazione possa prendere definitivamente il sopravvento rispetto alla strada dell'avanzamento tecnologico. Mi riferisco principalmente alle indiscrezioni su una possibile acquisizione di Electronic Arts da parte del colosso dei MMORPG Nexon. Si tratta di un produttore asiatico che ha fatto fortuna con il modello di business free-to-play, che ha portato a una certa proliferazione di MMORPG con accesso gratuito che, per certi versi come è accaduto nel caso di The Settlers Online, ha prodotto una certa semplificazione. Accostare un marchio come Electronic Arts, che nel bene o nel male ha fatto la storia dei videogiochi "impegnati", essendone protagonista dal 1982, a Nexon significa dunque prevedere un futuro per i videogiochi decisamente diverso da quello che è stato il passato.

L'altro avvenimento riguarda gli ultimi risultati finanziari di Nintendo, con perdite per 400 milioni di euro circa. Il colosso nipponico ha detto che le perdite sono dovute al fatto che la sua più recente console portatile, 3DS, viene venduta sottocosto, ma in realtà ci sono diversi motivi. Uno è proprio la transizione verso la prossima generazione: immagino, ad esempio, che i semplici costi di marketing per la presentazione di Wii U all'E3 siano qualcosa di folle. Un altro motivo è proprio l'avanzata degli smartphone. Diversi mesi fa si è discusso molto sulle dichiarazioni di Satoru Iwata, presidente di Nintendo, a proposito dell'impossibilità di vedere Super Mario, prima o dopo, su dispositivo portatile con sistema operativo iOS o Android. Adesso che c'è chi torna sull'argomento e, visto il deludente andamento finanziario di Nintendo, si chiede di nuovo se a Nintendo non convenga dare lo storico via libera alla distribuzione dei suoi celebri marchi anche su altri dispositivi, ovvero su quelli che fanno più tendenza in questo periodo.

Venendo all'ambito PC, se questo formato ha perso diverse posizioni, d'altronde, è "colpa" anche di alcuni fattori che purtroppo appartengono all'industria dei videogiochi. Qualche giorno fa, in una discussione con un amico, questi mi diceva che stava per comprare una nuova scheda video. Per scherzo, ma prevedendo che tipo di risposta mi avrebbe dato, l'ho incalzato chiedendogli perché spendesse i suoi soldi sull'hardware e non per l'acquisto di un nuovo gioco. Lui mi ha detto che il software avrebbe potuto scaricarlo illegalmente e a quel punto gli ho detto: "allora anche l'hardware puoi ottenerlo illegalmente". Lui: "Si, ma in quel caso mi arrestano".

A parte il tono scherzoso della conversazione, e il cinismo tipico degli italiani sui fattori legati all'illegalità, questo discorso ha comunque un fondo di realismo. Trafugare illegalmente il software non è punito in maniera adeguata, e questo comporta evidenti svantaggi per i produttori che hanno business in questo settore.

Secondo alcuni dati, ci sarebbero stati quattro milioni di download illegali della versione PC di Crysis 2, il che rende lo shooter di Crytek uno dei videogiochi in assoluto più scaricati tramite circuito pirata degli ultimi anni. Complessivamente il gioco ha venduto legalmente circa tre milioni di copie, nella maggior parte nei formati console. Se, dunque, i download illegali fossero stati acquisti regolari la piattaforma PC avrebbe superato le controparti console.

Uno dei principali grattacapi dei produttori di videogiochi consiste proprio nelle scarse vendite nel formato PC che, stando a numeri come quelli appena riportati, sono dovute principalmente al fattore pirateria. La gente è curiosa di conoscere i progressi tecnologici in fatto di grafica, e vuole che lo sviluppo tecnologico sia ancora il traino per il settore videoludico, ma non è disposta a spendere per questi prodotti, soprattutto nelle aree geografiche che risentono più della crisi. D'altra parte, i produttori vanno giustamente verso i formati che consentono loro di vendere di più.

Un altro fenomeno che i produttori di videogiochi stanno additando come problema è il mercato dell'usato. Loro considerano l'industria dei videogiochi come differente rispetto alle altre industrie del software: mentre vendere un anti-virus o un film di seconda mano avrebbe poco senso, nei videogiochi, pensate al single player che una volta finito diventa sostanzialmente ingiocabile, è molto più facile pensare all'acquisto di seconda mano, oltretutto evitando di spendere una cifra generalmente più alta rispetto a quelle dei beni degli altri settori del mondo del software.

Pratiche come quelle dell'Online Pass sono ormai adottate praticamente da tutti i produttori di videogiochi, mentre si sta pensando di limitare alla base, e quindi in hardware, l'utilizzo di software usato nella prossima generazione di console. Crytek ha definito addirittura "weird" il fatto che il mercato dell'usato non sia stato ancora combattuto.

Considerando che la crisi internazionale sta assumendo dimensioni sempre più grandi, al punto da configurarsi piuttosto come un riassestamento della ricchezza delle varie nazioni, in cui l'Asia guadagna posizioni soprattutto a scapito dell'Europa, solamente se si risolveranno questi due problemi, pirateria e usato, l'industria dei videogiochi potrà ricominciare a guadagnare posizioni e ad essere regolata dall'avanzamento tecnologico. La pirateria ha fatto perdere molte posizioni al mondo gaming PC, al punto che sta diventando anti-economico produrre per questo formato o comunque non preferibile rispetto ad altri ambiti, e questo ha comportato un evidente rallentamento del processo di evoluzione della tecnologia.

I videogiochi sono un mondo ancora giovane e hanno bisogno di essere sostenuti e difesi nelle loro forme tradizionali, che possono essere ancora migliorate, piuttosto che proseguire in un'infinita semplificazione. Coloro che guardano al "nostro" settore dall'esterno devono capire che i videogiocatori hanno bisogno di prodotti profondi e coinvolgenti, anche perché molti vedono l'esperienza videoludica come un tipo di realtà alternativa a quella di tutti i giorni. Il media videoludico ha ancora molto da dire, è in grado di raggiungere picchi di artisticità ed epicità che oggi possiamo solo immaginare, e considerazioni di carattere economico o legati a modelli di business non devono arrestare la sua evoluzione.

68 Commenti
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KampMatthew03 Maggio 2012, 16:33 #1
Uno dei principali grattacapi dei produttori di videogiochi consiste proprio nelle scarse vendite nel formato PC che, stando a numeri come quelli appena riportati, sono dovute principalmente al fattore pirateria.


Un altro fenomeno che i produttori di videogiochi stanno additando come problema è il mercato dell'usato.



Ebbasta cò sta canzone, non se ne può più. Non ha manco più senso commentarle ste robe.


Pratiche come quelle dell'Online Pass sono ormai adottate praticamente da tutti i produttori di videogiochi, mentre si sta pensando di limitare alla base, e quindi in hardware, l'utilizzo di software usato nella prossima generazione di console. Crytek ha definito addirittura "weird" il fatto che il mercato dell'usato non sia stato ancora combattuto.


Finchè non mi tocca le funzionalità e la completa fruibilità del prodotto per cui ho pagato, che mettano tutti i limiti che vogliono. Ma appena sgarrano, non vedranno più un soldo, così se prima a qualcuno vendevano, dopo faranno giochi destinati solo al p2p.



Considerando che la crisi internazionale sta assumendo dimensioni sempre più grandi, al punto da configurarsi piuttosto come un riassestamento della ricchezza delle varie nazioni, in cui l'Asia guadagna posizioni soprattutto a scapito dell'Europa, solamente se si risolveranno questi due problemi, pirateria e usato, l'industria dei videogiochi potrà ricominciare a guadagnare posizioni e ad essere regolata dall'avanzamento tecnologico. La pirateria ha fatto perdere molte posizioni al mondo gaming PC, al punto che sta diventando anti-economico produrre per questo formato o comunque non preferibile rispetto ad altri ambiti, e questo ha comportato un evidente rallentamento del processo di evoluzione della tecnologia.


Senza offesa, ma sta roba fa vomintare.
Stiamo assistendo ad un profondo stravolgimento dell'economia mondiale, gente che campava già precariamente ora non ha manco i soldi per il pane e per sfamare la famiglia, gente che esce di testa e si ammazza, e tu attribuisci il calo delle vendite a pirateria e mercato dell'usato?
Onestamente, ma davvero ci credete a queste cose che scrivete? O dietro c'è dell'altro.

E comunque, dica ai suoi informatori, che le aziende che sfornano videogiochi che piacciono, e non ho detto di qualità eh, ma che piacciono, vendono, e tanto pure, senza che ci mettiamo a fare l'elenco.
.:Demon:.03 Maggio 2012, 17:34 #2
Caspio, ti sei rovinato in fondo.... peccato perché era interessante fintanto che non hai tirato fuori la tiritera della "crisi"...
Krusty9303 Maggio 2012, 20:24 #3
Sostanzialmente son d'accordo con l'autore e ho trovato l'articolo interessante, soprattutto i primi paragrafi. Tuttavia son di parere opposto quando parla delle vendite del PC in calo a causa della pirateria, cantilena che non si può più sentire (chi è quel pazzo che compra un COD -prendo questo, perchè è l'esempio che tutti conoscono ed è il punto di riferimento negli FPS purtroppo - recente a 50€ più i DLC?Uno che capisce di gaming, sicuro non lo fa), o quando si dice che l'utenza vuole vedere gli avanzamenti tecnologici.

Purtroppo, se dovessimo rapportare l'avanzamento VERO dei videogames (longevità, IA, gameplay, moddabilità e tutte le altre caratteristiche davvero interessano al gamer) rispetto a quello grafico (molto basso per motivi che tutti conosciamo), quest'ultimo ha un notevole vantaggio.
Gli ultimi titoli son davvero scadenti, ed è per questo che c'è la pirateria.
Perchè devo spendere 50€ per Assassin's Creed Revelations che è un copia e incolla del precedente? perchè dovevo spendere 50€ per Splinter Cell Conviction, sinonimo di "è uno Splinter Cell, se vuoi sapere come finisce la SPLENDIDA trama dei precedenti ([U]anni 2000[/U]) dammi questi 50 soldoni"?
Allora si che nasce la pirateria.
Ma se la serie Hitman è stata sempre ottima, splendida, non hanno mai sbagliato un capitolo e ora nel 2012 uscirà un nuovo capitolo che promette di restare in tema con i precedenti, perchè non dovrei spenderli?la IO Interactive se li merita, la Ubisoft no.
Cosi come Codemasters, ho dato i soldi per Race Driver GRID, è un gioco fantastico. E li ho dati anche per F1 2010 e 2011, giochi con mille problemi tecnici, ma senza questi sarebbero davvero unici.
E infine, tornando a COD, i soldi per COD1 li ho dati, per COD:UO, COD2 e COD4 altrettanto, perchè da COD5 in poi non ho speso più un soldo?E li ho giocati tutti quelli dopo, logicamente in singolo. E dopo aver finito quelle schifezze di campagne, mi son convinto ancora di più della mia scelta. E non posso dire "eh ma ho provato il singolo, magari il multi è bello", perchè tramite l'account Steam di un "pentito" ho giocato a COD6 una trentina di ore, e posso dire con certezza che è raccapricciante.
Se il ladro (software house) tenta di rubarmi in casa (furto legalizzato di tutti questi copia e incolla, che si trascinano problemi dal primo capitolo al 27° io ho il diritto di sparare per difendermi (pirateria). E non ditemi che non son obbligato ad acquistarli, perchè io voglio sapere come finisce la storia del tanto amato Sam Fisher (di cui ho letto anche tutti i libri, legalmente pagati).
La questione è questa: i soldi vanno a chi se li merita.
Viva la meritocrazia
alexbands03 Maggio 2012, 22:08 #4
Originariamente inviato da: Krusty93
Se il ladro (software house) tenta di rubarmi in casa (furto legalizzato di tutti questi copia e incolla, che si trascinano problemi dal primo capitolo al 27° io ho il diritto di sparare per difendermi (pirateria). E non ditemi che non son obbligato ad acquistarli, perchè io voglio sapere come finisce la storia del tanto amato Sam Fisher (di cui ho letto anche tutti i libri, legalmente pagati).
La questione è questa: i soldi vanno a chi se li merita.
Viva la meritocrazia


Nessuno ti ruba niente, ti sta vendendo un prodotto che tu reputi scadente e che se non ti piace non lo compri. Per la trama te la leggi su internet quando qualcuno prima o poi scrive 2 righe, e se ti importa così tanto scoprirla giocandoci, allora lo compri. Tertium non datur.
Sti discorsi "Prendo la copia pirata perchè il gioco non merita" non si possono proprio sentire. Ora vado a rubarmi una panda in concessionaria perchè tanto è un auto di cacca, non merita i miei soldi (è un esempio, non sto parlando male della panda, sostituitelo col modello che vi pare) però sono curioso di scoprire come fa le curve.

merita-> lo compri
non merita-> non lo compri
non merita particolarmente ma vorrei giocarci per tot motivo-> o lo compri subito lo stesso se te lo puoi permettere, o aspetti che scende di prezzo o ci rinunci lo stesso.

E sono stanco di sentir parlare di ladri, di prezzi alti etc etc. Il videogioco non è un genere di prima necessità (è più vicino a definirsi un lusso in tal senso) e se vogliono possono chiedere anche 500 euro a gioco, logicamente poi penso che li comprerebbero in pochi. Se te li puoi permettere compri, se no, lasci stare.

Scusate se sono finito leggermente off topic, non vorrei che tutto il thread prendesse la solita piega dei discorsi tritri e ritritri sulla pirateria
V3N0M7703 Maggio 2012, 22:26 #5
Originariamente inviato da: Krusty93
[..]
Se il ladro (software house) tenta di rubarmi in casa (furto legalizzato di tutti questi copia e incolla, che si trascinano problemi dal primo capitolo al 27° io ho il diritto di sparare per difendermi (pirateria). E non ditemi che non son obbligato ad acquistarli, perchè io voglio sapere come finisce la storia del tanto amato Sam Fisher (di cui ho letto anche tutti i libri, legalmente pagati).
La questione è questa: i soldi vanno a chi se li merita.
Viva la meritocrazia


mi pareva di aver già letto e risposto a un discorso simile: non c'è nessun ladro che entra a rubarti nulla. se il gioco non ti piace, non lo compri. se vuoi sapere come vai a finire guardati un filmato sul tubo o leggi il finale da qualche parte. fine..

sulla semplificazione per me uno dei punti chiave è proprio quello sollevato a inizio articolo, cioè l'estensione a macchia d'olio del fenomeno gaming con una percentuale di 'ignoranza ludica' cresciuta e dismisura e praticamente incolmabile che fa in modo di falsare quel minimo sindacale di meritocrazia che si poteva oggettivamente stabilire e , soprattutto, che poteva avere un riconoscimento da parte della maggioranza dei giocatori.
oggi questa maggioranza è cambiata, ennesimo esempio stamane.. ennesima discussione con un 2 colleghi perchè a loro modo di vedere cod "è una figata" e "ci vuole un pc da 5000 euro per eguagliare la putenza della pleistescion" ma soprattutto "tu non capisci un ca**o di giochi" ...
e allora ti dico che se la mancanza di senso critico di questa "utenza allargata" non permette di discernere nemmeno il minimo sindacale, fanno pure bene a vendere la stessa roba sempre più semplificata e protratta per secoli, con grafica scamorza, seghettature castorine, fov di 34, blur ovunque al modico prezzo di 59,90 euro che non calano manco se finisce il mondo

fanno benissimo. dal loro punto di vista (di chi vende) non fa una piega e tu puoi sempre non comprare..non vedo perchè rivolgersi al p2p per perdere se non soldi comunque tempo prezioso con qualcosa che disprezzi. lascia che spennino i polli che poi polli non si sentono , quindi siamo contenti un pò tutti.

ah, senza dimenticare l'esercito spaventoso di massaie, donne sole, uomini in cerca di riempitivi, cazzeggiatori professionisti, insomma tutta gente non esattamente appassionata di videogiochi che invece di cercarsi un'amante reale (o un lavoro) passa le giornate o le serate su quei cosi della zynga games
se il bacino d'utenza di questi prodotti fino a pochi anni fa era totalmente irrisorio ora diventa di decine di milioni di persone.. eh beh..ragazzi, son più di 50 MILIONI DI UTENTI AL GIORNO, manco half life 4 in olografia distribuito gratis da gabe in persona con in omaggio un buono pizza.
decine di milioni di persone che, bontà loro, si accontentano di niente o quasi. e pure a pagamento. vuoi non semplificare? sarebbe un delitto.
sintopatataelettronica04 Maggio 2012, 01:20 #6
Originariamente inviato da: KampMatthew
Ebbasta cò sta canzone, non se ne può più. Non ha manco più senso commentarle ste robe.

...

Senza offesa, ma sta roba fa vomintare.
Stiamo assistendo ad un profondo stravolgimento dell'economia mondiale, gente che campava già precariamente ora non ha manco i soldi per il pane e per sfamare la famiglia, gente che esce di testa e si ammazza, e tu attribuisci il calo delle vendite a pirateria e mercato dell'usato?
Onestamente, ma davvero ci credete a queste cose che scrivete? O dietro c'è dell'altro.

E comunque, dica ai suoi informatori, che le aziende che sfornano videogiochi che piacciono, e non ho detto di qualità eh, ma che piacciono, vendono, e tanto pure, senza che ci mettiamo a fare l'elenco.


Concordo su tutto. E anche il mercato indie prospera, perché produce giochi interessanti e li vende ad un prezzo onesto, evitando drm e zozzerie varie, tipo obbligare a stare sempre connessi per una campagna single player.

La pirateria fa solo comodo per giustificare ogni nefandezza.
sintopatataelettronica04 Maggio 2012, 01:44 #7
Originariamente inviato da: alexbands
Ora vado a rubarmi una panda in concessionaria perchè tanto è un auto di cacca, non merita i miei soldi (è un esempio, non sto parlando male della panda, sostituitelo col modello che vi pare) però sono curioso di scoprire come fa le curve.

merita-> lo compri
non merita-> non lo compri
non merita particolarmente ma vorrei giocarci per tot motivo-> o lo compri subito lo stesso se te lo puoi permettere, o aspetti che scende di prezzo o ci rinunci lo stesso.

E sono stanco di sentir parlare di ladri, di prezzi alti etc etc. Il videogioco non è un genere di prima necessità (è più vicino a definirsi un lusso in tal senso) e se vogliono possono chiedere anche 500 euro a gioco, logicamente poi penso che li comprerebbero in pochi. Se te li puoi permettere compri, se no, lasci stare.

Scusate se sono finito leggermente off topic, non vorrei che tutto il thread prendesse la solita piega dei discorsi tritri e ritritri sulla pirateria


Vista la crisi e tutto quanto.. arriveremo al videogioco (e la cultura) come privilegio di classe ? siam messi bene.

Comunque pure il tuo è sempre il solito discorso trito e ritrito (un pò classista, se posso permettermi un'opinione personale)..
Non che me ne importi poi molto, ognuno la pensi come gli pare a riguardo e divida il mondo in buoni e cattivi, bianco e nero, secondo i criteri che preferisce (penso solo che in un paese di evasori fiscali totali e politici ladri presi con le mani sul malloppo è quasi comico stare a parlare in toni perentori del "gravissimo" problema della pirateria)

MA DANNAZIONE non facciamo i soliti esempi RIDICOLI come quello dell'auto rubata.
Se uno scarica un software pirata commette ovviamente un reato MA nessuno subisce la sottrazione di NULLA, nel caso dell'auto chi subisce il furto si vede privato dell'uso di un bene, che è un fatto sostanzialmente diverso.

E non ripetiamo all'infinito che viene "sottratto" un guadagno perché esso è del tutto ipotetico, non c'è nessuna equazione che dica che chi scarica il software illegalmente se non fosse possibile se lo comprerebbe.. anzi, è più facile il contrario.

Servizi come steam prosperano, il mercato indie vive un momento d'oro.. per cui se vale la pena la gente i pochi soldi che ha li spende. Credo che il pirata come lo descrivi tu (o le multinazionali della distribuzione) non esista più da almeno 10 anni, la gente è mediamente più consapevole, magari uno si scarica un gioco, poi gli piace e appena esce in offerta se lo compera.
Oppure è una ciofeca e lo cancella.. senza danni o traumi per nessuno.
E giochi indie nuovi tipo il fantastico Legend of Grimrock han venduto PACCONATE all'uscita.. perchè in tanti capiscono chi se li merita davvero, i soldi ;-)

Insomma, la si pensi come la si pensi (io ho espresso le mie idee) ma basta con l'esempio dell'auto rubata: non solo non calza per niente.. ma più trito e ritrito di quello non c'è (è dell'epoca dei floppy disk)
alexbands04 Maggio 2012, 03:00 #8
Quando parlavo di "tritro e ritrito", espressione che ti sei divertito particolarmente a criticare/rigirare, io volevo dire, scusandomi dell'off topic (perchè ho divagato sulla sola pirateria e non sull'argomento dell'articolo nella sua totalità che col mio commento non volevo dare inizio alla solita DISCUSSIONE sulla pirateria, perchè alla fine le linee di pensiero sono quelle e si leggono sempre le stesse cose, non ho mica detto che il mio post era innovativo e quelli degli altri erano noiosi -_-

Per questo motivo non commento quanto da te scritto nel resto del post perchè imho si commenta da solo e quello che ho scritto nel post precedente già esprime il mio pensiero.

Ti vorrei solo ricordare di moderare i termini perchè mi puoi venire a dire che il mio esempio non ti piace, non che è ridicolo. Per me ha senso e non l'avevo letto da nessuna parte, se tu non lo condividi e te l'hanno fatto spesso, problemi tuoi.

Per quanto mi riguarda chiuso il discorso visto che era già un OT
sintopatataelettronica04 Maggio 2012, 08:33 #9
Originariamente inviato da: alexbands
Ti vorrei solo ricordare di moderare i termini perchè mi puoi venire a dire che il mio esempio non ti piace, non che è ridicolo. Per me ha senso e non l'avevo letto da nessuna parte, se tu non lo condividi e te l'hanno fatto spesso, problemi tuoi.


Scusa i toni, ma ti giuro: è dall'epoca dei floppy che tutti fanno quell'esempio lì.
uazzamerican04 Maggio 2012, 09:21 #10
Che palle... Ma c'è bisogno veramente di fare analisi del genere?

Il mercato è libero e le aziende sono libere di tirare fuori i giochi e gli applicativi che vogliono.
Questo non è detto che i consumatori le acquistino.
L' unica maniera per far vendere un prodotto scadente è quella di rendere TUTTI i prodotti disponibili scadenti, quindi non dare all' utente una scelta reale.
E questo è impossibile da realizzarsi, anche stuoli di geni del marketing ci provano ( ).

Il concetto è semplice, i prodotti realmente di qualità, con l' adeguata distribuzione (l' advertising ormai lo fanno tutti), vendono adeguatamente sul proprio segmento di utenza (e i segmenti ci sono e ci saranno SEMPRE... Altro che semplificazione... Seee come no...)
Grafica o non grafica, pirateria o non pirateria.
Gli altri no, punto.

E basta con le altre menate/giustificazioni, non siamo idioti.

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