Dishonored: steampunk in stile Half-Life 2

Dishonored: steampunk in stile Half-Life 2

Dopo una nuova presentazione hands-off dell'atteso action stealth di chi ha fatto Dark Messiah of Might and Magic e Arx Fatalis, possiamo esprimere delle prime sensazioni. Dishonored si contraddistingue principalmente per il suo scenario steampunk, sullo stile di Half-Life 2, e per l'ambientazione vittoriana e neo-rinascimentale. La presentazione, chiaramente, è stata a Londra.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Half-Life

Scenario steampunk in cui si miscelano elementi dell'antichità con elementi futuristici, strani robot su gambe lunghissime che pattugliano attentamente le strade, segni di forte decadenza umana, un regime totalitario che previene ogni possibile libera iniziativa. Sono questi gli elementi principali di Dishonored che riportano alla mente il capolavoro di Valve, soprattutto il secondo capitolo della mai sufficientemente apprezzata serie.

E si unisce a tutto questo la presenza nel progetto di Viktor Antonov, che attualmente ricopre la posizione di Direttore della progettazione visiva presso ZeniMax Media (società di cui fa parte il produttore di Dishonored, Bethesda) e che è conosciuto soprattutto per aver contribuito a creare City 17, la suggestiva ambientazione che stava alla base proprio di Half-Life 2. Antonov ripropone alcune delle sue idee in Dishonored che, come vedremo, beneficia di un grandissimo lavoro sul piano artistico e di ricostruzione degli scenari, alternando lo stile britannico vittoriano a quello italiano neo-rinascimentale.

Ma il gameplay di Dishonored è fortemente differente rispetto al capolavoro Valve: la componente da shooter è infatti ridotta ai minimi termini, mentre principalmente il nuovo gioco di Arkane Studios si presenta come un action stealth con forte spazio alle abilità del protagonista, che ha il nome di Corvo Attano. Dal punto di vista del gameplay, anzi, Dishonored ricorda proprio i due precedenti giochi di Arkane, ovvero Dark Messiah of Might and Magic e Arx Fatalis. Possiamo dire di più: l'obiettivo principale della software house francese, infatti, è quello di catturare il meglio dei suoi due precedenti giochi.

Arkane Studios è stata fondata nel 1999 e ha sede a Lione. Il suo primo gioco, che ahimé ricorderanno in pochi, è proprio Arx Fatalis, uscito nel 2002. Nel 2006 Arkane apre una nuova sede ad Austin, in Texas. Sempre in quello stesso anno esce Dark Messiah of Might and Magic, sparatutto epico-fantastico, forse sottovalutato, che presentava, tra le altre cose, un'ottima grafica basata proprio sul motore grafico di Half-Life 2, Source Engine. Nel 2009, poi, Arkane aiuta 2K Marin nello sviluppo di BioShock 2, uscito nell'anno successivo. Nell'agosto del 2010 la compagnia viene acquisita da Zenimax e da Bethesda, e inizia a lavorare su Dishonored e su The Crossing, sparatutto in prima persona che fonde single player con multiplayer (i giocatori possono prendere il controllo dei nemici nelle partite single player di altri giocatori) e presenta anche in questo caso una città realmente esistente, Parigi, in chiave futuristica.

Tornando a Dishonored, il progetto è gestito da due veterani dell'industria, Harvey Smith e Raphael Colantonio. Smith è conosciuto principalmente per il suo passato in Origin e in Midway, le software house di cui ha fatto parte prima di approdare in Arkane Studios. Tra gli altri ha lavorato in Ultima VIII: Pagan, System Shock, Deus Ex e il seguito Invisible War, BlackSite: Area 51. Nelle sue aree di interesse troviamo il design dei livelli di gioco, gli elementi di gameplay emergenti, i trend futuri e la narrazione interattiva. Per Dishonored, Smith è riuscito a creare un saldo sodalizio con Raf Colantonio, che invece appartiene a quella che possiamo definire come la tradizione di Arkane. Colantonio, infatti, sta alla base dei progetti di maggior successo della software house francese, ovvero i già citati Dark Messiah of Might and Magic e Arx Fatalis.

I due appaiono profondamente impegnati nel nuovo progetto, del quale vogliono rimarcare soprattutto la base artistica, oltre che le innovazioni sul piano del gameplay. Sembrano aver trovato una forte sinergia, visto che Smith rappresenta la tradizione Origin, legata principalmente ai suoi spettacolari action stealth del passato, e Colantonio porta con sé il bagaglio di esperienza che ha maturato all'interno della software house francese. I due vanno insieme in giro per il mondo a presentare le caratteristiche di Dishonored, e lo fanno sicuramente con fare affabile e convincente.

 
^