Risen 2 e il ritorno al gioco di ruolo classico

Risen 2 e il ritorno al gioco di ruolo classico

Abbiamo completato il nuovo gioco di Piranha Bytes e vi proponiamo la nostra idea sulle meccaniche di gioco e la profondità di questo secondo capitolo della serie Risen. Gli screenshot sparsi nell'articolo provengono dal produttore, quelli inseriti nella gallery che trovate nella prima pagina sono invece realizzati da noi al massimo livello di dettaglio (Ultra) per la grafica.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Sistema di combattimento

Il sistema di combattimento di Risen 2, lo diciamo senza troppi fronzoli, è la croce e la delizia della nuova produzione di Piranha Bytes. Gli sviluppatori tedeschi si sono dedicati con grandissima attenzione ad alcune componenti del combattimento, mentre hanno sorvolato su altri particolari in maniera apparentemente grossolana. Il sistema di combattimento sembra dunque una delle poche parti di Risen 2 che non segnano un miglioramento rispetto al gioco che l'ha preceduto.

L'obiettivo principale di Piranha Bytes è trasmettere la sensazione di essere nel '600 in uno scenario caraibico in cui le battaglie si contraddistinguono per espedienti, trucchi sporchi, armi da fuoco e magie nere appartenenti all'ordine del voodoo. Quindi, hanno inteso principalmente differenziare il combattimento rispetto a quello di Risen 1, incentrato invece quasi esclusivamente sulla spada e sullo scudo. Se Risen 1 voleva esaltare l'onore dei duellanti e la danza dei personaggi intorno alle loro armi di attacco e di difesa, in Risen 2 il combattimento è decisamente più approssimativo.

Si tratta di un sistema estremamente modulare. In fatto di combattimento con la spada, ad esempio, all'inizio del gioco avremo soltanto il fendente, mentre il contrattacco, la parata o lo stocco si apprenderanno solamente attraverso il relativo insegnante, nelle battute avanzate del gioco. All'inizio, dunque, ci sono pochissime mosse, e il giocatore non deve fare molto altro che premere furiosamente sul tasto sinistro del mouse. Rispetto al precedente capitolo, forse per per aumentare il coinvolgimento nello scenario seicentesco in cui iniziava a fare capolino la polvere da sparo, sono stati eliminati del tutto scudo e schivata.

Le cose iniziano a farsi più interessanti mentre si procede, in cui risulta effettivamente variegato il parco mosse a disposizione del giocatore, soprattutto se si sceglie la strada dei nativi. D'altronde, l'elemento che in ogni caso sta alla base delle meccaniche di gioco, ovvero il combattimento con la spada, risulterà sempre ripetitivo e incentrato esclusivamente intorno alla incessante pressione sul tasto sinistro del mouse. Scordatevi pure i combattimenti dinamici di The Witcher 2, ma anche, come detto, il fascino dei combattimenti del primo Risen. Oltretutto, si ha la sensazione che gli elementi avanzati del combattimento con la spada, come il contrattacco, risultino inutili, e che si possa finire il gioco facendo perno sugli elementi di base.

Fra di questi ci sono anche i cosiddetti trucchi sporchi. Come abbiamo visto nelle precedenti anteprime, il giocatore può mettere nello slot dell'arma secondaria un trucco sporco, che può essere della sabbia, del sale o dell'olio combustibile. Quando il tempo di cooldown risulterà esaurito, il personaggio potrà usare uno di questi trucchi contro l'avversario, o lo potrà calciare via, per guadagnare qualche secondo, distaccandolo dalla propria posizione. Potrà, dunque, utilizzare lo spazio così guadagnato per attaccare con le armi da fuoco. Allo slot dell'arma secondaria può essere associata anche la pistola, il che porta a usare insieme due armi da fuoco nel caso si scelga la strada dell'Inquisizione. Una volta sbloccata la relativa abilità, poi, sarà possibile educare una scimmia affinché lavori per noi, ad esempio per rubare qualcosa che un personaggio porta con sé o per intrufolarsi in una struttura sfruttando una finestra che sarebbe troppo piccola da attraversare per un essere umano.

I combattimenti di Risen 2 sono quindi sostanzialmente basati sul recupero delle risorse vitali, sul prendere tempo con i trucchi e sull'utilizzo delle armi da fuoco in contemporanea a tutto questo o, in alternativa, con la strada dei nativi, sull'utilizzo della magia nera.

Il recupero delle risorse vitali è elemento cruciale per i combattimenti. La risorsa più importante tra le isole di Risen 2 diventa quindi il rum: si tratta dell'unica sostanza che è in grado di ripristinare istantaneamente tutte le energie vitali del personaggio. Ci sono vari tipi di alcolici che svolgono una funzione analoga, ma meno efficienti del rum, primo fra i quali il grog, ma anche il Bloody Mary o lo Sciacquabudella. Acquistare questi alcolici risulta pertanto fondamentale, come lo può essere imparare a crearli da sé, attraverso una distilleria, e procurandosi la relativa ricetta. Mentre gli alcolici sono un attimo più difficili da procurare, il sistema più elementare di recupero delle energie riguarda i cosiddetti rifornimenti, ovvero il cibo che l'eroe senza nome più ingerire. Il pesce o la carne ottenuti in seguito ai combattimenti o acquistati devono essere cucinati per ottenere la massima capacità rigenerante.

Del voodoo abbiamo già parlato nelle pagine precedenti. Il giocatore può creare bambole, scettri, pozioni e talismani, con effetti diversi sugli avversari, principalmente incentrati sul controllo degli altri personaggi. Come abilità avanzate per il voodoo troviamo la magia nera e il culto della morte.

Le meccaniche di gioco cambiano radicalmente anche con le armi da fuoco, visto che subentrano delle meccaniche tipiche degli sparatutto. Quando si impugna un moschetto, infatti, bisogna prendere la mira e centrare l'avversario se si vogliono sottrarre a quest'ultimo molte risorse vitali. Il moschetto necessita di un certo intervallo di tempo per la ricarica, che risulterà ridotto a qualche frazione di secondo quando si sarà evoluto il relativo talento. A differenza di altre meccaniche di gioco, che palesano evidenti limiti nelle animazioni e nella rigidità della struttura da gioco di ruolo che rende statici diversi aspetti perché si basa sul calcolo di una serie di combinazioni numeriche, le sparatorie con i moschetti sono più dinamiche, anche per l'ottimo audio che sta alla base dei colpi sparati.

Dunque, se all'inizio il sistema di combattimento è molto scarno, poi diventa abbastanza variegato grazie alla sua struttura modulare. Il giocatore può agire tramite trucchi sporchi, pistole come armi secondarie, calci, moschetti o poteri voodoo, oltre che con la spada di base. Si tratta, dunque, di un sistema modulare che evolve realisticamente il sistema di combattimento iniziale. Tuttavia, se si guarda alle sole meccaniche legate alla spada, bisogna evidenziare una certa staticità e ripetitività, visto che bisogna semplicemente continuare a premere il tasto sinistro. La spada si usa soprattutto all'inizio, ma anche nelle battute avanzate risulterà molto utile: pensate, ad esempio, al fatto che i proiettili si esauriscono, e che vanno comprati singolarmente, il che potrebbe spingere il giocatore a risparmiarli e a continuare a utilizzare la spada.

 
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