Risen 2 e il ritorno al gioco di ruolo classico

Risen 2 e il ritorno al gioco di ruolo classico

Abbiamo completato il nuovo gioco di Piranha Bytes e vi proponiamo la nostra idea sulle meccaniche di gioco e la profondità di questo secondo capitolo della serie Risen. Gli screenshot sparsi nell'articolo provengono dal produttore, quelli inseriti nella gallery che trovate nella prima pagina sono invece realizzati da noi al massimo livello di dettaglio (Ultra) per la grafica.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Voodoo

La storia di Risen 2 riprende da dove si era interrotta nel precedente capitolo. Cambia radicalmente lo scenario e lo stesso look del personaggio protagonista, adesso più aggressivo per combaciare con l'atmosfera piratesca di questo secondo capitolo. Alla fine del primo Risen, l'eroe senza nome tipico dei giochi Piranha aveva sconfitto il Titano del Fuoco nel vulcano di Faranga. La battaglia gli aveva fatto perdere un occhio, ed ecco spiegato il motivo della benda che porta.

Il risveglio dei Titani non si limita al demone del fuoco del primo capitolo, sembra anzi che i Titani siano tornati in massa con l'obiettivo di annientare l'umanità. All'inizio di Risen 2 l'eroe senza nome si trova su Caldera, dedito al gozzoviglio, mentre il comandante Carlos sta cercando di trovare una soluzione per limitare il titano che impedisce a tutti i vascelli di entrare o di uscire dalla stessa Caldera. Chiede pertanto allo stesso eroe senza nome di mettersi sulle tracce del Titano e trovare un modo per sconfiggerlo.

L'eroe senza nome fa parte dell'Inquisizione, ovvero la forza militare che detiene il controllo politico sulle isole caraibiche in cui si svolgono le vicende di Risen 2. La soluzione intravista da Carlos riguarda proprio il già citato Barba d'Argento, ovvero il pirata che custodisce il segreto sulle armi che possono sconfiggere il Titano dell'Acqua, Mara. Per intrufolarsi tra i pirati l'eroe senza nome non si può presentare certo con la divisa e i gingilli dell'Inquisizione, deve spogliarsi di tutti i suoi averi, rimanere nudo, e andare alla ricerca del covo dei pirati su Tacarigua. Ed ecco perché lo ritroviamo senza esperienza, senza equipaggiamento e senza abilità nelle battute iniziali del gioco.

Tacarigua, nonostante le difficoltà che presenta al giocatore che abbiamo visto nelle pagine precedenti, è una sorta di introduzione per Risen 2. Il giocatore non può compiere scelte di fazione come succedeva nel primo Risen, deve giocoforza entrare a far parte della fazione dei pirati. Anzi deve strenuamente convincere Barba d'Argento di essere degno di entrare nell'ordine dei pirati, portando a termine una serie di missioni al fine di impressionarlo. Già su Caldera, l'eroe senza nome reincontra la fedele alleata Patty, la figlia dello stesso Barba d'Argento. Patty seguirà l'eroe senza nome su Tacarigua e proprio qui si riunirà con l'odiato/amato padre.

Una volta lasciata Tacarigua, come dicevamo prima, si aprono al giocatore diverse possibilità di scelta che, oltre che riguardare l'isola su cui continuare l'avventura, prevedono di stabilire se entrare a far parte della fazione dell'Inquisizione o di quella degli indigeni, dei selvaggi nativi della Costa delle Spade conosciuti come Shaganunbi. Questa decisione risulterà fondamentale per il prosieguo del gioco, perché non solo influisce sui poteri e le armi a disposizione del personaggio, ma incide fortemente sulle modalità di risoluzione delle missioni, aprendo un'avventura per certi versi completamente diversa per il giocatore. I Shaganunbi sono suddivisi in una complessa organizzazione, con diverse tribù a difesa singolarmente di uno dei templi di loro competenza. Per ogni tribù, e per ogni tempio, c'è un capo villaggio, chiamato Chaka. Il giocatore si troverà a interagire direttamente con queste gerarchie, perché in una delle missioni dovrà aiutare uno degli Shaganunbi a superare le prove per diventare Chaka della sua tribù.

La principale ripercussione della scelta se schierarsi come Inquisizione o come nativi riguarda l'uso dell'arma principale. Nel primo caso sarà infatti possibile specializzarsi nelle armi da fuoco, mentre nel secondo caso si diventerà esperti della magia voodoo. Chiaramente ciò influisce sulle tattiche che verranno adottate per portare al termine le missioni. Nel caso delle armi da fuoco, infatti, si rimarrà molto legati al combattimento diretto e all'uccisione dei bersagli, mentre nel secondo caso sarà possibile utilizzare la magia voodoo per realizzare delle tattiche alternative.

Nel caso del voodoo, ogni incantesimo ha bisogno di diversi strumenti che vanno combinati insieme all'interno di un calderone voodoo. Seguendo la ricetta relativa, sarà così possibile creare l'arma voodoo che serve. Un potere voodoo di base è il controllo: bisogna, infatti, costruire una bambola voodoo e poi ritrovare un elemento del corpo della vittima per poter prendere il controllo di quest'ultima. Si tratta di un'arma molto efficace se si vuole agire in maniera strategica, senza uccidere gli avversari.

Pensate ad esempio alla necessità di dover recuperare un qualcosa presente in uno sgabuzzino chiuso da una chiave posseduta da una guardia dell'Inquisizione. Si può cercare di scassinare lo sgabuzzino, se si dispone del livello di abilità sufficiente per compiere l'operazione. Come Inquisizione, si può anche affrontare in duello la guardia, ucciderla o stordirla, e recuperare la chiave. Ma con la magia voodoo si può prendere il controllo del Comandante dell'insediamento e convincere direttamente la guardia a cederci le chiavi dello sgabuzzino.

Attraverso il calderone voodoo si può anche costruire lo scettro. Si tratta di un'altra potente arma che spinge le varie creature del mondo di Risen 2 ad attaccarsi tra di loro. Se applichiamo questo tipo di magia sulle scimmie presenti nella foresta, ad esempio, queste inizieranno ad attaccare i giaguari che si trovano nella zona attigua. Si innesca un combattimento serrato tra specie, in cui tutte le scimmie attaccano tutti i giaguari presenti nella zona, e questi ultimi chiaramente tenderanno a difendersi. Il giocatore può quindi vincere il combattimento senza sporcarsi le mani oppure decidere di sostenere le scimmie, attaccando i giaguari.

Per costruire tutti questi accessori è necessario raggiungere il livello di esperienza richiesto nell'abilità relativa, mentre non è possibile utilizzare le magie voodoo nel caso si scelga la strada dell'Inquisizione, così come non è possibile utilizzare armi da fuoco come i moschetti nel caso della strada dei nativi. La scelta del voodoo piuttosto che delle armi, dunque, cambia completamente l'approccio al gioco non solo nei combattimenti e nelle strategie, ma anche nel modo di risolvere le quest. Tutto ciò rende Risen 2 particolarmente rigiocabile? La mia opinione è che questo, purtroppo, non avviene. È vero che c'è molta diversificazione fra le due strade, ma è anche vero che la storia rimane sempre la stessa, così come le missioni da affrontare e tutti i dialoghi. Rigiocare Risen 2, insomma, diventa alquanto monotono pur in presenza di questi cambiamenti.

 
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