Legend of Grimrock: indie dungeon crawler come una volta

Legend of Grimrock: indie dungeon crawler come una volta

Legend of Grimrock è un gioco che ha due grandi meriti: il primo è quello di farci fare, con enorme stile, un tuffo nel passato e all’origine dei computer-rpg; il secondo è di farlo con un brand completamente nuovo, senza sfruttare qualche marchio storico vecchio di vent’anni.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Introduzione

Sembra proprio che per il mondo dei videogiochi sia iniziata una fase di rievocazione nostalgica e di attenzione verso il passato. Da un lato c’è la tendenza dei publisher a cercare di riproporre, a volte surrettiziamente, i vecchi brand per attirare i giocatori con la promessa di titoli che hanno fatto la storia: è stato il caso dell’ottimo Deus Ex: Human Revolution di Square Enix, è il caso del nuovo X-Com in lavorazione negli studi Firaxis, è stato il caso (tragico) di Syndicate.

Dall’altro lato ci sono i progetti fan made, c’è la nuova corrente dei titoli finanziati tramite Kickstarter (Tim Schafer e Ron Gilbert stanno lavorando a una nuova avventura grafica, inXile ha raccolto i fondi per un nuovo Wasteland, si parla, tra le altre cose, di un possibile remake di Leisure Suit Larry da parte di Al Lowe in persona) e infine ci sono , ovviamente, gli sviluppatori indipendenti.

Almost Human appartiene proprio a quest’ultima categoria, e il suo Legend of Grimrock è un gioco che ha due grandi meriti: il primo è quello di farci fare, con enorme stile, un tuffo nel passato e all’origine dei computer-rpg; il secondo è di farlo con un brand completamente nuovo, senza sfruttare qualche marchio storico vecchio di vent’anni. L’ispirazione a cui LoG si rifà è chiara, ed è uno di quei generi ormai da tempo scomparsi dai nostri monitor: gli rpg in prima persona, stile Eye of the Beholder o Dungeon Master, in cui il giocatore interpreta un gruppo di quattro avventurieri.

La struttura di questo genere di giochi, per chi si è perso la loro epoca ormai lontana, è sempre stata piuttosto semplice: per lo più si trattava di veri e propri dungeon crawler, cioè giochi il cui scopo principale era quello di esplorare un enorme sotterraneo-castello-fortezza, sconfiggendo mostri, accumulando tesori e armamentari di vario tipo, risolvendo enigmi e facendo ovviamente salire di livello i nostri eroi con l’esperienza accumulata.

A parte rari casi, si trattava di giochi con una componente narrativa relativamente ristretta, e tutta l’attenzione focalizzata sull’esplorazione del dungeon di turno (nei casi più antichi senza alcuna mappa automatica dei vari livelli, per cui bisognava armarsi di carta, penna, e tanta pazienza). Il combattimento era gestito solitamente con molta semplicità: ognuno dei quattro personaggi aveva un’arma, cliccandoci sopra nei pressi di un nemico partiva automaticamente l’attacco, che veniva calcolato sulla base del ruleset del gioco (mutuando o comunque prendendo spunto da quelli dei giochi di ruolo cartacei).

Col passare degli anni questo tipo di Rpg ha lasciato spazio a giochi più ampi e dinamici, perdendo in particolare il classico sistema di movimento a “caselle” in favore di una libertà di movimento totale. Legend of Grimrock fa però volutamente un passo indietro: gameplay essenziale, combattimento semplice e retrò, nessun fronzolo che interferisca con il puro e semplice gusto di esplorare le profondità del monte Grimrock. Tutto questo, però, lo fa con uno stile e una preparazione tecnica davvero superbi per un prodotto indie.

 
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