PlayStation Vita alla prova del laboratorio

PlayStation Vita alla prova del laboratorio

Dopo alcuni test di laboratorio, siamo in grado di esprimere un giudizio definitivo sulla nuova console portatile di Sony. Destinata ai giocatori hardcore, può fare breccia in un mercato sempre più complesso e che riguarda ormai esigenze videoludiche così distanti tra loro?

di Andrea Bai, Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
SonyPlaystation
 

Le funzioni

Si possono dire tante cose su PlayStation Vita, ma difficilmente si può dire che non abbia ridefinito il concetto di gioco portatile. La grafica di alta qualità adesso possibile anche in mobilità e un sistema pensato per i giocatori hardcore cambiano il modo di interfacciarsi ai giochi in mobilità. PS Vita consente di dedicare tanto tempo ai giochi, offrendo un'esperienza di gioco profonda, trascinante e coinvolgente praticamente come lo è sulle console domestiche.

Abbiamo già analizzato le funzioni principali di PS Vita nel precedente articolo di anteprima che vedete fra i correlati. Passiamo, quindi, velocemente su queste caratteristiche, per concentrarci poi sull'esperienza d'uso e sull'hardware, con l'analisi dei contenuti sotto la scocca e la procedura di disassemblaggio.

PS Vita consente un interfacciamento approfondito come su console soprattutto grazie alle due levette analogiche, simili a quelle che si trovano sul tradizionale controller di PlayStation 3. Le due levette, tra le altre cose, consentono di vivere completamente l'intensità degli sparatutto in prima persona su dispositivo portatile. Sono disposte in modo da essere facilmente raggiungibili dai due pollici, si caratterizzano per un'escursione adeguata e sono collocati a un'altezza che ben si sposa con la facilità di presa e la conseguente precisione nello spostamento degli alter ego virtuali all'interno del videogioco.

Le avanzate capacità di interfacciamento concesse dalle levette si aggiungono al display touchscreen e al touchpad posteriore, che è uno degli elementi di maggiore originalità del nuovo dispositivo portatile.

Quest'ultimo ha la stessa dimensione del display principale e occupa esattamente lo spazio che corrisponde al display sul lato posteriore del dispositivo. Ciò equivale a dire che a ogni punto del touchpad corrisponde un punto del display, in modo che sia possibile interagire direttamente con il touchpad come se si stesse premendo sullo stesso display. Sony ha pensato a questo sistema per evitare l'occlusione che producono normalmente le dita quando si interagisce in un videogioco attraverso il display touchscreen.

Non si tratta dell'unica funzione del touchpad posteriore visto che, come vedremo quando parleremo diffusamente di esperienza d'uso, alcuni giochi prevedono l'impiego combinato del display touchscreen e del touchpad, offrendo una doppia possibilità di interazione in contemporanea.

Torna, poi, la tecnologia di sensore di movimento Six-Axis, già presente nei controller Six-Axis e DualShock 3 per PlayStation 3. I sensori di movimento e il giroscopio consentono di interfacciarsi con i giochi semplicemente muovendo il dispositivo. Questa funzione è largamente utilizzata da giochi come Gravity Daze ed Escape Plan.

 
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