KoA Reckoning: matrimonio tra azione e roleplay?

KoA Reckoning: matrimonio tra azione e roleplay?

Kingdoms of Amalur: Reckoning è l’ultimo tentativo di sposare l’impianto classico dei giochi di ruolo tradizionali con un sistema di combattimento frenetico, sulla scia dei più famosi hack’n’slash come Ninja Gaiden, God of War o Bayonetta.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Comparto tecnico

Anche sul fronte tecnico Kingdoms of Amalur: Reckoning è un titolo senza infamia e senza lode. La grafica ha un opinabile ma di per sé non negativo stile cartoonesco, e in questo caso il paragone con Warcraft è davvero inevitabile, in particolare per quanto riguarda le armi e l’equipaggiamento generale che proprio come in WoW spesso sembra costituito da grossi giocattoloni colorati.

Il livello di dettaglio dei personaggi e delle creature è più che adeguato, anche se considerando il livello tecnologico della grafica nel suo insieme, non c’è alcuna possibilità di fare paragoni con titoli tecnicamente da tripla A come (ad esempio) Skyrim, nonostante entrambi i giochi facciano affidamento sulla vastità del mondo.

Nel complesso però l’aspetto visivo di KoA non è affatto da buttare, e il mondo in particolare è vivido e piacevole, elemento molto importante considerando che l’esplorazione è parte integrante dell’avventura. Il difetto peggiore da questo punto di vista è probabilmente la varietà estetica dei dungeon, che appare molto limitata specialmente quando si tratta di generiche caverne (tutte uguali, anche se per fortuna la gestione degli spazi e della mappa, pur semplicissima, non risulta ripetitiva).

Negli esterni invece il gioco fa il possibile per farci visitare zone di tipo diverso senza essere assurdo: si passa quindi dalle campagne verdi a paludi o aree desolate, mantenendo però una buona coerenza geografica. Da menzionare anche la buona resa del motore del gioco, che nonostante la quasi totale assenza di caricamenti (solo al passaggio tra interni ed esterni) non ha mai momenti di cedimento, neppure su console.

Sul fronte audio, KoA gode di un buonissimo doppiaggio, peraltro molto esteso considerando l’elevatissimo numero di dialoghi all’interno del gioco, e di una buona colonna sonora. E’ comunque il gameplay a fare la parte del leone nelle caratteristiche tecniche di KoA: comandi che rispondono bene, buon controllo del personaggio e delle abilità, insomma come già abbiamo anticipato il combattimento è sicuramente uno degli aspetti che rende Amalur un titolo godibile e interessante.

Unico grande difetto: la telecamera che si comporta in modo davvero strano e nelle fasi più concitate non fa altro che ostacolarci, togliendoci l’inquadratura sui nemici e accecandoci nelle classiche situazioni di vita o di morte contro tanti nemici. Ci si fa l’abitudine, ma come sempre in questi casi la frustrazione è tanta, perché l’inadeguatezza della telecamera di gioco risulta evidente da subito e davvero non si capisce come problemi simili superino le fasi di beta testing senza trovare una soluzione.

 
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