Grand Slam Tennis 2: un gioco buono … a metà

Grand Slam Tennis 2: un gioco buono … a metà

EA si propone di creare la simulazione di riferimento per il mondo del tennis. I buoni propositi, però, si realizzano solo parzialmente: troppe imprecisioni nel titolo EA Canada.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Qualificazioni e wild card

Quanto alla realizzazione di questi celebri atleti, essa presenta risultati interlocutori. Il livello medio è buono. Superiore a quanto offerto dai titoli concorrenti. La realizzazione dei volti è convincente (tranne in un unico, clamoroso, caso che vedremo), anche se mancano quasi del tutto di espressività e dinamismo. Notevole il pacchetto delle animazioni e quello di vestiario e acconciature. Così come è stato fatto un buon lavoro nel campionamento audio dei ‘versi’ principali degli atleti.

Per riassumere, potremmo dire che tutto è molto valido se ‘visto a distanza’: postura, atteggiamento volti e rumori dei tennisti in azione sono davvero di buon livello. Molto meno bene, invece, quando si contemplano i primi piani, i replay o le – scarnissime – scene pre e post match. In generale, il lavoro svolto per gli uomini è migliore, rispetto a quanto effettuato con le tenniste. E qui veniamo al tasto dolente della realizzazione del roster di GST2: Maria Sharapova. Personalmente sono un grande estimatore della bella siberiana. E non solo, come qualche lettore eccessivamente e banalmente malizioso potrà pensare, per il di lei aspetto fisico. Trovo nella russa una ‘cattiveria sportiva’ riscontrabile in pochissimi atleti mondiali.

Ancora meno se si esamina lo sport femminile. Questa ‘fame’ ha concesso a Masha di uscire quasi indenne dall’attenzione mediatica rivolta alla sua bellezza e le ha consentito di superare il grave infortunio ai tendini della spalla destra (per cui fu anche operata), facendola tornare decisamente competitiva nel circuito WTA. La stessa EA ha dimostrato di tenere in alta considerazione Masha che, assente nei principali titoli della concorrenza, poteva rappresentare un ottimo testimonial per GST2. Ecco allora perché trovo assurdo constatare che la tennista russa sia l’atleta peggio realizzato di tutto il roster creato da EA Canada.

A supporto di questo interlocutorio roster, arriva un editor di tennisti, che permette all’utente di creare atleti da utilizzare online, nelle partite in locale e anche nella modalità carriera (che poi è un po’ il cuore del gioco). Positivo il fatto che ogni giocatore possa condividere con la community le proprie creazioni: come sempre, in questi casi, ci sono utenti davvero appassionati, in grado di creare versioni ‘custom’ degli atleti assenti. E con ottimi risultati, nonostante l’editor sia solo apparentemente potente. Infatti, per quanto le categorie modificabili, in sede di creazione, siano numerose, le variabili tra cui scegliere sono davvero poche. I risultati, poi, per quanto ci si sforzi, sono sempre piuttosto ‘brutti’.

A fianco del roster di atleti, è giusto citare la componente ambientale. Per prima cosa, come da titolo, i tornei del Grande Slam sono presenti nella loro interezza. Quindi Wimbledon compreso. E c’è da dire che gli impianti dove ci si troverà a giocare sono davvero ben realizzati. Ogni circolo – se sufficientemente importante – presenterà almeno due campi (uno secondario, dove giocare le eliminatorie o dove disputare i match quando si è ancora atleti sconosciuti, e uno ‘centrale’, dove si terranno le fasi finali del torneo). Il pubblico fa molto bene a livello di audio (risultando credibilmente meno disciplinato durante le partite minori), niente di che a livello visivo. La differenza tra le diverse superfici si avverte. Ma è un po’ troppo diluita. Sia questa una scelta consapevole (nel tennis di oggi i vari campi si somigliano un po’ tutti), o un’incapacità di personalizzazione, non ci è dato saperlo. Un’altra componente buona, ma non eccellente.

Pat Cash e John McEnroe commentano le vicende sul campo. La telecronaca – per quanto non molto varia – è piacevole e ritmata, con qualche concessione gradita alla personalità esuberante del duo.

 
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