Grand Slam Tennis 2: un gioco buono … a metà

Grand Slam Tennis 2: un gioco buono … a metà

EA si propone di creare la simulazione di riferimento per il mondo del tennis. I buoni propositi, però, si realizzano solo parzialmente: troppe imprecisioni nel titolo EA Canada.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Ingresso nel circuito

L’ambizione di diventare un punto di riferimento, si avverte fin dai primi minuti nei menu di GST2. Essi, infatti, sono modellati su quelli di Fifa. Questo collegamento a un ‘brand maggiore’ mi ha decisamente colpito in positivo. Se Fifa è il top tra le simulazioni sportive, seguirlo nella serietà e nella funzionalità dei menu è sintomo di impegno e dimostra quanto EA creda nel proprio progetto tennis.

Vero, però, che qualche passo – di budget ? – indietro rispetto a Fifa si nota quasi subito. Per prima cosa, la colonna sonora. I temi di sottofondo sono anonimi pezzi elettronici o da lounge bar. Se non annoiano presto, certamente passeranno inosservati. La navigazione, poi, nonostante i menu siano numericamente molto inferiori a quelli di Fifa, prosegue sempre piuttosto lenta. Anche se si decide di installare il gioco su Hard Disk.

Desta perplessità anche una poco sfruttata ‘brandizzazione ESPN’. Il più grande network sportivo del mondo, infatti, ha associato il proprio marchio al GST2. Questo, però, non porterà oltre la comparsata di qualche logo nei menu e di qualche grafica nei match. Occasione persa, per creare ancora più realismo.

EA ha condotto un’aggressiva campagna promozionale, evidenziando come il roster di GST2 sarebbe stato estremamente completo. Tanto di giocatori attualmente attivi, quando pensando a vecchie glorie della disciplina. Fiore all’occhiello della produzione di EA Canada, poi, sarebbe dovuta essere una straordinaria aderenza alla realtà dei tennisti in gioco. Sia dal punto di vista visivo, sia dal punto di vista acustico, sia – e soprattutto – per quanto concerne il comportamento sul campo degli stessi.

Chiariamo subito le cose: il roster è di buon livello. Ma è lontanissimo dall’essere completo. E questo è un primo punto su cui è necessario soffermarsi. Come è possibile che, nel 2012, non ci sia ancora la possibilità di avere un titolo tennistico capace di raccogliere sul serio i migliori tennisti del mondo? E’ davvero qualcosa di improbo poter racchiudere in un gioco tutti i primi 100 tennisti del circuito? Questione di diritti? Costi troppo alti, che non verranno mai ‘coperti’ dal venduto? Qualche che sia la risposta, si tratta di un problema increscioso, che da subito abbassa notevolmente qualsivoglia velleità simulativa di un gioco di tennis. Doversi confrontare per ore e ore – in modalità carriera – con atleti perfettamente sconosciuti, generati dalla cpu, cloni uno dell’altro, brutti da vedere e piatti da sfidare, senza nessun tentativo di renderli ‘simili’ a qualche vero giocatore (le soluzioni dei ‘bei tempi andati’ – quando, per cercare di aderire alla realtà, senza sborsare milioni di dollari per i diritti, si creavano atleti decisamente somiglianti a quelli veri, con i nomi solo leggermente modificati – non vengono nemmeno più prese in considerazione).

A conti fatti, quindi, avremo a disposizione: Djokovic, Murray, Federer, Roddick, Hewitt, Tsonga, Nishikori (per quanto riguarda il circuito ATP); Serena e Venus Williams, Sharapova e Ivanovic (per quanto riguarda il circuito WTA); Borg, Edberg, Cash, McEnroe, Sampras e Stich (come vecchie glorie maschili); Davenport, Evert, Henin e Navratilova (come vecchie glorie femminili). Insomma, una trentina scarsa di tennisti ‘veri’, con metà di essi ormai ‘ex’.

In più, non si può non sottolineare come la selezione – per quanto carismatica – degli atleti in attività, abbia tenuto in pochissimo conto i recenti risultati del campo. Soprattutto dal punto di vista del tennis femminile: le ‘quattro prescelte’ del circuito femminile sono più icone – per motivi diversi – che atleti di recente successo (anche se Masha sta tornando).

 
^