Considerazioni sul finale di Mass Effect 3 e confronto con il cinema [CONTIENE SPOILER]

Considerazioni sul finale di Mass Effect 3 e confronto con il cinema [CONTIENE SPOILER]

Questo editoriale è indirizzato ESCLUSIVAMENTE A CHI HA FINITO MASS EFFECT 3 e ha voglia di ragionare sui temi e sul modo di raccontare la storia del nuovo titolo BioWare. L'articolo contiene SPOILER ANCHE SULLA TRILOGIA DI FILM MATRIX.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Matrix

"Le macchine hanno bisogno che il sistema Matrix sia accettato dagli uomini. La prima Matrix è il mondo matematicamente perfetto: non è ben chiarito come venga realizzato ma è presumibile che le vite degli uomini prive di scelta, siano predeterminate per non soffrire. Questo universo è stato realizzato dall’Architetto, senza la collaborazione di altri programmi intuitivi; la natura umana lo rifiuta (suicidio o risveglio non definito). La seconda versione di Matrix si basa sulla storia dell’uomo stesso, tuttavia anche questa fallisce".

Matrix

"Dalla terza Matrix in poi, grazie all’intuizione di un programma intuitivo chiamato Oracolo (nome che viene utilizzato per realizzare l’ennesima procedura di controllo sulla mente degli umani), viene inserita la scelta, la quale è scoperta per caso dalle stesse macchine e che, quindi, non ha origine umana. A causa dell’introduzione della scelta, si crea così un’anomalia sistemica che si manifesta nelle persone che si liberano del sistema e vanno su Zion. Questa situazione, essendo fuori controllo dalle macchine, li porta ad ideare ed appliccare la figura dell’Eletto".

"Dalla quarta Matrix, infatti, viene scelto, fra i tanti individui presenti su Matrix, un umano dalla spiccata sensibilità (l’Eletto), la quale sensibilità probabilmente potrà offrire un nuovo spunto per rendere il sistema stesso ancora più “umano”, cioè avere la maggiore probabilità possibile che Matrix sia accettata da chi vi è collegato. La sensibilità che ha l’Eletto si ripercuote sul codice che lui stesso riporterà dentro la simulazione, cosa che avverrà qualora questo codice non sia già presente nel sistema. Il compito dell’Eletto è quello di riportare il suo codice alla sorgente".

"Tornando al codice, questo è legato alla sensibilità dell’Eletto di turno, e nel caso di Neo è l’amore (nel caso specifico per Trinity, che può essere inteso anche come speranza, fede, irrazionalità, mancanza di scopo o pura emozione). Quindi, l’Eletto parte come estremamente umano e finisce dentro un grande scopo, assolutamente programmato dalle macchine e da loro controllato tramite tanti sistemi di controllo più o meno visibili all’interno dei tre film".

"Lo scopo finale delle macchine è quello di rendere Matrix il più possibile aderente alla sensibilità e ai desideri dell’uomo (ricordiamo che i collegati sono assolutamente umani così come lo siamo noi che scriviamo e voi che leggete). Più gli uomini si sentiranno “appagati” in questo senso, meno uomini sentiranno la necessità di uscire dal sistema o di cercare disperatamente qualcosa che non ritrovano in esso. In questo possiamo riconoscere il concetto di Nietzsche del “Freigeist” (ovvero spirito libero). Lo spirito libero non crede ciecamente alla ragione, ma diffida e pone interrogativi (“La domanda è il chiodo fisso” è la frase che usa Trinity per descrivere lo stato di Neo all’inizio del suo cammino, quando ancora non è riuscito a liberarsi dal sistema)".

"Tuttavia, il Freigeist è ben diverso dal Superuomo (per capirci, Trinity, Morpheus, Switch, Epoc sono dei Freigeist, ma Neo è l’unico e solo Superuomo). E’ per questo che il sistema delle macchine introduce diverse procedure di controllo (tramite cose tipo la Profezia), tese a convincere l’uomo di alcuni ideali precostituiti, ideali che però li rendono sempre più schiavi. Dopo Matrix Revolutions, infatti, gli uomini si trovano in un mondo perfetto dal loro punto di vista e, soprattutto, assolutamente migliore di qualsiasi altro perché, tramite le procedure che abbiamo sin qui descritto, è stato inserito l’amore. Uscire da Matrix, adesso, sarà molto difficile, in quanto si avvicina moltissimo alla perfezione per l’uomo. Chi vorrebbe abbandonare un mondo perfetto per un mondo che invece li vede in prigionia?"

Ho estratto queste considerazioni da un pezzo che, insieme al mio caro amico XanTriX, abbiamo scritto nell'ormai lontano 2003, presi dal turbinio di idee nato proprio dalla conclusione delle vicende di Matrix Revolutions. Consideratelo come un primo approccio a Matrix, che invece si basa su un insieme di idee molto più ampio che va studiato con molta più attenzione. Se volete leggere il pezzo originale, comunque non completamente esaustivo su Matrix, seguite questo indirizzo.

 
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