Considerazioni sul finale di Mass Effect 3 e confronto con il cinema [CONTIENE SPOILER]

Considerazioni sul finale di Mass Effect 3 e confronto con il cinema [CONTIENE SPOILER]

Questo editoriale è indirizzato ESCLUSIVAMENTE A CHI HA FINITO MASS EFFECT 3 e ha voglia di ragionare sui temi e sul modo di raccontare la storia del nuovo titolo BioWare. L'articolo contiene SPOILER ANCHE SULLA TRILOGIA DI FILM MATRIX.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Mass Effect

Passo al finale di Mass Effect 3, riservandomi di chiarire il perché accosto questi due universi nei prossimi paragrafi. Rinnovo nuovamente l'invito a lasciar perdere questo pezzo per coloro che non avessero ancora terminato Mass Effect 3.

Mass Effect 3

Il senso ultimo del gioco BioWare è che la storia è ciclica e i Razziatori sono stati creati per evitare che gli esseri organici possano giungere a un tale livello di tecnologia da determinare la propria totale distruzione all'interno del conflitto tra creati e creatori. Si tratta, così come per Matrix, di un'infinita battaglia tra organico e sintetico, in cui i secondi si assicurano di far ripartire l'equazione, detta in termini matrixiani, una volta che si verifica un certo evento, ovvero che gli organici giungono a un livello di evoluzione tecnologica troppo alta.

Alla base della storia di Mass Effect c'è uno schema di conflitti che si ripete nella stessa forma continuamente, guidato da una mente superiore che ha come obiettivo la distruzione della galassia. I Razziatori, che in Mass Effect 3 si spingono fino alla Terra ma che stanno annientando tutti i pianeti natali delle varie razze, sono solamente gli esecutori materiali di questo piano.

In questo quadro si incastra la figura di Shepard, che corrisponde per certi versi all' "anomalia" matrixiana perché è l'elemento che è in grado di rovesciare l'equazione e di modificare le condizioni per la quale questa funziona sempre perfettamente, matematicamente. Shepard è colui che deve garantire l'equilibrio tra organico e sintetico, è l'elemento di discrepanza che può sancire la vittoria dell'uno sull'altro o trovare il punto di equilibrio perfetto. È, chiaramente, il deus ex machina definitivo, è il giocatore.

Nel finale di Mass Effect 3 sostanzialmente al giocatore spetta di prendere una decisione fra tre possibili finali. Il giocatore/Shepard può decidere di controllare i Razziatori, e il ciclo riparte ma si mantiene lo status quo; o di distruggerli, facendo partire un nuovo ciclo. C'è poi un terzo finale, accessibile solamente a chi gioca meglio e di più, legato al raggio verde del Crucibolo: questo è il cosiddetto "finale perfetto", in cui Shepard riesce ad avviare la ricombinazione del DNA di tutte le forme viventi della Galassia, senza alcun sacrificio.

La mente che sovritende i rapporti tra organico e sintetico, nella forma di un bambino (lo stesso che si vede nella sequenza di introduzione di Mass Effect 3) spinge Shepard, nel finale di Mass Effect 3, a scegliere il raggio rosso, blu o verde. Il primo è legato all'organico, il secondo riguarda la strada del sintetico, mentre nel terzo caso si tratta dell'equilibrio tra organico e sintetico. Il giocatore arriva a questa scelta finale dopo una serie di decisioni più o meno grandi prese nel corso della storia, e in certi casi una o due di queste strade possono essere interdette.

Il Crucibolo è un'arma prevista da questa mente che controlla l'intero universo di Mass Effect, affidata all'antica razza dei Prothean. Il catalizzatore, ovvero elemento fondamentale per il funzionamento del sistema, del Crucibolo è invece la stessa Cittadella, il punto di riferimento univoco per tutte le razze della galassia. Per come vanno avanti le vicende in Mass Effect 3, ovvero il dilagare dell'invasione dei Razziatori sulla Terra, è necessario il sacrificio di Shepard nell'attivazione del Crucibolo, che emette il raggio che distrugge o ricombina ogni forma di vita della gallassia. Shepard, quindi, sostanzialmente muore nell'attivazione del Crucibolo. Abbiamo inserito la parola sostanzialmente per un preciso motivo, che vedremo meglio tra un attimo.

 
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