Birds of Steel: alla fine, è un simulatore o no?

Birds of Steel: alla fine, è un simulatore o no?

Abbiamo provato approfonditamente la versione PlayStation 3 di Birds of Steel, il nuovo gioco di simulazione aerea di Gaijin Entertainment che costituisce una sorta di seguito spirituale di Birds of Prey.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
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Prendere confidenza con il velivolo

L'obiettivo della software house russa Gaijin Entertainment è quello di migliorare ulteriormente gli aspetti positivi di Birds of Prey, il suo precedente simulatore di volo in grado di aggiudicarsi i premi per "il miglior simulatore su Xbox 360 e PlayStation 3", mentre il Dagor Engine, su cui il gioco è basato, ha vinto "miglior tecnologia" e "miglior sonoro" alla Russian Game Developer's Conference, oltre che di aggiungere un ulteriore strato di realismo. Per quanto sia giocabile attraverso il comune gamepad, Birds of Steel suggerisce al giocatore sensazioni da simulatore puro, consentendo di modificare il livello di realismo tra diversi preset disponibili.

Birds of Steel offre oltre 100 aeroplani fedelmente ricostruiti secondo i modelli originali, sia come scocca che negli interni, e che riproduce alcune delle battaglie aeree più famose della seconda guerra mondiale come la battaglia delle Midway, del mar dei Coralli, di Guadalcanal, di Pearl Harbor, della Ruhr e l'assedio di Malta.

È un gioco che presta grande attenzione alla fedeltà dei fatti storici, indirizzato principalmente ai fan di aeronautica che sono in grado di riconoscere i velivoli e di apprezzarne le affinità con le controparti storiche. Prima di ogni missione, infatti, ci sono dei lunghi filmati che riassumono con dovizia di particolari le reali vicende storiche, contestualizzandole all'interno del gioco e delle missioni che il giocatore sta per affrontare. I filmati in bianco e nero sono accompagnati da un piacevole ed esaustivo commento interamente in lingua italiana.

Birds of Steel risulta semplificato in molti aspetti, mentre in altri è assolutamente realistico, imponendo al giocatore un livello di sfida non indifferente. Come ci insegna il tutorial, con la levetta sinistra si agisce sul timone di sollevamento dell'aereo virtuale. Si tratta del cosiddetto equilibratore che viene usato per sollevarsi e abbassarsi quando si è in quota. L'equilibratore è molto importante soprattutto nelle fasi di decollo e di atterraggio, quando l'aereo deve essere disposto in linea perfettamente parallela al suolo.

Il comando alettone, impartibile sempre tramite la levetta sinistra, e quindi spostandola verso una direzione laterale piuttosto che l'altra, fa sollevare l'alettone di un'ala e scendere quello dell'altra ala. Questa operazione, indispensabile per dare direzione al volo, viene evidenziata anche graficamente, visto che tutti questi alettoni si spostano realmente sul modello poligonale dell'aereo.

Con la levetta destra invece si agisce sul timone, strumento che consente di impartire adattamenti minori e di intervenire sul rullaggio. Spostando la levetta destra, invece si agisce sull'acceleratore fino ad attivare il postbruciatore. Bisogna però considerare che sovraccaricare il motore porta al surriscaldamento dello stesso: consente di avere maggiore velocità ma innesca il verificarsi di eventi casuali come il surriscaldamento dell'olio. Forzare alcune parti dell'aereo, quindi, può portare a cedimenti, fino alla distruzione definitiva del mezzo.

Direzionare in senso opposto le due levette manda in stallo l'aereo. Evitare che questo vada in stallo, o si avviti su sé stesso, o, più in generale, che non sia più controllabile dal pilota/giocatore, non è semplice al livello di difficoltà simulatore. I movimenti bruschi, solitamente, mandano in stallo l'aereo fino a comportare la rottura delle ali per sovraccarico. Bisogna considerare, infatti, che si tratta di vecchi aerei della seconda guerra mondiale, e quindi il giocatore deve sentire la fragilità del mezzo e percepire come impossibili alcune manovre, semplicemente perché interdette dalla fisica.

 
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