Birds of Steel: alla fine, è un simulatore o no?

Birds of Steel: alla fine, è un simulatore o no?

Abbiamo provato approfonditamente la versione PlayStation 3 di Birds of Steel, il nuovo gioco di simulazione aerea di Gaijin Entertainment che costituisce una sorta di seguito spirituale di Birds of Prey.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
PlaystationSony
 

7 dicembre 1941

Se si parla di modello di volo generalmente si può essere contenti di Birds of Steel. Semmai, i maggiori problemi vengono a galla quando si svolgono le prime missioni delle campagne, perché, come anticipato, c'è la sensazione che tutto intorno a noi sia troppo poco dinamico, che i vari elementi nelle mappe aspettino solamente le azioni del giocatore e che tutto si ripeta secondo canoni fissi. Anche se Gaijin si è sforzata moltissimo a ricreare una base storica accurata e ha riproposto l'ottimo modello di volo del suo precedente simulatore, sembra che continui a mancare un elemento irrinunciabile per la buona riuscita di un gioco come Birds of Steel.

Il giocatore ha a disposizione tre campagne storiche. Il periodo prebellico consente di prendere confidenza con il velivolo e al suo interno vengono spiegati i rudimenti del volo che abbiamo visto nelle pagine precedenti. C'è poi la campagna sul Pacifico negli anni '41-'42 sia dalla parte degli americani che da quella dei giapponesi. Come detto, prima di ogni missione c'è un filmato di diversi minuti, comunque saltabile, che spiega le vicende storiche e il perché si è arrivati al conflitto che poi vedrà protagonista il giocatore.

Ci sono 11 missioni nella campagna storica americana e 9 in quella giapponese. Si tratta, tra le altre cose, di eseguire bombardamenti in picchiata o l'affondamento di una nave tramite siluro o ingaggiare un combattimento aereo contro altri caccia con i mitragliatori, ma la varietà nelle missioni, come ho detto, non è il punto di forza di Birds of Steel.

Oltre alla missione principale ci possono essere delle missioni secondarie. Ad esempio, può venirci richiesto di abbattere tutti gli aerei nemici presenti nella mappa dopo aver sconfitto il bersaglio principale. Tuttavia, le missioni difficilmente durano più di 30/40 minuti: si ha, insomma, la sensazione tipica dei Call of Duty, ovvero che il gioco ci butti subito nel vivo della battaglia, facendoci perdere tutta la fase di preparazione e di post-battaglia (procedure di decollo, atterraggio o raggiungimento della destinazione).

Durante le battaglie, nel caso il proprio aereo sia irrimediabilmente danneggiato o nel caso si siano esauriti i siluri o le bombe, c'è la possibilità di passare da un pilota all'altro a battaglia in corso. Portando a compimento gli obiettivi, eseguendo le manovre e abbattendo gli aerei avversari, inoltre, si conseguono punti esperienza, con cui è possibile sbloccare, acquistare e personalizzare altri aerei.

Si può combattere con ciascuna delle nazioni impegnate nel conflitto mondiale: ci sono quindi aerei Usa, della Germania, dell'Urss, del Regno Unito, di Giappone, Australia e Italia. La schermata di selezione degli aerei presenta una suddivisione in base alla nazione di appartenenza di ciascun aereo. In questa prima versione di Birds of Steel ci sono 22 aerei dell'esercito statunitense, 24 per la Germania, 13 per il Giappone e 14 per l'Urss. Nel caso dei velivoli sovietici sono disponibili, tra gli altri, IL-2, LaGG, Yak; per gli Usa troviamo A-20 Havoc Boston Mk III, B-17, P-51D Mustang e per la Germania Arado Ar 234 Blitz (Lightning, primo bombardatore operativo), Focke-Wulf Fw 190 Wuerger, Heinkel He 111, Junkers Ju 87 Stuka, Messerschmitt Me 262, tra i primi aerei con motore a getto che offriva prestazioni sensibilmente superiori alle precedenti soluzioni con elica. Non manca il Gloster Meteor per il Regno Unito.

Ciascun aereo è riprodotto fedelmente nella simulazione con dati accurati che rispettano le caratteristiche storiche. Nella schermata di ogni aereo, infatti, si possono consultare i dati relativi alle seguenti voci: velocità e quota massima, tempo di rotazione, tasso di salita, autonomia e velocità in decollo. Il motore fisico di Birds of Steel, poi, fa sì che la velocità dei mezzi sia realmente determinata dalla gestione degli alettoni con la cloche e del timone, oltre che dell'equilibratore per gli spostamenti in avanti e indietro.

C'è poi tutta la parte di personalizzazione, visto che skin e decalcomanie possono essere modificate e applicate a piacimento sulle fusoliere degli aerei. La schermata di personalizzazione degli aerei consente, infatti, di piazzare decalcolmanie nella posizione desiderata, con la possibilità di modificare orientamento e dimensioni.

 
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