Hands-on Risen 2: rpg, pirati e voodoo dalla prospettiva di Piranha Bytes

Hands-on Risen 2: rpg, pirati e voodoo dalla prospettiva di Piranha Bytes

Abbiamo dedicato diverse ore alla versione preview di Risen 2 Dark Waters per PC. Ecco le nostre prime impressioni sulla storia, la profondità ruolistica, il comparto tecnico e l'esplorazione del mondo di gioco del nuovo action rpg dei creatori di Gothic.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Introduzione

Gli sviluppatori come i Piranha Bytes sono una razza in via di estinzione. Lo sanno bene gli estimatori di un certo tipo di Rpg vecchio stile, quelli dove il mondo di gioco è grande ma senza esserlo inutilmente; dove il combattimento è incentrato sull’abilità del giocatore e sbagliare vuol dire perdere, e perdere e perdere finchè non si impara dai propri errori; dove ogni problema si può affrontare in modi diversi a seconda di come abbiamo deciso di sviluppare il nostro personaggio; dove i dialoghi non sono pause tra un combattimento e l’altro per andare a fare la pipì o prendere da bere, ma momenti fondamentali per lo sviluppo della storia e per il nostro senso di immersione nell’avventura.

Soprattutto, gli Rpg a cui Piranha Bytes ci ha abituati e di cui rimane uno degli ultimi baluardi difensivi, sono quelli dove al giocatore non si fa nessuno sconto: devi essere tu a imparare le regole del gioco, e non il gioco a venire incontro alla tua pigrizia. Se fai lo sforzo di adattarti, il gioco non ti deluderà. Questa è stata la principale bandiera della software house tedesca fin dai suoi esordi nel 2001 con Gothic, passando per il suo seguito Gothic 2, lo sfortunato terzo capitolo Gothic 3 e approdando poi, dopo il divorzio con il publisher Jowood, alla nuova saga di Risen iniziata nel 2009.

Dagli esordi a oggi, però, il mercato è cambiato in modo piuttosto evidente. Oggi gli Rpg hanno in larga misura preso una piega diversa dai fasti di dieci anni e più anni fa, e si stanno sempre più adattando a sistemi di gioco più morbidi, semplici, intuitivi. Stanno sempre più privilegiando le componenti action rispetto alla riflessività di un tempo, ad esempio investendo meno nello sviluppo della storia e dei dialoghi a favore di sistemi di gioco ibridi che risultino più affascinanti per quei giocatori che vogliono premere un tasto e vedere qualcosa di fantastico accadere sullo schermo (la citazione, sì, è voluta).

Di fronte a questa evoluzione, o involuzione a seconda dei gusti, Piranha Bytes nel 2009 è scesa sul mercato a gamba tesa con un prodotto che diceva: “Questo è il nostro modello di Rpg, questo è quello che i nostri fan vogliono da noi, e questo è quello che abbiamo sviluppato in questi anni”. Il risultato è stato un successo: al netto di un porting Xbox 360 al limite dello scandaloso, Risen è stato (su Pc) un piccolo gioiello, sicuramente una perla rara nel panorama dei videogiochi di ruolo moderni. Difficile ma accattivante, profondo, vasto, con una buona grafica e una serie di piccole ma eccellenti idee, il titolo riusciva nella per nulla facile missione di imporsi come vero e unico erede dell’acclamatissima serie di Gothic, con buona pace di Jowood che si era tenuta i diritti sul nome per partorire, nel 2010, il deludente Gothic 4.

Con queste premesse sulle spalle, la nuova sfida di Risen 2: Dark Waters comporta per Piranha Bytes e per il loro publisher Deep Silver una serie di interrogativi di grande importanza. Sarà riuscito il team tedesco a bissare il buon lavoro raggiunto con il primo Risen, magari anche sistemando quei pochi problemi che comunque affliggevano il gioco? Avranno ceduto, come si è temuto nel corso dei mesi di sviluppo anche a fronte di una serie di dichiarazioni e di informazioni rilasciate, alla commercializzazione indiscriminata, alleggerendo aspetti delle meccaniche di gioco che allontanavano i cosiddetti “casual gamers” ma erano al tempo stesso adorati dai giocatori più scafati? Avranno mantenuto la classica impostazione alla Gothic, con la difficoltà quasi massacrante delle prime ore di gioco, o si saranno mossi per accontentare un pubblico più vasto assottigliando il livello di sfida e di profondità?

La preview che abbiamo avuto modo di testare, che mette a disposizione una consistente fetta di gioco di Risen 2, dà uno scorcio molto interessante di quali sono le risposte a queste importanti domande.

 
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