Hands-on Risen 2: rpg, pirati e voodoo dalla prospettiva di Piranha Bytes

Hands-on Risen 2: rpg, pirati e voodoo dalla prospettiva di Piranha Bytes

Abbiamo dedicato diverse ore alla versione preview di Risen 2 Dark Waters per PC. Ecco le nostre prime impressioni sulla storia, la profondità ruolistica, il comparto tecnico e l'esplorazione del mondo di gioco del nuovo action rpg dei creatori di Gothic.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Aspetto tecnico

Graficamente Risen 2 si presenta alzando la barra, pur partendo da un predecessore che su Pc già sapeva dire ampiamente la sua. Avendo provato una versione preview proprio su computer, è difficile dire al momento se gli sforzi per la versione console siano all'altezza della controparte Pc o se come nel caso del primo Risen il confronto sia semplicemente inesistente. A quanto abbiamo avuto modo di vedere, comunque, il lato forte dell'aspetto visivo di Risen è in primo luogo garantito dai meravigliosi paesaggi, resi con estrema cura e senza lasciare nulla al caso.

Colori e design degli ambienti, sia all'aperto sia al chiuso, sono di estrema qualità, e il salto in avanti più evidente è dato certamente dalle illuminazioni che rappresentano davvero un punto di assoluto prestigio per il titolo Piranha Bytes: che si tratti delle umide pareti di una caverna, di uno scorcio di spiaggia battuta dal sole oppure di una taverna rischiarata dalla luce delle candele durante la notte, gli effetti implementati nel gioco restituiscono sempre un effetto davvero magnifico, dosando perfettamente le ombre e la quantità di luce.

La nota dolente riguarda invece il design dei personaggi, che pur non avendo nulla di tragico è piuttosto chiaramente non all'altezza rispetto alla bellezza dei paesaggi: abbiamo ancora volti squadrati e lineamenti poco gradevoli, uniti spesso ad animazioni non molto convincenti, in particolar modo durante i dialoghi.

A questo proposito va aggiunto che con Risen 2 Piranha Bytes ha cercato in generale di dare un taglio molto più cinematografico all'azione narratoria del gioco, mettendo più attenzione alla “regia” dei dialoghi (e focalizzandosi appunto sull'inquadratura del personaggio con cui parliamo, di volta in volta), e inserendo anche cutscenes che erano pressoché assenti nel primo capitolo.

Questo nuovo taglio, fortunatamente, non va a discapito della componente più classicamente Rpg del gioco, ma anzi è dosato con saggezza e l'effetto finale è quello di rendere il tutto molto più vivo. Nelle cutscene in particolare il risultato è encomiabile, peccato solo che nei dialoghi rimanga qualche stortura, peraltro ereditata già dal primo Risen (e, è lecito sospettare, legata al motore di gioco). Sono di ottima fattura il sonoro e in particolare il doppiaggio che accompagna ogni singolo npc del gioco, particolari che del resto erano più che pregevoli già nel primo Risen.

Menzione particolare va all'interfaccia, spesso (e ultimamente in particolare) la vera croce di ogni Rpg – e non solo. La prima cosa positiva da notare è che evidentemente rimane una distanza tra il modo in cui essa è pensata tra la versione console e il modo in cui è pensata nella versione pc, perché almeno su quest'ultima piattaforma abbiamo a disposizione le classiche hotkey numeriche, più una comoda disposizione dei tasti principali (ad esempio per sparare, o per usare i famosi “colpi scorretti”) attorno ai comandi di movimento Wasd.

Anche l'inventario e in generale la disposizione dei menu risulta comoda per la navigazione, e per quanto possa sembrare poca cosa chiunque sia appassionato di questo genere di giochi non potrà che lasciarsi andare a un sospiro di sollievo, visto che col passare del tempo sembra che le software house non siano più in grado di progettare un'interfaccia decente, che non faccia impazzire i giocatori.

Altra nota positiva è la scalabità delle opzioni grafiche, che permetterà di gestire tante feature, dall'antialiasing al filtro anisotropico, passando per ombre, distanza visiva, densità del fogliamo e così via, al fine di rendere il prodotto giocabile sia sui sistemi ultramoderni sia su quelli più datati.

 
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