Hands-on Risen 2: rpg, pirati e voodoo dalla prospettiva di Piranha Bytes

Hands-on Risen 2: rpg, pirati e voodoo dalla prospettiva di Piranha Bytes

Abbiamo dedicato diverse ore alla versione preview di Risen 2 Dark Waters per PC. Ecco le nostre prime impressioni sulla storia, la profondità ruolistica, il comparto tecnico e l'esplorazione del mondo di gioco del nuovo action rpg dei creatori di Gothic.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Da spada e scudo a sciabola e pistola

Uno degli aspetti che ritengo fondamentali in Risen 2 è quello del combattimento. Ho sempre trovato particolarmente riuscite le meccaniche concepite tanto nei primi Gothic (specialmente il 2) quanto nel primo Risen. Il precedente capitolo di questa saga aveva un sistema di combattimento semplice ma molto efficace, perché era basato principalmente sulla capacità del giocatore di “capire” il proprio avversario di volta in volta, memorizzando i suoi pattern di attacco e scegliendo con cura e intelligenza il momento migliore per parare, usando il fondamentale scudo, e per contrattaccare, stando bene attenti a dosare il numero di colpi per non esporsi troppo. Il tutto sempre giocandosi con molta attenzione le distanze, la posizione, il movimento.

Insomma, se c’è una cosa che ho davvero amato del primo Risen era il senso di duello che ogni singolo combattimento mi riusciva a trasmettere: quasi mai, se non nelle fasi molto avanzate del gioco, era possibile o sufficiente lanciarsi a testa bassa tra i nemici roteando la spada come un pazzo e pretendendo di fare a fette i nemici. Anche godendo di un vantaggio dato dal livello di esperienza, dal buon equipaggiamento e così via, era sempre importante gestire con cautela e attenzione ogni scontro; questo era particolarmente vero a inizio gioco, anche qui in perfetto stile Gothic, perché prima di prendere bene la mano con le meccaniche di combattimento non c’era niente di più facile che trovarsi massacrati dal primo lupo o brigante che incrociavamo.

Che questo approccio rimanesse assolutamente invariato era, per me, un principio cardine di valutazione di questo nuovo Risen. E devo dire che qualche dubbio la demo me l’ha fatto venire. Come già anticipato dagli sviluppatori, il livello di difficoltà generale è stato sbilanciato verso il basso per accontentare quei giocatori che trovavano inaccettabile l’essere quasi impossibilitati a far strage di nemici fin dai primi minuti.

In Risen 2, già la prima missione ci mette nelle condizioni di massacrare alcune creaturine sulla spiaggia di Caldera, senza che si corra realisticamente il benché minimo rischio: basta trovare la spiaggia, individuare i mostriciattoli, sguainare la spada e buttarsi in mezzo roteando l’arma come dei pazzi. Confesso, ci sono rimasto un po’ male: mi è subito tornato alla mente il mio primo approccio con Gothic 2 (che ho giocato prima di Gothic 1), il momento in cui ho pensato bene di prendere a bastonate un lupo nella foresta e mi sono trovato del tutto inerme mentre la simpatica bestiola mi faceva letteralmente a pezzi. Risultato: incredulo e inferocito, certo, ma quando ore e ore dopo sono riuscito, imparando tutto con calma, a rendere pan per focaccia e uccidere il mio primo lupo… che soddisfazione!

Ecco, questa soddisfazione Risen 2 sembra volerla limitare, venendo più incontro ai giocatori che vogliono un approccio molto soft al gioco. Per fortuna, a rimettere subito tutto in carreggiata ci pensa, sempre nei primi minuti di gioco, l’istruttore dell’Inquisizione, con il quale è possibile accordarsi per duellare. Si tratta, anche in questo caso seguendo la vecchia filosofia, di un normale duello “in amicizia”, per prendere la mano con il sistema di combattimento: il nostro avversario del resto è un bell’osso duro e trovarsi contro di lui fa tornare subito alla mente quel senso di “duello” di cui parlavo prima in riferimento al primo Risen. Muoversi è fondamentale, tenere alta la guardia lo è ancora di più, trovare il tempismo perfetto tra una parata e un contrattacco è l’unico modo di raggiungere la vittoria.

A tutto questo si aggiungono una serie di novità che Risen 2 introduce completamente ex novo. Ricollegandosi all’ambientazione piratesca, anche il sistema di combattimento cambia di conseguenza, abbandonando quel sapore medievale del primo capitolo per passare a uno più canagliesco, adatto al mondo senza regole di corsari e bucanieri. Oltre a poter aumentare con i punti esperienza il nostro livello di maestria nella spada, potremo fare ricorso anche a una serie di “colpi scorretti” (dirty tricks) che vanno dal gettare sabbia negli occhi dei nemici, disorientandoli, allo stordirli colpendoli con un sasso o una noce di cocco; queste abilità secondarie sono ovviamente legate al tipo di oggetto che avremo a disposizione di volta in volta.

Ma al posto di questi mezzucci potremo anche dedicare i nostri punti esperienza all’uso delle armi da fuoco: pistole e moschetti possono infatti essere utilizzati in concomitanza alla nostra sciabola, dando varietà al sistema di combattimento. Il metodo con cui le armi da fuoco sono state introdotte nel già collaudato combat system di Risen mi ha trovato piuttosto soddisfatto: non essendo il gioco, ovviamente, un fps, l’arma principale rimane in linea di massima quella da mischia, ma è possibile affiancarle ad esempio una pistola con cui potremo sparare ogni tanto (a cooldown di qualche decina di secondi) per infliggere un danno sostanzioso al nemico. Mancare il colpo significa perdere questo bonus, ma al di là della sfortuna non comporta altre penalità.

Non è ancora finita perché oltre a spade e pistole, in Risen 2 avremo a che fare anche con un nuovo sistema di magia, il voodoo, anch’esso ovviamente inserito con l’intenzione di agganciarsi il più possibile al clima piratesco. Saranno i nativi delle isole a insegnarci le arti oscure e i rituali, che ovviamente comprendono elementi tradizionali e caratteristici come la classica “bambolina”, oltre ad abilità più dirette da usare in combattimento per fare danni ai nostri nemici. Un po’ come accadeva per la magia nel primo Risen, però, riuscire a mostrarsi degni di imparare queste arti segrete non sarà né facile né immediato.

Insomma, sommando tutto, che dire del sistema di combattimento di Risen 2? Di certo c’è qualche evidente differenza rispetto al primo capitolo. Il livello di sfida è stato generalmente abbassato, cosa che non potrà non far storcere il naso agli appassionati. Dall’altro lato ci sono tutta una serie di novità, come i “colpi scorretti”, le armi da fuoco e il nuovo sistema di magia, che stimoleranno senza dubbio la curiosità dei giocatori, anche quelli più a loro agio con i giochi Piranha Bytes.

A lasciare qualche dubbio è, in definitiva, non è tanto la “teoria” quanto la “pratica”: i comandi di gioco hanno qualche leggero ritardo nella ricezione, rendendo a volte frustranti gli scontri (ma il difetto può essere imputabile semplicemente alla build non ancora finale); in più, e questa è una cosa che trovo del tutto inspiegabile, non esiste nel gioco un vero e proprio sistema di “schivata”, cosa che rende il combattimento o molto ingessato oppure rischioso, perché, in sostanza, per poter gestire gli spazi ed evitare di trovarsi messi all’angolo dal nemico è necessario ogni volta scappare “manualmente”, abbandonando il lock sul proprio bersaglio e correndo via con il rischio però di dargli le spalle o di ruotare in modo scomodo la telecamera.

Questo è un difetto che mi capita sempre più spesso di trovare nei giochi d’azione, e che trovo francamente imperdonabile: per essere efficace e coinvolgente, un sistema di combattimento deve necessariamente basarsi sia sul lock del bersaglio (che significa poter scegliere un nemico tra tanti, e impostare automaticamente la telecamera e il movimento del nostro personaggio in base a quel nemico specifico), sia sul sistema di schivata, che regala mobilità e quindi possibilità tattiche.

In Risen 2 la mobilità della schivata esiste solo sacrificando i benefici del lock, cosa che rende gli scontri meno entusiasmanti e, nel caso degli scontri contro parecchi nemici, spesso anche frustranti. Come già accadeva nel primo Risen, e ancor di più in questo seguito, aumentare di livello e aggiungere nuove abilità migliora sensibilmente il sistema di combattimento, cosa che alla fine permette di controbilanciare i difetti elencati.

 
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