Soul Calibur V: la lotta continua, la leggenda vive, la storia si racconta

Soul Calibur V: la lotta continua, la leggenda vive, la storia si racconta

Una storia eterna in una delle serie di picchiaduro più valide della storia dei videogiochi. Entriamo in un mondo di arte, storie e design orientale con la recensione della versione Xbox 360 di Soul Calibur V.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
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Conclusioni

Soul Calibur V è sicuramente un prodotto di spessore. Che può consentire al giocatore di trovare ore e ore di divertimento. Forte di un roster solido e ampiamente cusotmizzabile, di modalità di gioco varie e profonde e di uno stile di lotta variegato e tecnico. Il cuore dell’esperienza non può che essere il comparto multiplayer, dove le competenze acquisite dall’utente, vanno a incrociarsi con quelle possedute da un altro – spietato – videogiocatore.

Il risultato, se a fronteggiarsi sono due giocatori di buon livello – è quello di essere coinvolti in veloci e letali danze di morte. In cui ogni lottatore cercherà di mettere a nudo le debolezze del nemico, cercando al contempo di sfuggire alla prevedibilità dei punti forti del proprio personaggio.

Quello che si può sottolineare, a livello di gameplay, sono gli sforzi per innovare le meccaniche di lotta, piuttosto marcati, e intrapresi nella direzione di consentire un maggiore controllo da parte dell’utente.

Il comparto tecnico di SC V è solido ma non spettacolare. I dettagliatissimi personaggi, si muovono senza incertezze (tranne per quanto riguarda i capelli lungi) in scenari spesso rigogliosi. Nulla, però, fa ‘gridare al miracolo’, come accadeva qualche anno fa. Decisamente ispirato ed evocativo il comparto audio. Voci (narratore e personaggi) azzeccate, effetti coerenti, colonna sonora sufficientemente epica.

La modalità storia torna curata e interessante. Ma poco ‘libera’ e sorprendente.

Il principale difetto di SC V, a conti fatti, risulta essere quello dell’accessibilità: se il genere e la saga vi piacciono, avrete (tanto) pane per i vostri denti. In caso contrario, il gioco fa davvero pochissimo per farsi scoprire e apprezzare, scevro di tutorial articolati e di appeal ‘per novellini’ com’è.

2 Commenti
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Baboo8524 Febbraio 2012, 20:26 #1
Moar chicks with moar boobs!

Tra l'altro hanno vestito di piu' Ivy...
Goofy Goober26 Febbraio 2012, 16:01 #2
Ce l'ho da 3 giorni, per alcuni aspetti preferisco Soul Calibur 4, per esempio per piccolezze quali mostrare i personaggi per intero quando li si scelgono invece delle carte da gioco del 5, e altre banalità.

Stupidissima la scelta di limitare la modalità storia ad un solo protagonista principale. A me fa schifo completamente lo stile di combattimento di Patroklos, come quello di altri low-range character, quindi ho immense difficoltà nei combattimenti contro la cpu. Peggio ancora Zwei, insopportabile la sua "spadina" che sembra rotta a metà da tanto è corta la lama rispetto alle dimensioni dell'elsa.

Devo ancora giocarlo a fondo, ma il solo fatto di non poter usare un long range nella storia (Nightmare come mio pg preferito, oppure Kilik/Xiba o altri) lo rende un megafail.

Meglio il fatto che le Critical Edge ora abbiano un senso durante il combattimento, in SC4 le supermosse finali dei personaggi erano quasi irrealizzabili in un combattimento, visto che avevano pre-requisiti estremi che le rendevano mosse inutili al fine di una vittoria contro avversari forti.

Purtroppo noto ancora come manchi completamente un metodo "introduttivo" al sistema di combatimmento. Non viene spiegato nulla, niente di niente, anche in modalità allenamento è lasciato tutto nelle mani del giocatore che DEVE capire da solo le mosse quando vanno eseguite e come contrastare gli attacchi avversari.
Questa cosa è ridicola in un gioco così profondo e complesso dal lato combattimenti, è come dire che son tutti "pozzi di scienza" dei picchiaduro e tutti autodidatti.

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