Soul Calibur V: la lotta continua, la leggenda vive, la storia si racconta

Soul Calibur V: la lotta continua, la leggenda vive, la storia si racconta

Una storia eterna in una delle serie di picchiaduro più valide della storia dei videogiochi. Entriamo in un mondo di arte, storie e design orientale con la recensione della versione Xbox 360 di Soul Calibur V.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
XboxMicrosoft
 

Roster

Elemento fondamentale della saga: mettere a disposizione un cast di lottatori altamente interessante, variegato e riccamente dettagliato. In più, negli ultimi capitoli, si era assistito a discutibili – per quanto fascinosi – cross over (come le comparsate di Darth Vader e Yoda). Infine, per completare il roster, c’è sempre da considerare il potente editor di personaggi, che mette l’utente in grado di creare lottatori ‘belli e convincenti’ nell’apparenza, per poi ‘associarli’ allo stile di duello di uno dei personaggi principali.

Per quanto riguarda il roster ufficiale, si ‘cade decisamente in piedi’. Per quanto, infatti, ci siano delle assenze ‘storiche’ piuttosto marcate, la scelta resta coerente, varia e sensata. Si va dalla potenza e ampio raggio di Siegfried o Astaroth, per arrivare all’imprevedibilità di Ivy e Voldo, passando per l’agilità di Tira e Raphael. Insomma: i personaggi sono tanti e variegati. Trovare il proprio stile preferito è inevitabile e fondamentale, per poter godere appieno del gioco. La composizione del roster, poi, segua anche una certa coerenza di fondo, per quanto riguarda le esigenze di trama. Visto che ogni lottatore risulta coinvolto doverosamente nelle vicende della Soul Edge. E visto che, praticamente ogni personaggio, può vantare una propria evoluzione, piuttosto coerente, legata al passare degli anni.

Per quanto riguarda le ‘guest star’, esse si riducono a due (visto che Yoshimitsu viene ormai considerato come parte integrante dell’immaginario di SC, oltre che di quello di Tekken). E sono decisamente più coerenti di quelle del recente passato. Si tratta, infatti, di Ezio Auditore – direttamente dal secondo ciclo di Assassin’s Creed – e di Devil Jin (si tratta di uno stile di combattimento e di una possibile customizzazione offerta al giocatore, nell’editor, direttamente mutuata da Jin Kazama di Tekken).

L’editor, infine, resta uno strumento di rara potenza nelle mani del giocatore. Efficace come poche volte ci è capitato di vedere, consente all’utente di creare guerrieri ‘belli’ e dettagliatissimi. Del tutto in grado di non sfigurare al cospetto di quelli ufficiali. Gli elementi da editare sono davvero numerosissimi. E si possono raggiungere livelli di variazione davvero sontuosi. Anche perché Namco sta ‘alimentando’ l’estro dei giocatori, rilasciando pacchetti di elementi attraverso DLC.

Una volta ottenuta la nostra skin ‘perfetta’, starà a noi associarla a uno stile di combattimento adeguato. Dopo di che, potremo utilizzare il nostro eroe in tutte le modalità di gioco (storia a parte) principali. Anche online.

 
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