Soul Calibur V: la lotta continua, la leggenda vive, la storia si racconta

Soul Calibur V: la lotta continua, la leggenda vive, la storia si racconta

Una storia eterna in una delle serie di picchiaduro più valide della storia dei videogiochi. Entriamo in un mondo di arte, storie e design orientale con la recensione della versione Xbox 360 di Soul Calibur V.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
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A tale of swords and souls, eternally retold

Interessante, in tutta la saga di SC, è il continuum delle vicende legate alla ‘spada demoniaca’. Per quanto il tempo passi e le generazioni si susseguano, il cast ‘centrale’, collegato più direttamente alle vicende della Soul Calibur, resta lo stesso (o si tratta di consanguinei dei protagonisti originali). Di norma, poi, le vicende presuppongono che un guerriero venga ‘posseduto’ dall’arma del male – ‘liberando’ il diabolico Nightmare – e che si formi una coalizione di ‘buoni’ desiderosi di ‘sigillare’ di nuovo la potenza oscura.

Vista l’importanza della storia, ogni capitolo di SC ha permesso al giocatore di giocare una modalità dedicata specificamente alla trama. In essa, si seguivano da vicino le vicende della Soul Calibur, seguendo i destini dei personaggi principali, incrociando le lame anche con personaggi inediti – disconnessi dal roster principale (con il crescere della potenza dell’editor di combattenti, questi scontri con lottatori ‘secondari’ sono divenuti più numerosi e convincenti).

Spesso, gli incontri in queste sezioni richiedevano un approccio particolare al gioco, per vincere magari in condizioni particolari di lotta. Anche Soul Calibur V non fa eccezione in questo senso. Questa volta, ci farà seguire le avventure di Patroklos (nientemeno che il figlio della veterana Sophitia). Il biondo guerriero ellenico, si muoverà – partendo dall’Europa orientale – dividendo i propri sforzi tra la ricerca della sorella Pyhrra (entrata in pericoloso contatto con la Soul Edge), e la lotta contro i Malfestati (essere umani posseduti e ‘votati’ alla causa della Spada Demonica) voluta dai potentati locali.

Lontani sono i tempi in cui il gioco ci consentiva di ‘gettare nella mischia’ della storia il nostro personaggio favorito, in cerca di nuove armi. Adesso utilizzeremo solo Patroklos – con ‘deviazioni’ minime su Pyhrra, il mercenario Z.W.E.I. e una versione ‘alternativa’ dello stesso protagonista greco -. E questo, qualora lo stile ‘corto e agile’ del guerriero figlio di Sophitia non facesse per noi, potrebbe rappresentare un problema. Di fatto, dovremo perfezionarci nell’utilizzo di Patroklos. Perché – per quanto numerosi capitoli della storia siano davvero semplici – verremo coinvolti anche in impegnative boss-fight, in cui, per avere la meglio, dovremo padroneggiare le tecniche dell’eroe ellenico.

A livello strettamente di trama, la vicenda scorre godibile. Piuttosto scontata, ma comunque abbastanza interessante. Meglio per quanto riguarda la tecnica narrativa, visto che la maggior parte degli sviluppi verrà descritta attraverso scene statiche e disegnate. In ottimo stile e molto curate.

 
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