Mass Effect 3: una prima analisi sulla demo

Mass Effect 3: una prima analisi sulla demo

Dalla scorsa settimana è disponibile la demo di Mass Effect 3: è l'occasione per iniziare a dare una prima occhiata al nuovo action rpg di BioWare. Considerate questo articolo come un primo approccio al gioco: pubblicheremo, infatti, altri approfondimenti nei prossimi giorni.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Co-op

Ma chiaramente la novità che può dare reale valore aggiunto a Mass Effect 3 rispetto al suo predecessore è la nuova componente multiplayer costruita intorno alle nuove missioni co-op. Ammetto di non aver giocato ancora molto, ma le prime partite sono state estremamente divertenti, profonde sul piano strategico e coinvolgenti grazie all'ottimo comparto grafico e agli effetti prodotti dalle abilità.

Prima di iniziare una missione co-op si deve scegliere se si vuole fare una partita pubblica o privata, la mappa tra le due disponibili nella demo e il livello di difficoltà. Ci sono tre livelli: bronzo, argento e oro, che hanno un impatto sulla forza delle proprie armi e abilità e sul numero di risorse vitali a disposizione del nemico.

Alla prima partita, insieme a Nino (ciao fratellino!), abbiamo deciso di impostare il livello di difficoltà più alto in considerazione della facilità con cui entrambi avevamo completato il single player della demo. Risultato? La partita termina dopo un minuto e dieci secondi, in quanto siamo stati accolti letteralmente da una selva di proiettili che non ci hanno lasciato neanche un istante per ragionare. In quel momento non abbiamo considerato qualche parametro: che la modalità multiplayer è pensata per quattro giocatori e non due, che bisogna crescere di esperienza per essere realmente competitivi, che il livello di difficoltà del multiplayer non corrisponde a quello del single player, che bisogna muoversi molto sulla mappa e coordinarsi negli spostamenti.

Per giocare in quattro in realtà occorre fare una partita pubblica, e il matchmaking si occupa automaticamente di trovare i giocatori. È più difficile entrare a far parte di una partita insieme a un amico, perché il matchmaking della demo non riserva due slot lasciando gli altri due alla selezione casuale del sistema. Se si vuole giocare con gli amici, dunque, il sistema più comodo è trovare altri tre amici disposti a giocare e creare una partita privata. Il matchmaking per le partite pubbliche è tuttavia ancora fortemente deficitario: necessita di diversi aggiustamenti in vista della versione finale del gioco.

Le missioni co-op non hanno componente narrativa realmente profonda e sono strutturate intorno alle ondate. Nella maggior parte delle ondate occorre difendersi dagli attacchi del nemico e annientare una dopo l'altra tutte le minacce presenti nella mappa. Ma ci sono anche ondate in cui vengono generate casualmente delle missioni. Ad esempio può capitare di dover disabilitare alcuni strumenti Cerberus, di annientare specifiche minacce o di difendere per cinque minuti una postazione predefinita. Queste sono le ondate che presentano maggiore difficoltà e richiedono la collaborazione con i compagni per essere terminate. Al termine di ogni ondata bisogna recarsi nei punti di rifornimento delle munizioni per ricaricare i caricatori delle armi, mentre l'ondata finale prevede di pattugliare la zona di estrazione per qualche minuto per poi essere estratti dalla nave di turno e lasciare definitivamente la mappa.

Si acquisisce esperienza per ogni nemico affrontato, per le azioni di assistenza, dopo aver rianimato un compagno ferito e per aver portato a termine gli obiettivi. Le uccisioni non danno sempre la stessa quantità di esperienza, visto che quest'ultima varia a seconda di come è stato ucciso il bersaglio (per esempio se con colpo alla testa o attraverso combinazione di abilità). Per le ondate con le missioni speciali, invece, vengono assegnati dei crediti. Questi ultimi possono essere spesi per acquistare pacchetti di equipaggiamento che, in base a una determinazione casuale, danno nuovi item da usare nelle battaglie.

In questi pacchetti si possono trovare nuove armi, personaggi per il multiplayer, punti esperienza supplementari, modifiche per le armi e pezzi di equipaggiamento. Tutti questi update possono essere usati solamente per una volta: pensate ad esempio a granate o a razzi da lanciare con il lanciarazzi. Ci sono anche il medi-gel, per autocurarsi dopo una morte, gli scudi, i proiettili incendiari, e così via. Visto che si possono utilizzare solo per una volta, il giocatore deve essere accorto a spendere queste risorse, individuando il momento catartico nelle partite multiplayer.

Ma perché questa modalità è così divertente? Innanzitutto perché offre l'azione tipica di Mass Effect a un nuovo livello di velocità, sfruttando anche le novità sul piano delle animazioni e dei movimenti dei personaggi. Poi perché richiede la combinazione delle abilità e, quindi, la collaborazione tra i giocatori. Pensate all'effetto di sollevamento dato da Singolarità combinato alla devastazione che può produrre Deformazione applicata da un altro giocatore subito dopo.

Poi, per ogni tipo di avversario, occorre impiegare una tattica diversa. I nemici gestiti dall'IA, infatti, sono più o meno vulnerabili a seconda dell'abilità scagliata contro di loro. Per esempio i Guardiani hanno uno scudo che deflette i colpi delle armi, e solamente con Onda d'Urto perdono una certa quantità di energie vitali mettendo da parte lo scudo per qualche istante. Nemesi è un avversario femminile che si sposta velocemente e colpisce con un preciso fucile laser. Contro di essa è molto forte Singolarità, perché va a scovarla anche dietro le coperture. Contro i Centurioni serve molta potenza di fuoco, magari qualche colpo da distanza ravvicinata con lo shotgun. Infine, Atlas è una sorta di mech praticamente inabbattibile, a meno di concentrare la potenza di fuoco dei quattro giocatori presenti sulla mappa.

Certo, in definitiva è da intendersi soprattutto come un esperimento, ma la componente multiplayer di Mass Effect 3 può dare longevità al gioco come succede con i vari Gears of War o Uncharted. BioWare ha, inoltre, grossi margini per migliorarla, magari pensando a una modalità competitiva o introducendo la cooperazione anche nella tradizionale campagna single player.

 
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