Mass Effect 3: una prima analisi sulla demo

Mass Effect 3: una prima analisi sulla demo

Dalla scorsa settimana è disponibile la demo di Mass Effect 3: è l'occasione per iniziare a dare una prima occhiata al nuovo action rpg di BioWare. Considerate questo articolo come un primo approccio al gioco: pubblicheremo, infatti, altri approfondimenti nei prossimi giorni.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Le novità

Secondo quanto aveva fatto sapere in passato Casey Hudson, direttore del progetto Mass Effect, con questo terzo capitolo BioWare intende principalmente affinare le caratteristiche vincenti di Mass Effect 2, modificando alcuni equilibri per migliorare il senso dell'esplorazione, avere combattimenti più intensi, rendere ancora più interattiva la storia, consentire una ricca personalizzazione dell'equipaggiamento, delle armi e dell'aspetto estetico dei personaggi. BioWare non vuole che i giocatori dedichino molto tempo all'aspetto numerico dell'esperienza ruolistica: insomma, non devono controllare pedissequamente se un'arma garantisce qualche punto di energie vitali sottratte in più all'interno di un complicato inventario.

Proseguendo con l'approccio del secondo capitolo, quindi, Mass Effect 3 è più un gioco d'azione che un gioco di ruolo tradizionale. Se il primo capitolo imponeva di interrompere l'azione troppo frequentemente per controllare statistiche e modificare l'equipaggiamento, questo terzo episodio sarà fluido come il secondo da questo punto di vista, facendosi giocare nel single player anche da un pubblico non esperto di giochi di ruolo. Il single player, insomma, sembra essere fatto soprattutto per seguire la storia, anche per via della continua presenza di lunghe sequenze di intermezzo.

Tutto questo farà in modo che a livello di meccaniche di gioco di base Mass Effect 3 non differirà in maniera notevole rispetto al capitolo precedente, e questo elemento, è la prima sensazione, probabilmente costituirà il primo (forse l'unico?) reale difetto della nuova produzione BioWare. Nel single player, insomma, è soprattutto una storia nuova, piuttosto che un gioco nuovo. Il discorso cambia, come vedremo, se si parla di multiplayer.

Detto questo, non mancano le novità nella struttura di gioco e nel sistema di combattimento. La più importante, a mio modo di vedere le cose, riguarda le nuove biforcazioni negli alberi delle abilità. Quando si guadagnano punti esperienza da incanalare nei rispettivi alberi di abilità e si arriva al livello 4 per ogni abilità, il giocatore può decidere in quale tra due rami specializzarsi. Ad esempio può propendere per una magia più efficace nel raggio d'azione piuttosto che ottenere tempi di ricarica più rapidi. Si tratta di un'ulteriore personalizzazione dell'esperienza di gioco non indifferente, perché dà profondità proprio al carente aspetto ruolistico di Mass Effect.

Nel single player, poi, bisogna prestare attenzione anche all'evoluzione degli altri personaggi che accompagnano Shepard nell'avventura, gestiti dall'IA. Evolvere solo il Comandante, infatti, rende la squadra debole, e in un gioco dove è fondamentale la combinazione delle abilità e il supporto questo potrebbe rivelarsi deleterio. Come al solito il giocatore può dare ordini ai membri del team, stabilire la loro prossima azione, le armi che devono usare e le abilità da lanciare sul nemico.

Si nota un aumento di velocità nei combattimenti rispetto al capitolo precedente (circa il 10/15%), che si traduce principalmente in maggiore spettacolarità e fluidità delle immagini, piuttosto che in rinnovata difficoltà. Completare il single player della demo è estremamente semplice, infatti, anche se probabilmente BioWare ha scelto delle parti molto abbordabili per lo scopo dimostrativo. La sensazione è che comunque la sfida sia stata relegata unicamente al co-op.

Se la prima missione è ambientata sulle macerie dopo l'attacco dei Razziatori sulla terra, la seconda missione della demo è ambientata sul pianeta Sur'Kesh dove Shepard, insieme a Garrus e Liara, deve salvare una femmina fertile krogan dall'attacco di Cerberus. Questa missione evidenzia quelli che probabilmente sono il miglior pregio e il miglior difetto in assoluto di Mass Effect. Innanzitutto, ogni missione apre al giocatore un universo inedito con storie tutte da vivere e contestualizzate in scenari fantascientifici densi di significati e di fascino. Insomma, Mass Effect si conferma come lo Star Wars dei videogiochi, dove molta attenzione è riposta proprio nella varietà, nel "realismo" e nella precisione narrativa nel raccontare mondi e storie di personaggi molto diversi tra di loro.

Il difetto invece riguarda una certa ripetitività negli ambienti di gioco. In Mass Effect 2 quasi tutti i mondi nascondevano in realtà una serie di pretesti di combattimento, con coperture disseminate, certe volte un po' alla buona, per i livelli di gioco. Sur'Kesh evidenzia che BioWare si è sforzata di migliorare il suo gioco anche da questo punto di vista, confermandosi più realistico dei mondi di Mass Effect 2 e offrendo più profondità al giocatore nello stabilire le tattiche e nell'organizzare gli spostamenti. Ma il problema non è stato superato completamente, perlomeno su questa mappa, che continua a dare la sensazione di essere semplicemente una serie di coperture, messe proprio lì per venire in soccorso del giocatore.

Torniamo alle novità, per parlare dei nuovi movimenti di Shepard: adesso può, infatti, buttarsi a destra o a sinistra nell'obiettivo di schivare i proiettili e le abilità del nemico, può sporgersi oltre le coperture e sparare al di là di esse senza esporre parti del corpo. È stata rimossa, inoltre, la barra della fatica quando si corre, rendendo concitato questo movimento come lo è in un Gears of War. Ci sono novità anche nel sistema di combattimento corpo a corpo, con nuove animazioni e nuovi attacchi per ciascun personaggio che evidenziano l'efferatezza di questi attacchi.

Si nota anche un miglioramento dell'intelligenza artificiale, visto che i nemici adesso sfruttano funzioni diverse e si coordinano con maggiore efficacia tra di loro. Riescono a individuare le parti della mappa in cui conviene concentrare gli attacchi e sanno difendersi a vicenda. Sono più furbi a sfruttare i momenti di difficoltà del giocatore o dei giocatori nel caso del co-op. Nemici con caratteristiche complementari, inoltre, procedono insieme: per esempio gli Husk, che riescono a demolire le coperture, vanno in giro coadiuvati da soldati in grado di garantire notevole fuoco di soppressione.

Quanto alle armi, adesso qualsiasi classe può usare qualsiasi tipo di arma. C'è però un limite al numero di armi trasportabili contemporaneamente per ogni classe ad eccezione del Soldato. Tornano le modifiche alle armi, e questa è forse una delle novità più importanti in assoluto rispetto a Mass Effect 2. I giocatori possono installare mirini, stabilizzatori, lanciagranate, alle armi di base. Nella componente multiplayer tutti questi accessori vanno sbloccati, offrendo un vantaggio nel lungo periodo ai giocatori più esperti. Le aggiunte alle armi modificano anche l'aspetto di queste ultime, oltre che le prestazioni sul campo di battaglia. Tornano anche le granate, con aspetti e caratteristiche differenti.

 
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