NBA 2K12: gli stupefacenti miglioramenti di una serie eccelsa

NBA 2K12: gli stupefacenti miglioramenti di una serie eccelsa

Il prodotto di Visual Concepts non smette di stupire, specialmente in una stagione così difficile per gli appassionati di basket Usa. Si parte dalla già ottima base del capitolo precedente, ma quale sarà il punto di arrivo?

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Profondità di gioco: sul parquet

Ma quanto detto fin qui non basta. Nba 2k12, infatti, rappresenta una grande evoluzione anche in termini di stretta simulazione. Se già lo scorso anno si poteva di re di avere tra le mani un profondo e realistico gioco di basket, quest’anno si deve ammettere di essere andati oltre. Visual Concepts, infatti, ha snellito la mole della simulazione (riuscendo nell’impresa di aumentare la spettacolarità delle partite – nel 2011, infatti, mancava un po’ della ‘magia’ dell’Nba – senza appiattire nemmeno un po’ l’approccio alla gara) e limato e perfezionato il controllo su ogni aspetto della gara.

La difesa per prima cosa: i nostri atleti sono molto più reattivi e ‘furbi’. Con un po’ di tempismo, infatti, ci si potrà produrre in furti e intercetti che, l’anno scorso, restavano quasi solo ad appannaggio della cpu. La marcatura, nel complesso, risulterà meno aggressiva e asfissiante: dovremo ‘guidare maggiormente’ i nostri difensori, per resistere negli uno contro uno. Questo da un lato consente un po’ più di ‘numeri offensivi’, ma dall’altro risulta perfettamente bilanciato, grazie alla citata maggiore reattività dei difensori. Per quanto riguarda la difesa a zona, invece, avremo, segnalati sul parquet, i settori che ciascun atleta dovrà coprire.

In questo modo, sapremo sempre cosa fare. Lavoro geniale, quello operato su tutte le ‘scorciatoie’ che ci permetteranno di decidere rapidamente l’approccio della squadra in fase di non possesso: molto più agili i raddoppi, utilissimi gli atteggiamenti ‘complessivi’ rapidamente in grado di stravolgere il team (oltre a zona, uomo e vari tipi di pressione, infatti, si può optare per il focalizzare l’attenzione su diverse tipologie di giocatori, rendendo l’area impenetrabile, o piantonando il perimetro o ancora aggredendo le ‘stelle’ avversarie). Tutto ricco, realistico e ‘semplice’ da padroneggiare.

Tante e positive, anche le novità in attacco. Ricalcolata alla grande la fisica, si è optato per ‘favorire’ (senza esagerare o appiattire) la giocata d’effetto, tipica dell’Nba. Adesso, le azioni in solitaria sono molto più fluide e senza soluzione di continuità. Tutto va gestito con lo stic sinistro abbinato ai dorsali. La facilità d’esecuzione e la molteplicità di possibilità è semplicemente impressionante. Ogni colpo visto o pensato da un atleta vero, sarà replicabile. Si è anche optato per rendere il post un movimento scelto con consapevolezza (premendo Y o Triangolo). Una volta ‘entrati’ in questa fase, la solita pletora di opportunità da realizzare con lo stick e i trigger.

Questa ricchezza ‘potenziata’, però, porta a parlare dell’unico vero difetto di Nba 2k12: la curva di apprendimento è ripida. Le mosse da padroneggiare tantissime. Quello che manca è un vero tutorial all’altezza. Infatti, la modalità ‘Training Camp’ – in cui una stella del passato ci insegnerà ogni mossa possibile – è davvero pensato male (su tutto: dovremo forzatamente ripetere il trick che ci è stato mostrato, fino a quando non lo eseguiremo correttamente. Una volta fattolo, però, non lo potremo più ripetere, e dovremo proseguire nell’allenamento). Mancanza grave, visto quanto c’è da memorizzare (e le mosse, poi, spesso sono molto simili e non semplici, nella modalità di esecuzione pad alla mano).

Anche in fase offensiva si è assistito a un arricchimento degli schemi, andato di pari passo con una semplificazione delle chiamate. Oltre alle giocate più arzigogolate, infatti, ogni team avrà soluzioni ‘sicure’, in grado di andare a creare giocate premianti le stelle o le tipologie d’azione più funzionali al tema in questione.

Da ultimo citiamo la strabiliante realizzazione degli atleti: apparenze e movenze, ormai, sono perfette. E, nel caso dei movimenti, vanno a incidere pesantemente sulle possibilità di vittoria: dovremo essere in grado di leggere il linguaggio del corpo dei nostri giocatori, per capire quando effettuare il tiro o cercare la stoppata.

 
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