NBA 2K12: gli stupefacenti miglioramenti di una serie eccelsa

NBA 2K12: gli stupefacenti miglioramenti di una serie eccelsa

Il prodotto di Visual Concepts non smette di stupire, specialmente in una stagione così difficile per gli appassionati di basket Usa. Si parte dalla già ottima base del capitolo precedente, ma quale sarà il punto di arrivo?

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Profondità di gioco: modalità

Oltre alle rivisitazioni storiche, Nba 2k12 si arricchisce notevolmente anche nelle altre modalità di gioco. Ritornano ‘Associazione’ (dove si gestirà nel complesso tutto l’andamento di una franchigia Nba) e ‘Stagione’ (in cui ci si concentrerà solo sull’aspetto di gioco e di tattica, lungo un’annata Nba). Esse sono ‘ritoccate’, ma non stravolte, per risultare più funzionali e rapide. Interessante, poi, la possibilità di giocare ‘Alleanza online’, competizione in cui ogni singolo giocatore viene controllato da un utente (ma se non si è in 5, ci si può comunque appoggiare alla Cpu).

Per quanto riguarda, complessivamente, l’esperienza online, si può essere sostanzialmente soddisfatti. Con il passare delle settimane, infatti, gli iniziali problemi di latenza, paiono essersi notevolmente ridimensionati e l’accesso alle partite risulta piuttosto rapido. Non convince del tutto, però, la poca versatilità del matchmaking, così come la sostanziale rigidità delle opzioni di personalizzazione delle partite contro i propri amici.

La maggior profondità e le migliorie più vistose, però, riguardano la modalità ‘Il mio giocatore’. Dopo aver creato un nostro atleta – tramite un editor davvero molto molto profondo – dovremo guidarlo alla conquista dell’Nba. La vera novità sta nella profondità, nella completezza e nella ricchezza della parte ‘ruolistica’ di questa modalità, nel ‘capitolo 2012’. A questi livelli non si era mai arrivati. Il nostro ‘avatar’ infatti, seguirà tutti i passi di un vero giocatore Nba, con qualche snellimento nelle fasi d’esordio: i training camp, infatti, saranno sostituiti da una esibizione al Madison Square Garden, in cui tutte le matricole si metteranno in mostra, in ottica Draft. Dopo questa esibizione, verremo contattatati, per delle ‘interviste’, dalle tre franchigie che più credibilmente potrebbero aver bisogno delle nostre prestazioni. Poi sarà il momento del Draft vero e proprio. Con il Commissioner Nba, David Stern, che annuncerà tutte le chiamate, fino al momento in cui il ‘nostro’ giocatore verrà effettivamente scelto. Una volta in squadra – con l’obiettivo Hall of Fame sempre in testa – dovremo crescere. Attraverso partite e allenamenti in cui guadagnare punti, da spendere per migliorare le nostre caratteristiche.

Interessante anche l’introduzione di ‘sotto-missioni’ che si attiveranno a seconda dell’andamento delle partite (ad esempio: se la squadra sta andando molto male, ci verrà chiesto di guidare un significativo mini-parziale, per aprire la strada della rimonta o, se la partita dovesse essere molto equilibrata, dovremo evitare pericolosi turnover).

Interessantissimo anche il comparto off-court, dove creeremo la ‘vita sociale’ della nostra superstar. Conferenze stampa, pubblicazione su copertine di riviste, donazioni benefiche… Ci sono davvero tanti ‘mezzi’ per tratteggiare la personalità del nostro alter ego virtuale. In questo modo, varierà molto anche la sua ricezione nel mondo di gioco, nella Lega e nello spogliatoio. La componente ‘ruolistica’, insomma, è davvero ricca come non mai.

 
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