Videogiochi: cosa aspettarsi dal 2012 - Seconda parte

Videogiochi: cosa aspettarsi dal 2012 - Seconda parte

Continuiamo il nostro percorso fra i titoli più attesi del 2012 con questa seconda e ultima parte. Analizziamo, tra gli altri, Aliens Colonial Marines, Grand Theft Auto V, The Last Guardian, Max Payne 3, Guild Wars 2 e Tomb Raider.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Grand Theft Auto
 

Max Payne 3 (PC, PS3, 360)

Max Payne 3 è una sorta di reboot della serie che suggerisce sensazioni diverse rispetto alla tradizione per lo stile visivo, lo scenario, le sequenze di intermezzo e la rinnovata personalità del suo personaggio protagonista.

È ambientato otto anni dopo le vicende raccontate nel precedente capitolo della serie. Max è ormai un uomo distrutto, travolto dalle vicende della vita, che ha ottenuto successo solo nella vendetta che stava cercando e che i due giochi precedenti ci hanno meravigliosamente raccontato. È sempre dipendente dagli antidolorifici e ha lasciato la polizia di New York. All'inizio del nuovo capitolo incontra un ex-collega, tale Raul Passos, che gli propone un nuovo lavoro di sicurezza personale a San Paolo. Raul gli racconta di trovarsi molto bene nella nuova realtà e sostiene che questo tipo di lavori sono ben retribuiti. Max non ha più niente da perdere, nessuno stimolo per continuare la sua vita a New York, e accetta passivamente.

Questa prima fase del gioco è dunque ambientata a New York, ma il grosso di Max Payne 3 sarà contestualizzato a San Paolo. A differenza degli altri giochi Rockstar basati sul motore grafico proprietario RAGE, poi, Max Payne non è ambientato in un mondo aperto e questo consente di avere maggiore cura per i dettagli.

Torna il bullet time. La scena risulta rallentata e tutto intorno a Max si distrugge dinamicamente e realisticamente. Si vedono i proiettili, che sono renderizzati in tempo reale. La spettacolarità tipica di Max Payne viene portata ai massimi livelli, anche se ovviamente nel frattempo sono usciti tanti altri giochi con il bullet time e ovviamente il fattore novità che sconvolgeva con i primi due capitoli adesso è notevolmente affievolito. La presenza della fisica e della tecnologia euphoria rendono però queste immagini fortemente coinvolgenti.

Rockstar ha pensato a un nuovo sistema di coperture: spetta al giocatore decidere se vorrà coprirsi o ricorrere al rallentamento del tempo. Le coperture possono sfaldarsi e non essere più tali grazie alla tecnologia di distruzione degli ambienti di gioco. C'è anche il cosiddetto "ultimo colpo", che il giocatore può sparare anche quando è stato ferito a morte: in questi casi, da terra, se ha buoni riflessi può colpire chi l'ha ridotto in quelle condizioni. In caso di esito positivo si ottiene un boost di adrenalina che rimette Max in piedi.

La gestione delle vite è quella classica e fedele a quella del gioco originale. La gestione delle armi è stata invece modificata, e adesso c'è una weapon wheel molto simile a quella vista in Red Dead Redemption. Max può impugnare un'arma per ciascuna mano, e quindi ricorrere alla classica doppia pistola, o impugnare armi più grandi che tengono impegnate entrambe le mani. In quest'ultimo caso si tratta di fucili d'assalto automatici o di shotgun.

Ci sono due modi per raccontare la storia nel terzo capitolo dello shooter con il bullet time: lo stile con le graphic novel tipico del passato e le sequenze cinematografiche classiche. Le graphic novel sono però animate e renderizzate in real time dal motore del gioco: i personaggi continuano a muoversi anche se lo schermo è diviso in varie parti come vuole la tradizione e ci sono nuovi effetti grafici. Il giocatore continua a sentire la voce di Max, che comunica al giocatore i suoi pensieri anche quando non parla direttamente con altri personaggi.

Un'altra cosa su cui gli sviluppatori hanno prestato grande attenzione è la mira. In qualsiasi momento il personaggio interpretato mantiene la mira a 360 gradi, e ciò succede anche quando è prono o quando corre all'indietro. Insomma, il funzionamento della mira è simile a quello di uno shooter in prima persona anche se, ovviamente, Max Payne resta uno shooter in terza persona.

Lo sviluppatore nordamericano ha realizzato set con migliaia di animazioni che rendono i movimenti di Max realistici. La tecnologia di terze parti euphoria consente, infatti, la simulazione ottimale del rapporto tra modelli poligonali e terreno: ogni passo, infatti, è appiccicato a terra e il personaggio non slitta in nessuna circostanza. Durante il gameplay, inoltre, si sente il peso del corpo di Max e la tensione dei muscoli delle sue gambe quando entra in modalità bullet time. Quando salta, poi, apre il braccio per prepararsi all'impatto con il terreno.

 
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