Zelda Skyward Sword: dopo 25 anni, si torna alle origini del mito

Zelda Skyward Sword: dopo 25 anni, si torna alle origini del mito

L’importante anniversario della grande saga ci porta alla base del mito. Per un capitolo ‘atipico’: più ludico che avventuroso. Ma comunque magico.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

La Leggenda di Zelda

Approcciarsi alla Leggenda di Zelda, in pressoché ogni sua incarnazione, è qualcosa di più che cimentarsi con un videogioco. Tanto per cominciare, ci si relaziona con una saga che, da 25 anni – clamoroso record per il settore –, ha saputo garantire coerenza, magia, fantasia e avventura. Senza discostarsi da una semplicità di fondo, tipica e amabile.

Oltre al ‘mito’ videoludico, c’è l’immersività del mondo di Hyrule (o delle lande a esso attigue e correlate): ogni Zelda, infatti, ci impone una trasferta. Gradita, ma totale e davvero immersiva. Viaggiare con Link richiede dedizione e passione. Le terre da attraversare sono enormi e ricche. Popolate di personaggi indimenticabili, simpatici o ‘scomodi’. Ma, soprattutto, questi meravigliosi immaginari, hanno regole tutte loro. Da imparare e possedere, per potersi avventurare entro i loro confini. Certo: c’è una ‘continuity’ di fondo: ‘strizzate d’occhio’, citazioni e rimandi sono all’ordine del giorno. E rappresentano un gustoso appiglio per il giocatore che, tramite essi, si sentirà ‘coccolato’ e alla presenza di vecchi amici.

Importante, poi, la componente ‘ludica’. Aggirarsi in compagnia di Link, infatti, sarà come gironzolare per un enorme parco giochi. Dove – con innocenza e stupore – potremo tornare bambini per un po’. Curiosando, sperimentando. All’insegna del divertimento e dell’esplorazione. Sempre pronti a lasciarci stupire.

 
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