Star Wars The Old Republic: BioWare dà la caccia a Warcraft

Star Wars The Old Republic: BioWare dà la caccia a Warcraft

Tutto quello che c'è da sapere sul MMORPG destinato a cambiare il mercato. Resoconto dalla beta, classi, razze, Flashpoint, Operation del videogioco più costoso di sempre.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
Star Wars
 

Compagni e professioni, ovvero: tu lavori e io guadagno

Molto originale e interessante è infine il sistema di professioni che Bioware ha concepito per il suo mmorpg. Per prima cosa è necessario sapere che giocando a The Old Republic non saremo mai soli, non solo perché ci troveremo su server popolati da migliaia (speriamo) di altri giocatori, ma anche perché fin dai primi livelli di gioco il nostro personaggio incontrerà un “compagno”, specifico per ciascuna classe, che ci accompagnerà per tutto il resto del gioco.

Il concetto lanciato da Bioware, con una mossa inedita e davvero interessante, è quello di adattare a un mmorpg il concetto ormai classico del “party” di tutti i suoi più famosi Rpg, da Knights of the Old Republic a Mass Effect. Anche in Swtor, infatti, andremo a costruire un nostro ‘gruppo’ di compagni Npc. Con questi personaggi potremo interagire in vari modi, innanzitutto potremo ‘evocarli’ in ogni momento per assisterci in battaglia (esclusi i momenti strettamente sociali, come i dungeon o le warzone pvp), poi potremo anche dialogarci in momento ben precisi, sempre secondo la stessa filosofia che abbiamo già visto in Kotor e soprattutto in Mass Effect (i classici momenti a bordo della Normandy in cui i nostri amici hanno “qualcosa da dirci”).

Ognuno di questi compagni avrà una propria personalità e reagirà in modo diverso alle nostre azioni e al modo in cui ci rapporteremo con gli altri npc. I compagni non ragionano in termini di “lato oscuro” o “lato chiaro”, ma in termini di onestà, correttezza, fedeltà eccetera… comportandoci in un modo che trovano condivisibile aumenteremo il grado di affezione con ciascuno di essi sbloccando vari bonus. I fan di Bioware riconosceranno insomma un sistema già rodato in titoli precedenti, un sistema classicamente tipico degli Rpg single player che per la prima volta viene trasposto nel mondo dei mmorpg.

Come se non bastasse, i compagni avranno anche un ruolo determinante nel sistema di professioni lavorative del gioco. Ci sono, come sempre, vari tipi di lavori a cui potremo dedicarci, suddivisi in “crafting”, ovvero professioni che ci permettono di creare cose, e “gathering” ovvero quello che ci permettono di raccogliere i componenti e i materiali necessari alla costruzione. In quest’ultimo caso il funzionamento, in parte, è molto simile a quanto già visto in passato: in giro per le mappe troveremo vari tipi di risorse con cui interagire, ad esempio formazioni minerali da cui estrarre i cristalli per la costruzione delle spade laser.

A questo si aggiunge però un sistema parallelo: potremo infatti chiedere al nostro compagno di “andare in missione” per cercare i materiali al posto nostro. In parole povere, mandando il nostro compagno in missione, lo vedremo sparire per un certo lasso di tempo (qualche minuto, in cui non sarà utilizzabile in alcun modo) per poi tornare con vari tipi di oggetti. Allo stesso modo funziona il sistema di crafting: sarà il nostro compagno a occuparsi manualmente della costruzione dei vari prodotti, sparendo per un certo lasso di tempo.

Cosa significa questo sistema? Significa che per dedicarci alle professioni non avremo bisogno di rinunciare a tempo di gioco dedicabile a cose magari più divertenti e meno macchinose, perché tanto il nostro personaggio sarà sempre a disposizione per fare quest, per fare pvp, esplorare, andare nei dungeon eccetera eccetera. Del “lavoro” si occuperà il nostro compagno per i fatti suoi, lasciandoci liberi di fare tutt’altro. L’idea è ovviamente davvero originale e l’unica attenzione che richiederà è quella di dosare bene i tempi in cui il compagno è indisponibile, ma bilanciato quell’aspetto il sistema dovrebbe risultare piacevole per tutti i giocatori, anche quelli che hanno intenzione di dedicare molto tempo all’aspetto ‘commerciale’ del gioco.

 
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