NHL 12: welcome to Los Angeles, California, it's hockey time!

NHL 12: welcome to Los Angeles, California, it's hockey time!

Recensione dell'ultima versione di NHL, una delle serie di simulazione sportiva più riuscite in senso assoluto. Nuovo motore fisico per gli impatti e per la gestione del disco, intelligenza artificiale rivista e inedite modalità di gioco sono le principali novità di questa edizione 12 ma, ve lo assicuriamo, non sono gli unici spunti di interesse.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Hockey sul ghiaccio

Probabilmente meraviglierò più di una persona dicendo che la serie di hockey di EA Sports è una fra le serie a cui ho dedicato più tempo della mia vita videoludica. Non so ben dire cosa mi affiscini così tanto: certamente il tipo di disciplina, una delle più viscerali e adrenaliniche in senso assoluto, ma sicuramente anche il livello tecnologico raggiunto dalla serie, che da questo punto di vista si conferma con l'edizione 2012 ai vertici all'interno del genere delle simulazioni sportive.

Il realismo delle partite di hockey sul ghiaccio della massima divisione agonistica per questo sport non è l'unica carta vincente dei giochi della serie NHL di EA Sports. Si tratta di prodotti che offrono una longevità praticamente sterminata, consentendo di affrontare un'intera carriera nel mondo dell'NHL che prevede la selezione degli atleti, l'ingaggio di nuovi skater, la scoperta dei talenti, il monitorare la parte gestionale, e molto altro ancora.

Le partite sono assolutamente adrenaliniche (come dimenticare quella sconfitta contro Phoenix a tre decimi di secondo dalla fine!) anche grazie a un'ottima intelligenza artificiale. I giochi della serie NHL sono stati i primi a inserire quello che una volta si chiamava 'momentum shift'. Sostanzialmente l'andamento della partita dipende dalla situazione psicologica degli atleti: possono, ad esempio, risultare scoraggiati per un accadimento sfortunato imprevisto e non essere più così efficaci come prima o rinvigoriti se le cose vanno particolarmente bene.

Ciò accade sia all'interno della singola partita che nel corso dell'intera stagione. Può capitare ad esempio che un giocatore che ha segnato pochissimo nel corso della stagione (composta da ben 82 partite solo per la regular season!) improvvisamente entri in forma e nella condizione mentale giusta e infili una serie di partite finendo sempre sul tabellino dei marcatori. Oppure, se la nostra squadra non è particolarmente convinta delle proprie prestazioni, potrebbe avere delle difficoltà a mettere la palla in rete, cosa estremamente difficile in uno sport in cui il portiere copre praticamente l'intera superficie della porta.

Come sa certamente chi conosce lo sport, si gioca in cinque contro cinque se si considerano i giocatori di movimento, più il portiere. Chiaramente, in considerazione che solo 10 atleti si trovano sulla superficie di gioco, ciascuno di loro acquisisce un ruolo più importante rispetto ad altri sport come calcio o football americano. Tutto questo è ottimamente trasmesso dalla simulazione: il peso di ciascun giocatore è ben evidente nel corso delle partite, sia in caso positivo, quindi ad esempio per i campioni, sia in negativo. Se un giocatore è poco esperto o non particolarmente competitivo in una skill (c'è un database sterminato con valori numerici, gestiti in maniera dinamica, per tantissime skill per ciascun giocatore) tutta la squadra ne risente.

Lo spostamento degli equilibri in base alle condizioni psicologiche, seppure possa non essere particolarmente apprezzato da coloro che vogliono contare solo sulle proprie forze senza intromissioni dall'alto, è elemento decisamente riuscito in NHL, la cui mancanza si sente tantissimo, a mio modo di vedere le cose, in altri giochi EA Sports, primo fra tutti Fifa. Ci sono sistemi del genere anche nel gioco di calcio, ma sono decisamente più approssimativi che in NHL.

 
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