Dead Island Bloodbath Arena: affettalo più in alto

Dead Island Bloodbath Arena: affettalo più in alto

Siamo tornati sull’Isola di Banoi per sperimentare le nuove arene in cui è possibile affrontare quantità progressive e crescenti di infetti. Il prezzo di questo contenuto aggiuntivo è di 800 MP su Xbox Live e di 9.99 euro su PlayStation Store e PC. La versione testata è quella PlayStation 3.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
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Quattro arene. Solo i veri sopravvissuti le varcheranno tutte

Una volta terminato il download del file (poco meno di 800 MB), non verrà modificato in alcun modo il menù principale del gioco. Nonostante all’apposita voce “Contenuti Aggiuntivi” venga indicato che il materiale in questione è disponibile per l’utilizzo, sarà possibile accedere alle arene solamente all’interno della campagna principale. Per poter selezionare il contenuto è necessario recarsi in quelle aree del gioco in cui sono presenti le mappe per gli spostamenti rapidi da una zona all’altra dell’isola. La scelta, bisogna ammetterlo, non è particolarmente felice, soprattutto se si considera che nell’ultima parte della campagna non è possibile fare ritorno all’isola e avere immediato accesso alle relative mappe.

Giunti sul posto, ci si troverà di fronte un plotone di soldati, intento ad isolare la zona nella quale sono rinchiuse la maggior parte delle persone infette. Il compito affidato al giocatore è davvero basilare: bisogna fare in modo che tutti i soggetti contagiati presenti all’interno della struttura vengano eliminati. Ogni arena dispone di un differente livello di difficoltà, più o meno ostico in rapporto al grado di progressione del proprio personaggio. Inspiegabilmente l’evoluzione non segue l’ordine alfabetico. Se l’Arena A è la più semplice da padroneggiare, l’Arena B è al contrario quella più complessa, mentre l’Arena C e quella D si dividono rispettivamente tra la difficoltà intermedia e quella difficile.

Nonostante il livello di ingresso sia abbastanza accessibile anche con personaggi dotati di abilità piuttosto limitate, è consigliabile approcciarsi a questo DLC sfruttando un soggetto di livello medio-alto, dotato anche di un inventario ricco e di un quantitativo di denaro soddisfacente. All’interno di ogni stanza è possibile incamerare punti esperienza che andranno ad accumularsi a quelli già raccolti nel corso delle missioni principali e secondarie. Tuttavia la scarsità di oggetti e di denaro che vengono “elargiti” dopo l’abbattimento dei nemici rende necessaria e preferibile la presenza di materiale supplementare raccolto e recuperato durante le esplorazioni esterne.

Una volta all’interno delle arene si ha disposizione unicamente il tavolo da lavoro per poter riparare e potenziare le armi di cui si dispone. Pertanto, anche se i punti esperienza vengono accumulati in tempo reale ed è permessa la crescita di livello mentre si sta combattendo, l’attivazione e il potenziamento delle abilità supplementari è invece precluso. All’occorrenza, per salire di livello più rapidamente, è possibile completare alcune Sfide, indicate prima dell’inizio di ogni nuova ondata. Gli incarichi da svolgere sono di vario tipo e possono riguardare ad esempio l’abbattimento di un determinato numero di nemici sfruttando solamente le mani o una determinata categoria di arma, dar loro fuoco sfruttando i barili esplosivi, o ancora farli precipitare da un dirupo per mezzo di un calcio.

A ben vedere il principale punto debole di questo DLC riguarda proprio il bilanciamento tra quelle che sono le risorse offerte al giocatore per riparare il proprio equipaggiamento e l’usura dello stesso. Un problema che riguardava anche le prime fasi della campagna principale, rese in seguito più equilibrate tramite l’apposita patch pubblicata nel mese di ottobre. La differenza in questo caso è data proprio dalla scarsa quantità di materiale messo a disposizione tra un’ondata e l’altra, corredato dall’impossibilità di reperire nuove armi, non usurate, nei paraggi.

L’unica soluzione per poter acquistare nuovo materiale è ritornare al salone principale e parlare con il venditore collocato all’ingresso. Per farla breve, a meno che non abbiate già ampiamente completato la campagna principale sarà consigliabile alternare fasi in arena a momenti di livellamento sull’isola, onde evitare una quantità elevata di morti e la conseguente frustrazione. In alternativa è possibile, come già avviene nel corso della campagna, incontrare altri giocatori e decidere di affrontare un match cooperativo. Per farlo sarà però indispensabile entrare nella lobby prima dell’accesso all’arena stessa, in quanto non è permesso invitare i propri amici a partita in corso.

La struttura delle quattro arene è minimale. Lo spazio per potersi muovere non è vastissimo e non ci sono nemmeno situazioni tattiche particolari da poter adottare, contrariamente ad esempio a quanto avveniva nella modalità Zombie di Black Ops, nella quale era possibile abbozzare una strategia, muoversi verso le stanze successive o sigillare porte. Per di più il setting di tali luoghi stona completamente con quello che è l’ambiente iniziale all’interno del quale vengono accolti i personaggi. Si scende in quello che dovrebbe essere un bunker, si accede a questi fantomatici ingressi, ma una volta varcata la soglia non ci si trova di fronte a luoghi sotterranei, bui o illuminati dalla luce elettrica (che tra l’altro non mancano nel corso della campagna principale). Al contrario si viene catapultati in aree di dimensioni sì limitate ma situate all’aria aperta, tra cascate, rocce, burroni e zone paludose.

 
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