Stronghold 3: è ora di riprendere le redini del nostro castello

Stronghold 3: è ora di riprendere le redini del nostro castello

Dieci anni dopo il primo capitolo, i Firefly Studios ci riprovano. E’ ora di tornare nel Medioevo, riprendere le redini del nostro castello e preparare le nostre armate. Oppure no?

di Antonio Rauccio pubblicato il nel canale Videogames
 

Modalità di gioco

Passiamo ora in rassegna le modalità di gioco. Per il single player abbiamo innanzitutto due possibili campagne: una militare e una gestionale.

Nella prima impersoneremo un Lord che dovrà difendere il proprio castello dall'invasione di un grande esercito e dal ritorno sulla scena di storici (per chi ha giocato al primo capitolo) rivali che rispondo ai nomi di Sciacallo, Ratto, Maiale e Lupo.

Nella seconda campagna, accompagnati dalla sorella del re assassinato dai nemici Lady Catherine, dovremo riunire il regno sotto un’unica bandiera, e far finalmente prosperare la popolazione provata dalla guerra e dalla miseria. Le due campagne complessivamente offrono un buon numero di missioni e una discreta longevità, ma le problematiche fin qui illustrate ne compromettono il fattore di rigiocabilità.

Per quanto riguarda le altre modalità di gioco, ci viene offerta la modalità assedi storici, in cui potremo rivivere episodi realmente accaduti e scegliere da che lato impersonare l'assedio: una buona idea, penalizzata però dall'intrinseca debolezza delle fasi militari del titolo.

La modalità che a nostro parere sfrutta al meglio le potenzialità consolidate del gameplay è sicuramente la costruzione libera, in cui non avremo vincoli di sorta e obiettivi da rispettare, e potremo dedicarci alla costruzione del castello dei nostri sogni, curando con pazienza ogni aspetto del nostro reame, migliorando le strutture e la qualità della vita, e soffermandoci ad ammirare il lento scorrere della vita degli abitanti.

Presente anche la modalità multiplayer fino a quattro giocatori, in cui è possibile sfidare altri avversari umani in Deatmatch su quattro mappe differenti. Purtroppo i bug non mancano nemmeno nel gioco in multiplayer, specie in fase di creazione della partita, ma almeno non abbiamo sperimentato problemi di lag.

Infine, la presenza dell’editor di mappe garantisce una longevità maggiore al titolo, dando la possibilità a tutti di creare degli scenari personalizzati per le proprie partite. Peccato per l’assenza di una qualsiasi modalità di schermaglia, un classico quasi sempre must per ogni RTS che si rispetti.

 
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